Remo Bassetti

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La credibilità

Di |2021-05-07T23:19:42+01:007 Maggio 2021|5, Limite di velocità|

Che cosa intendiamo con questo concetto e come si sta trasformando

Le persone credibili sono quelle che secondo il nostro punto di vista:

  • Dicono quello che davvero faranno.
  • Hanno fatto davvero quello che dicono.
  • Dicono quello che davvero faremo o che ci viene o ci verrà fatto da terzi.
  • Faranno davvero quello che diciamo.
  • Dicono quello che davvero fanno gli altri o quel che serve fare a noi.

(altro…)

Intervista a Radio Onda D’Urto

Di |2021-05-07T23:18:59+01:007 Maggio 2021|Offendersi|

Ascolta o scarica l’intervista “Après coup. Sulle retoriche della morale”

Radio Onda d’Urto, “emittente antagonista” fondata nel 1985 è autoprodotta e autofinanziata. La qualità culturale dei suoi programmi è elevatissima, focalizzata sui temi d’impegno sociale, sempre esplorati con prospettive originali. Il tutto impreziosito da ospiti di rilievo. Tra i più recenti: Luciano Canfora, Luigi Manconi, Bifo, Zerocalcare, Erri De Luca, Sarantis Thanopolus, Valerio Mastandrea.

Ascolta l’intervista
Anche se prevale un tono leggero e una gradevole vena di humor, la documentazione è solida, gli esempi fitti e illuminanti

Corrado Augias, Il Venerdì

Un trattato, mica bruscolini. Il trattato, infatti, tipo quelli di Spinoza o di Wittgenstein, è un’opera di carattere filosofico, scientifico, letterario (...) E così è. Nel suo trattato Bassetti espone il come e perché dell’offesa.

Francesca Rigotti, Il Sole 24 ore

 

C’è un passo in cui di Bassetti dice che questo è un tema sorprendentemente poco esplorato...Non lo è più da quando c’è questo libro

La conclusione del conduttore di Fahrenheit – Tommaso Giartosio

 

Queste sono le tre ragioni per cui ci si offende:

  1. Hai detto male di me

  2. Hai violato un confine

  3. Non ti sei accorto di me come, e quanto, avresti dovuto

Scopri le ragioni per non perdere questo libro

Recensione del film “Nomadland”

Di |2021-05-07T10:04:02+01:007 Maggio 2021|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

La parte più affascinante di questo pluripremiato Nomadland (Leone d’Oro e Oscar) sta fuori dallo schermo, ed è il modo in cui è stato preparato. L’intenzione era di seguire l’impronta dell’omonimo libro di Jessica Bruder (altro…)

Recensione del film “Judas and the Black Messiah”

Di |2021-04-24T08:29:44+01:0024 Aprile 2021|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

C’è una premessa significativa da fare: le immagini che più rimangono impresse sono quelle documentarie, all’inizio e alla fine. In particolare l’intervista televisiva rilasciata da William O’Neal, (altro…)

Di |2021-04-23T14:49:04+01:0023 Aprile 2021|1, Stretti e contraddetti|

“Non è un liberi tutti!”. Sono pochi i sanitari e i politici che rinunciano a chiosare l’annuncio delle nuove regole Covid in questo modo. Certo che è un liberi tutti, invece! Ovviamente, a condizione che si rispettino le regole. (altro…)

La spontaneità e la volgarità secondo Facebook

Di |2021-05-07T10:06:30+01:0023 Aprile 2021|6, Limite di velocità|

La foto che trovate sopra questo articolo è stata scelta con grande cura. Non c’entra assolutamente niente con l’argomento, eppure è l’unica che veramente può rappresentarlo.

Più avanti, nell’articolo, vedremo quale sarebbe esattamente la foto che dovrebbe commentare l’articolo, ma non posso utilizzarla perché ho la necessità di buggerare Facebook. (altro…)

La ricchezza dello sport. Superlega, tv e dintorni

Di |2021-05-07T14:04:30+01:0023 Aprile 2021|9, Limite di velocità|

Chissà se Juventus-Milan sarebbe stata la partita di apertura della Superlega. Quel che è certo è che fu la prima partita in diretta alla televisione italiana, il 7 febbraio 1950, e si concluse 1-7. La crescente passione per lo sport indusse la Rai a varare, il 3 gennaio 1954, un contenitore di avvenimenti, una sorta di telegiornale dedicatovi esclusivamente, La domenica sportiva. Veniva trasmessa da un piccolo appartamento affittato a Milano da un facoltoso profumiere. Anche quando, qualche tempo dopo, la Rai poté permettersi il lusso di ospitarla in un ufficio interno, lo spazio non era ancora abbastanza capiente per la sala di montaggio, cosicché i 220 centimetri di pellicola (tanti ne bastavano per riprodurre un servizio di una partita di pallone) venivano portati in fretta e furia dall’edificio di fronte. (altro…)

Intervista a “Fahrenheit” Rai Radio Tre

Di |2021-04-16T15:18:12+01:0016 Aprile 2021|Offendersi|

L’intervista a Fahrenheit su “Offendersi”

Rai Radio 3, mercoledì 14 aprile, il mio “Offendersi” al centro di Fahrenheit, con un’intervista di 25 minuti.

La conclusione del conduttore Tommaso Giartosio:

“C’è un passo in cui di Bassetti dice che questo è un tema sorprendentemente poco esplorato…Non lo è più da quando c’è questo libro”.

Ascolta la trasmissione dal  minuto 1:11 al minuto 1:32 oppure l’estratto qui sotto

Ascolta l’estratto

Nove suggerimenti musicali in attesa che tornino i concerti

Di |2021-05-07T10:11:33+01:0016 Aprile 2021|10, Limite di velocità|

Sono anarchici e hanno preso spunto dalla crisi pandemica per prendere di mira il capitalismo delle multinazionali e degli stati. Testi dissacranti? Manco mezzo. È frequente leggere che i canadesi Godspeed You! Black Emperor riescono a esprimere con la musica gli auspici rivoluzionari che avrebbero richiesto parole, (altro…)

Dittatore sarà tua sorella

Di |2021-04-23T14:55:23+01:0014 Aprile 2021|7, Limite di velocità|

La frase in cui Draghi dava del dittatore a Erdogan e il risentimento con cui sta replicando il leader turco mettono in luce alcuni profili interessanti dell’offesa e della reazione, che vanno oltre il caso specifico e inducono a considerazioni più generali. (altro…)

Come prendere il catcalling

Di |2021-05-07T10:16:08+01:0014 Aprile 2021|8, Limite di velocità|

Le recenti discussioni sul catcalling sono un colpo di clacson: un richiamo all’attenzione su comportamenti che riguardano l’offendere e il sentirsi offesi, cioè su una materia di assoluta attualità che spesso genera reazioni di opposta ma speculare passionalità e semplificazione argomentativa. (altro…)

Indice

Di |2021-03-04T19:52:49+01:004 Marzo 2021|Offendersi|

1. LE RAGIONI PER CUI CI SI SENTE OFFESI

  • Le tre categorie dell’offesa
  • Non è l’intenzione quello che conta
  • L’ira di Achille
  • Cosa rende più grave l’offesa
  • Stereotipi e codici culturali
  • Il dovere di offendersi
  • Offendersi per sempre
  • L’emozione di sentirsi offesi

2. FORME DELL’OFFESA

  • Essere dimenticati o confusi, non contare
  • Esclusione, distanziamento e rifiuto
  • Ingratitudine
  • Critiche, elogi, verità e attribuzione di fama negativa
  • Uso dello sguardo
  • Riso e derisione
  • Fraintendere le intenzioni
  • Tradire, ingannare
  • Usi del corpo

3. GLI INSULTI

  • Insulti tipici
  • Insulti specializzati
  • Insulti ambientali
  • Turpiloquio, sessismo e quell’altra cosa là
  • Slur e discriminazione
  • Funzioni ed espressività dell’insulto
  • L’arte di insultare

4. SENZA OFFESA

  • I duelli verbali
  • Inversioni rituali
  • Scherzo
  • Inoffensivi e inoffendibili

5. COSA È IN GIOCO NELL’OFFENDERSI

  • Perché ci si offende
  • Rispetto, onore, dignità
  • Faccia sociale e identità personale
  • Autostima e narcisismo
  • Invidia, frustrazione e sensibilità
  • Potere e gerarchia
  • La reazione all’offesa

6. OFFESE PUBBLICHE

  • Politica
  • Recensioni
  • Sport
  • Musica

7. INGIURIA, SATIRA, RELIGIONE

  • Condanne
  • Satira
  • Blasfemia

8. L’OFFESA DIFFUSA. IL POLITICAMENTE CORRETTO

  • Il linguaggio politicamente corretto
  • Spazi sicuri e trigger warning
  • Appropriazioni culturali
  • Cancellazioni della storia
  • Cancel culture

9. OFFENDERSI IN RETE

  • Perché lo smartphone fa di te un problema
  • Riflessi condizionati di offesa digitale
  • Hate speech
  • Web e politica

10. ANTIDOTI ALL’OFFESA

  • Gentilezza
  • Diplomazia
  • Comunicazione non violenta
  • Scuse
  • Perdono

11. IN DIFESA (PARZIALE) DELL’OFFESA

  • Ciascuno ha il diritto di essere offeso
  • Ma vale la pena di offendersi?
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La quarta di copertina

Di |2021-03-04T22:25:07+01:004 Marzo 2021|Offendersi|

Senza il diritto di offendere, sostiene Salman Rushdie, la libertà di espressione non esiste. Eppure, soprattutto nella nostra epoca, recare offesa o sentirsi offesi sono fenomeni così dilaganti che pervadono ogni anfratto dell’intimità e della sfera pubblica. Questo saggio, colto e provocatorio, per la prima volta si occupa dell’offesa in entrambe le accezioni, aggressiva e riflessiva, considerandole come facce della stessa medaglia.
Remo Bassetti indaga qui la dimensione storica e culturale, letteraria e antropologica della denigrazione e delle molteplici reazioni, a volte insospettabili, che essa provoca, dai duelli agli attacchi nei social media fino alla battaglia per il politicamente corretto. Addentrandosi in case, uffici, stadi, chat e parlamenti, l’autore ci svela, con incalzare ironico e graffiante, i meccanismi sociali e psicologici dell’offendersi. Si scoprono così le dinamiche culturali e le differenze geografiche degli insulti, le zone franche e le tutele giuridiche della denigrazione, fino alla cancel culture e alle rivendicazioni dei gruppi minoritari, per individuare infine possibili correttivi a un’offesa, coltivando la virtù di non farsi turbare l’animo.
Da Omero ai rapper, da Shakespeare a Trump, dalle tribù indigene ai tweet, questo saggio tratta materiale eterogeneo ed esplosivo, perché scandaglia con spirito libero e critico un atteggiamento umano universale, sempre più espressione della società egotista in cui viviamo.
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Le categorie e le forme dell’offendersi

Di |2021-03-04T18:31:09+01:004 Marzo 2021|Offendersi|

Non si osa immaginare che cosa abbia scritto sul suo testamento, ma certo il commiato visivo dal mondo è stato originale. Il 27 gennaio 2020, sulle strade di Rimini, una locandina funebre veniva ad aggiungersi alle altre, quella della signora Irma, mancata a 84 anni. Il dettaglio che la rende un documento d’epoca è la posa nella foto, ove è rappresentata con un sornione sguardo di sfida e l’inequivocabile dito medio alzato. Le figlie hanno dichiarato ai cronisti che era uno spirito libero e irriverente, e tra le varie risorse iconografiche disponibili per commemorarla hanno ritenuto che questa meglio rispondesse al suo carattere, e che probabilmente la scelta sarebbe stata bissata sopra la lapide. Non si può escludere che abbiano liquidato la faccenda diplomaticamente, e avessero in realtà fatto solenne voto alla madre di tramandare esattamente questo suo messaggio alla posterità. Tra qualche millennio gli studiosi di reperti si divideranno, proprio come sino ad oggi sulla funzione dei dolmen di Stonehenge, riguardo ai destinatari e al sostrato psicologico del commiato. Che si trattasse di saldare il conto in sospeso con un conoscente o gli animatori della movida rivierasca, di sintetizzare a suo modo la limitatezza del Dasein heideggeriano oppure di portarsi avanti col lavoro (e dunque il gesto fosse rivolto ai becchini o mirasse addirittura più in alto), il dubbio essenziale però rimarrà sempre: ma la signora stava prendendo l’iniziativa di offendere o invece reagendo perché si sentiva offesa?

Prolifera in effetti nella contemporaneità un atteggiamento meno evidente di altri e ingiustamente collocato in secondo piano, che contribuisce tuttavia a spiegare diversi profili delle relazioni sociali più disparate. Si tratta del fatto che tutti, continuamente, si offendono.

Questo è tanto più vero se utilizziamo l’espressione nel proprio duplice significato: persone che reciprocamente si recano offesa, considerando l’insulto o la denigrazione uno strumento normale all’interno degli scambi comunicativi; e persone che si sentono, o almeno si dichiarano, intimamente ferite dal comportamento di qualcuno.

Il fenomeno cade ogni tanto sotto i riflettori soprattutto per la parte più visibile e circense, quella degli insulti, che vengono in effetti generosamente dispensati sui social, in certe trasmissioni televisive che vi fondano l’audience, nella corsa agli armamenti verbali che alcuni capi di stato hanno reso corredo dell’escalation missilistica. E chi avrebbe mai pensato che, non appena gli avessero tolto i capsomeri e l’acido nucleico da sotto il naso e ficcato un microfono sotto la bocca, i virologi avrebbero rapidamente convertito la sotterranea cattività da laboratorio in scoperta cattiveria dialettica, scambiandosi vituperi come camionisti che si contendono la corsia di sorpasso?

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Ma la mia ambizione è stata quella di realizzare un più vasto trattato sull’offesa, non strettamente legato all’epoca e con una certa considerazione per la varietà culturale. Il libro cerca dunque di rispondere a domande sul perché e come si offenda e ci si offenda. Direi che la prospettiva di osservazione preferita è proprio quella che riguarda il sentirsi offeso, che definisco offendersi riflessivo, contrapposto all’offendersi aggressivo, ma siccome i due atteggiamenti sorgono nello stesso momento, non sarebbe possibile analizzarne seriamente uno separato dall’altro. Nella pratica, poi tendono a sovrapporsi, perché l’offesa funge da stimolo e provocazione per un ritorno dell’offesa; e lo stesso sentimento di offesa veicola sovente un’aggressività finalizzata.

Come ho anticipato sopra, ritengo che il puro insulto sia sopravvalutato nella sua qualità di realizzare offese durevoli. Esistono altri modi verbali per ferire i sentimenti o la reputazione, e soprattutto altre forme di offese. Non intendo certo contestare che le parole siano pietre, ma vorrei aggiungere che certe forme di disattenzione sono randellate.

Individuo così tre categorie generali dell’offendersi, e al loro interno nove forme tipiche di offesa più gli insulti (che però sarebbero ricompresi nel dire male che è una delle nove), ai quali comunque, per la loro peculiarità linguistica, ho dedicato un capitolo a sé.

Specifico cosa sia veramente in gioco nell’offesa (dall’onore alla dignità, dalla reputazione all’autostima e al senso esclusivo della propria unicità, e altro ancora) e mi soffermo su alcuni antidoti alla sua nascita o perpetuazione, come la gentilezza o le scuse, nonché sulle forme di reazione, dall’antico duello al più classico dei bronci. Mi aiuto con esempi concreti (alcuni tratti dalla letteratura, dal cinema o dal teatro, o anche dalla mia esperienza personale); ed effettivamente mi piacerebbe che, oltre a fungere da stimolo alla riflessione astratta su un tema sorprendentemente poco esplorato, il libro possa offrire occasione di orientamento pratico, anche se poi ciascuno deciderà se sfruttare l’accresciuta competenza per limitare o invece allargare la quantità di offese in circolazione.

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Offendersi e usi del corpo

Di |2021-04-14T12:23:00+01:004 Marzo 2021|Offendersi|

La mattina del 4 gennaio 1559, a Bologna, il nobile Carlo Antonio Desideri entrò per la messa domenicale nella chiesa di San Giovanni a Monte. La famiglia Hercolani, che già era schierata per assistere alla funzione, ebbe un sussulto. Ogni casato aveva la sua chiesa di riferimento e il nuovo venuto stava sconfinando dalla sua (Santa Maria dei Servi), (altro…)

Offendersi e scuse

Di |2021-04-14T12:23:13+01:004 Marzo 2021|Offendersi|

Non porgere le scuse, talvolta, è un’offesa più grave del fatto per il quale ci si doveva scusare. Così è nelle interazioni occasionali, ad esempio se un passante ci pesta un piede o un professionista ci fa attendere per due ore oltre l’orario dell’appuntamento; anzi in questo caso la condotta, presa isolatamente, non è nemmeno un’offesa. (altro…)

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