Remo Bassetti

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Cesare Pavese, Il mestiere di vivere

Di |2021-02-05T17:23:02+01:005 Febbraio 2021|Open space|

Libri usati

O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire.

È per questo che quando una situazione dolorosa si ripropone identica – appaia identica – nulla ne vince l’orrore.

Il principio suddetto non è poi da viveur. Perché c’è più abitudine nell’esperienza ad ogni costo (cfr. il brutto “viaggiare ad ogni costo”), che nella normale rotaia accettata doverosamente e vissuta con trasporto e intelligenza. Sono convinto che c’è più abitudine nelle avventure che in un buon matrimonio. Perché il proprio dell’avventura è di serbare una riserva mentale di difesa; per cui non esistono buone avventure. È buona quella avventura a cui ci si abbandona: il matrimonio insomma, magari di quelli fatti in cielo.

Chi non sente il perenne ricominciare che vivifica un’esistenza normale e coniugata, è in fondo uno sciocco che, quantunque dica, non sente nemmeno un vero ricominciare in ogni avventura.

Brano da “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese

Essere responsabili a causa di altri

Di |2021-05-07T10:13:02+01:005 Febbraio 2021|12, Limite di velocità|

Possiamo essere puniti per un fatto che hanno commesso altri, oppure impediti a esercitare un diritto perché c’è il rischio che altri abusino?

Lo spunto più generale di riflessione lo offrono le misure di contenimento del Covid, e più precisamente la strategia comunicativa che al riguardo circola nel nostro paese (e non solo nel nostro). (altro…)

Ineguaglianza e immunità

Di |2021-04-23T14:58:07+01:005 Febbraio 2021|Articoli recenti 2, Limite di velocità|

Quale bene in commercio mettereste al primo posto nella classifica dei generi di prima necessità? Il pane? Sbagliato. L’ossigeno. Le cronache raccontano dei cittadini che nella città brasiliana di Manaus alcune persone si aggirano con una bombola d’ossigeno sulle spalle, costata 70 dollari, per fornire alla madre altre quattro ore di vita in più. (altro…)

Il minimalismo? Lo ha inventato Sancho Panza

Di |2021-04-16T14:38:26+01:005 Febbraio 2021|10, Limite di velocità|

“Io ti garantisco che tu hai raccontato il più originale racconto, novella o storia che dir si voglia, che mai sia stato pensato al mondo”. Cosa ha fatto Sancho Panza (altro…)

Il diario della quarantina

Di |2021-04-16T14:35:29+01:0029 Gennaio 2021|9, Tg da 4 a 90 anni|

Sette dischi da portare nel 2021

Di |2021-04-16T14:35:42+01:0015 Gennaio 2021|10, Limite di velocità|

Da un certo punto del 2020, è apparso evidente, specialmente ma non solo per la musica mainstream, che le uscite erano differite in attesa di tempi migliori, ed è diventato più complicato trovare dischi significativi. Quasi impossibile, ad esempio, per il rock, nel secondo semestre. Quanto al rap, uno degli ultimi fuochi d’artificio (rimasto poi il miglior disco dell’anno nel genere) risale a maggio, (altro…)

Di |2021-01-15T21:58:39+01:0015 Gennaio 2021|1, Stretti e contraddetti|

I sediziosi del Campidoglio, identificati più agevolmente grazie ai selfie, mostrano in modo plateale come sia cambiato il peccato, cui un tempo seguiva la sofferenza della confessione, ma che il narcisismo attuale del suo compimento (altro…)

Misure per la pandemia, resistenza civica e difesa della cultura

Di |2021-04-21T14:11:40+01:0015 Gennaio 2021|Limite di velocità|

Mi piacerebbe fare una domanda semplice e precisa a uno qualsiasi dei decisori che nel mondo stanno affrontando in modo più o meno uniforme (salvo un pugno di criminali negazionisti) la pandemia.

La domanda è: ma se tra cinque anni fossimo ancora nelle stesse condizioni, secondo te dovremo continuare a vivere secondo gli stessi limiti e restrizioni? (altro…)

Il miglior romanzo del 2020

Di |2021-02-05T18:00:57+01:0014 Gennaio 2021|7, Sulla scrittura|

Ci sono quattro fili narrativi che corrono paralleli nel romanzo della scrittrice messicana Guadalupe Nettel, riguardano tutti la maternità, e tutti assumono un senso privilegiato per la posizione di pensiero che l’io narrante di Laura esprime nelle prime pagine: (altro…)

Recensione della serie “The Undoing”

Di |2021-02-19T16:17:19+01:0014 Gennaio 2021|Il Nuovo Giudizio Universale|

La trama di The Undoing, diciamocelo con franchezza, non è che sia di un’originalità da rotolarsi per terra. Famiglia della high society newyorkese immersa nella rete sociale impregnata di falsità e ipocrisia, nucleo superficiale della sua felicità, crisi che ne scoperchia il sostrato menzognero, (altro…)

Fiabe dei giorni in cui le persone rimasero a casa/ La rivolta degli orologi

Di |2021-02-19T20:32:26+01:0022 Dicembre 2020|11, Lo Storiopata|

Ci fu un periodo nel mondo in cui la gente dovette rimanere a casa, anche nei giorni di festa, perché c’era un virus antipatico che occupava tutta la strada. (altro…)

Della vita degli oggetti di Adam Zagajewski

Di |2020-12-22T14:25:44+01:0022 Dicembre 2020|Open space|

Libri usati

O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

Solo nella bellezza altrui

vi è consolazione, nella musica

altrui e nei versi stranieri.

Solo negli altri vi è salvezza,

anche se la solitudine avesse sapore

d’oppio. Non sono un inferno gli altri,

a guardarli il mattino, quando

la fronte è pulita, lavata dai sogni.

Per questo a lungo penso quale parola

usare: se lui o tu.

Ogni lui tradisce un tu, ma

in cambio nella poesia di un altro

è in fedele attesa di un dialogo pacato.

Brano da Adam Zagajewski “Della vita degli oggetti”

Il romanzo italiano rivelazione del 2020

Di |2021-02-19T16:16:40+01:0022 Dicembre 2020|10, Sulla scrittura|

Sommersione

L’amore è cieco ma l’odio ci vede benissimo. Specialmente se è quella forma di odio generalizzato che non ha bisogno di separare e distinguere, e solo alza una marea di sordo rancore che finisce per inondare pure chi lo prova. (altro…)

La vigilia virale delle cassiere

Di |2021-01-29T10:35:35+01:0022 Dicembre 2020|10, Lo Storiopata|

Racconto di Natale

“No, cioè fatemi capire. Per quanto tempo vorreste tenerci qua dentro?”

“Stia calma signora, state calmi tutti per favore. Il mio servizio finisce domattina, e anche per me non sarà esattamente la notte di natale che avrei…” (altro…)

Recensione del film “La regina degli scacchi”

Di |2021-01-02T08:03:05+01:0022 Dicembre 2020|Il Nuovo Giudizio Universale|

Sei in orfanotrofio, come puoi illuderti di essere una persona speciale? I tuoi genitori ti hanno messo alla porta oppure una disgrazia se li è portati via, o tutte e due le cose, e le ultime parole che ti ricordi di tua madre sono Chiudi gli occhi, (altro…)

Il sentimento tragico della vita di Miguel De Unamuno

Di |2020-12-15T13:43:36+01:0015 Dicembre 2020|Open space|

Libri usati

O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

L’intelligenza è un dono terribile. Tende alla morte, come la memoria tende alla stabilità. Dio che è vivo, l’assolutamente instabile, l’assolutamente individuale, è, a rigor di termini, inintelligibile. La logica tende a ridurre tutto a identità e a generi, affinché ogni rappresentazione abbia un unico e identico contenuto in qualunque luogo, tempo o relazione essa ci si presenti. Non c’è alcuna cosa che sia la stessa in due momenti successivi della sua esistenza. La mia idea di Dio è diversa ogni volta che la formulo. L’identità, che è la morte, è l’aspirazione dell’intelletto. La mente ricerca ciò che è morto, giacché ciò che è vivo le sfugge; vuole solidificare in lastre la corrente fluente, vuole fissarla. Per analizzare un corpo bisogna menomarlo o distruggerlo. Per comprendere qualcosa, bisogna ucciderla, irrigidirla nella mente. La scienza è un cimitero di idee morte, sebbene da essa possa scaturire la vita. Anche i vermi si nutrono di cadaveri. I miei stessi pensieri, tumultuosi e agitati nelle cavità della mia mente, strappati dalla loro radice cordiale, riversati su questo foglio e fissati su di esso in forma inalterabile, sono già pensieri diventati cadaveri. Come può dunque la ragione aprirsi alla rivelazione della vita? È una tragica lotta, è il fondo della tragedia, la lotta della vita con la ragione. E la verità? Si vive o si comprende?

Brano da Miguel De Unamuno, Il sentimento tragico della vita, 1913

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