Remo Bassetti

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Recensione del film “La terra promessa”

Di |2024-04-05T11:08:49+01:005 Aprile 2024|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

“Senza offesa, vorrei parlare con il re”. Gli aristocratici tesorieri reali del regno di Danimarca – siamo nel 1755 – a quel punto si sganasciano dalle risate. Hanno davanti un capitano d’esercito congedato dopo venticinque anni di onorato servizio, (altro…)

Quanto siamo ripetitivi – video della presentazione a Torino

Di |2024-04-05T10:06:09+01:005 Aprile 2024|Quanto siamo ripetitivi|

Libreria Bodoni Spazio B

Remo Bassetti
conduce

QUANTO SIAMO RIPETITIVI !
(Bollati Boringhieri)

Variazioni su una presentazione

con Francesca Bolino, Davide Ferrario, Licia Mattioli, Alessandro Perissinotto
con brevi intermezzi ripetitivi (musicali) di Giorgio Li Calzi, (recitativi) di Linda
Messerklinger, (performativi) di Cristina Pistoletto ed Elettra Pistoletto

e con la partecipazione di Cavallito & Lamacchia

Torino, via Carlo Alberto 41

Fra i caratteri distintivi dell’umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l’innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell’evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l’apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard almachine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un’analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.

Quanto siamo ripetitivi

Recensione del film “La sala professori”

Di |2024-03-22T17:24:32+01:0022 Marzo 2024|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

A un certo punto della mia vita ho dovuto trarre questa dolorosa conclusione rispetto a un profilo dello sfaccettato animo umano: se appena scorge un pertugio di possibilità, la gente ruba le penne. E se avessero incubato questo male nei primi anni della socializzazione, partendo dalle matite? (altro…)

Recensione del film “La zona d’interesse”

Di |2024-03-15T19:31:15+01:0015 Marzo 2024|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Sicuramente è il film che mancava. Un’opera sull’Olocausto focalizzata esclusivamente (cioè senza quasi inquadrare ebrei) sull’atteggiamento, interiore prima che pratico, dei nazisti verso le vittime. (altro…)

Due anni dopo. Cosa fare con la guerra in Ucraina

Di |2024-04-05T11:22:22+01:002 Marzo 2024|7, Limite di velocità|

Il 21 febbraio 2022 Putin riunisce al Cremlino il Consiglio di sicurezza. Partecipano tutti i vertici dello stato (alti ministri, presidenti assemblee, servizi segreti, alti gradi militari): 23 uomini e una donna. Tre giorni dopo, il parto di tale riunione è l’invasione dell’Ucraina. Se del meeting possedessimo una foto, la parte più interessante sarebbe nel fuoricampo: un fuoricampo speciale, non nello spazio bensì nel tempo. I 24, infatti, continuano oggi a occupare il medesimo posto nelle istituzioni. Quello che prevedevamo come un terremoto, anche interno, non ha scalfito nessuno di loro. (altro…)

Repetita non iuvant. La recensione di Davide Ferrario su “La Lettura” del Corriere della Sera

Di |2024-02-23T23:10:01+01:0023 Febbraio 2024|Quanto siamo ripetitivi|

A tutta pagina “La Lettura” del 4 febbraio titola “Repetita (non) iuvant. Le trappole della società”. Occhiello: La ripetizione giova, dicevano i latini. Ma…replica Remo Bassetti. Tutto- social, remake, serializzazione- induce a crogiolarci nei nostri comportamenti”. La recensione di “Quanto siamo ripetitivi” a firma di Davide Ferrario parte dalla sua esperienza di volontariato in carcere, durante la quale i detenuti gli hanno spiegato come la ripetizione delle loro minute attività avesse almeno il pregio di far passare il tempo; e compara quell’apparente dannazione con la “specie di limbo quasi rassicurante” che abbiamo attraversato con il Covid, riflettendo poi su come, al di là delle situazioni eccezionali, la ripetizione davvero avvolga la vita quotidiana. Da qui sposta la sua attenzione sul libro di “Remo Bassetti, saggista uso a frequentare territori apparentemente marginali con esplorazioni piene di sorprese”, concludendo sul tema (in linea con l’autore) che non è la ripetizione a essere un male, e che il problema nasce quando essa è indotta da forze esterne, senza la consapevolezza del diretto interessato.

Fra i caratteri distintivi dell’umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l’innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell’evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l’apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard almachine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un’analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.

Quanto siamo ripetitivi

Recensione del film “Green Border”

Di |2024-02-23T22:52:01+01:0023 Febbraio 2024|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Questa è la storia, e forse tuttora la cronaca in diretta per quanto ne possiamo sapere, della più orribile partita di ping pong mai giocata, con esseri umani usati come palline. La rete oltre la quale i contendenti (le nazionali di Polonia e Bielorussia) (altro…)

Finire sotto un trauma

Di |2024-04-05T11:22:34+01:0016 Febbraio 2024|8, Limite di velocità|

La vulnerabilità, fra trigger warning e resilienza

 

Quando qualcosa sta prendendo piede in America, di solito bisogna domandarsi non tanto se ma quando funzionerà allo stesso modo in Europa. E nel frattempo, interrogarsi a fondo sulla sua opportunità (o inopportunità) per evitare di farsi trovare impreparati. È questo il caso del trigger warning, da molti liquidato come uno degli approcci più estremi e spigolosi del politicamente corretto. (altro…)

Se la pressione mediatica spinge al suicidio una persona comune

Di |2024-01-19T17:39:26+01:0019 Gennaio 2024|5, Limite di velocità|

Il caso della ristoratrice, l’oggetto produttivo dei social, una proposta di riforma mediatica

In questo articolo spiegherò perché tecnicamente il suicidio della ristoratrice Giovanna Pedretti dal punto di vista mediatico (includendo nella definizione sia i media ufficiali che i social) debba considerarsi un successo. E nella parte conclusivo sosterrò, per questa ragione, la necessità di una modifica radicale del sistema mediatico. (altro…)

Recensione del film “Foglie al vento”

Di |2024-01-12T15:58:27+01:0012 Gennaio 2024|3, Il Nuovo Giudizio Universale|

La caratteristica più personale e ricorrente dello stile di Aki Kaurismaki è probabilmente questa: la presenza dominante di inquadrature fisse dentro cui due personaggi stanno stretti in un ambiente spoglio ma con una scelta attentissima di colori e si alternano, poco guardandosi negli occhi, (altro…)

Quanto siamo ripetitivi presentazione a Torino

Di |2024-01-12T15:49:32+01:0012 Gennaio 2024|Quanto siamo ripetitivi|

Libreria Bodoni Spazio B
Giovedì 18 gennaio 2024 alle 18

Remo Bassetti
conduce

QUANTO SIAMO RIPETITIVI !
(Bollati Boringhieri)

Variazioni su una presentazione

con Francesca Bolino, Davide Ferrario, Licia Mattioli, Alessandro Perissinotto
con brevi intermezzi ripetitivi (musicali) di Giorgio Li Calzi, (recitativi) di Linda
Messerklinger, (performativi) di Cristina Pistoletto ed Elettra Pistoletto

e con la partecipazione di Cavallito & Lamacchia

Torino, via Carlo Alberto 41

Fra i caratteri distintivi dell’umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l’innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell’evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l’apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard almachine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un’analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.

Quanto siamo ripetitivi

Recensione del film “Perfect Days”

Di |2024-02-02T15:47:51+01:0010 Gennaio 2024|3, Il Nuovo Giudizio Universale|

In questo film si vede un bel po’ di monnezza, e per giunta quella che viene recuperata dalle latrine. In questo film non c’è azione. Non c’è sesso. Non corteggiamento. Non pettegolezzi, non denuncia sociale. Non una trama, non esattamente. (altro…)

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