FIDARSI È MALE, NON FIDARSI È PEGGIO
Come rispondereste alla domanda: “bisogna fidarsi della maggior parte delle persone?”. Probabilmente in modo molto diverso a seconda del vostro paese. In Brasile optano per (altro…)
Come rispondereste alla domanda: “bisogna fidarsi della maggior parte delle persone?”. Probabilmente in modo molto diverso a seconda del vostro paese. In Brasile optano per (altro…)
Da tempo Pedro Almodovar ha abbandonato la magniloquenza barocca nelle immagini e nella sceneggiatura per imboccare con la cinepresa una china di sobrietà quasi (altro…)
Il reparto di maternità dell’Ospedale di Moncalieri è celebrato per la sua qualità e alcune forme peculiari di approccio al parto e post-parto. Per raccontarlo ho scelto di (altro…)
L’Ideale della verginità è l’ideale di quelli che vogliono sverginare.
Il parrucchiere racconta solo le novità, mentre dovrebbe solo pettinare. Il giornalista è pieno di spirito mentre dovrebbe solo raccontare le novità. Sono due tipi che mirano in alto.
Il valore della cultura si rivela nel modo più chiaro quando una persona colta prende la parola a proposito di un problema che sta fuori dall’ambito della sua cultura.
Quando brucia il tetto non serve né pregare né lavare il pavimento. Comunque pregare è più pratico.
Il segreto dell’agitatore è rendersi stupido quanto i sui ascoltatori in modo che questi credano di essere intelligenti come lui.
Molti desiderano ammazzarmi. Molti desiderano fare un’oretta di chiacchiere con me. Dai primi mi difende la legge.
Narcosi: ferite senza dolori. Nevrastenia: dolori senza ferite.
Sotto il sole non c’è un essere più infelice del feticista che brama una scarpa da donna e deve contentarsi di una femmina intera.
Non ci sono più produttori, ormai ci sono solo rappresentanti.
Due non si sono sposati: da allora vivono in reciproca vedovanza.
Ce n’è voluto di tempo, a partire dalle caverne, perché l’uomo dicesse alla partner: okay, mi occupo io del bambino. Almeno questa è l’opinione corrente. E se invece si trattasse di un’abitudine persa, ed anzi i nostri antenati del Pleistocene fossero stati padri accorti e presenti, che ben si sarebbero disposti pure al (altro…)
Secondo la Treccani nel 2024 la parola dell’anno è “rispetto”. Per fortuna (e sfortuna) viene precisato che la sua scelta riguarda un auspicio invece che una constatazione di presenza. In effetti, se uno pensa alla crisi delle istituzioni, all’individualismo sfrenato, alla menzogna perpetua, alla violenza sulle donne , i deboli, i soggetti marginali, cioè a tutto ciò che è corrente e si interroga sul buon funzionamento di questa parola inevitabilmente sbotta chiedendosi: ma rispetto a che?
Ti sei ricordato di prendere gli ombrelli?. Possiamo fantasticare che durante l’allestimento delle grandi mostre impressioniste chi lavorava alle pareti così si riferisse alla tela di Gustave Caillebotte, Rue de Paris, temps de pluie, a lungo l’unico conosciuto e celebrato, come se solo in quella giornata di pioggia l’artista avesse (altro…)
In tutta la sua lunghissima vita cinematografica la questione della giustizia e della sua problematicità è stato il tema centrale di Clint Eastwood. Dai western (sui quali sempre poco si sottolinea come l’argomento cardine della frontiera riguardi metaforicamente la giustizia) alle indagini del commissario Callaghan, da (altro…)
Alcuni trovano che ciò che fanno le religioni è utile. È vero, attenuano la terribile durezza della separazione
e suscitano speranza nei meno colpiti, in quelli cioè che rimangono in vita. Il loro peccato principale però è
contro i defunti, dei quali dispongono come se avessero un diritto su di loro e una qualche conoscenza del
loro destino. A me va bene ogni finzione che migliori i vivi nei loro rapporti reciproci. Ma le affermazioni sui
morti totalmente scomparsi mi sembrano avventate e senza scrupoli. Accettando una qualsiasi cosa che
viene asserita su di loro, al tempo stesso li si abbandona ed essi non possono difendersi in alcun modo.
L’inermità dei morti la cosa più inconcepibile. Io amo troppo i miei morti per piazzarli in qualche posto
(trovo già degradante che li si rinchiuda e li si seppellisca). Io non so niente di loro, proprio niente, e sono
deciso a continuare ad amarli nella piena angoscia di questa incertezza.
In una recente intervista Sorrentino ha teorizzato il valore della noia. Non direi che in Parthenope sia passato alla pratica. Premesso che bisogna essere amanti delle sfumature del (altro…)
Si conclude la grande rassegna veneziana
Arrivati agli ultimi giorni della Biennale 2024 tutti gli appassionati d’arte, anche quelli che hanno saltato l’appuntamento veneziano, conoscono la questione. Il curatore Adriano Pedrosa, valente direttore dell’’Istituto d’Arte di San Paulo, ha deciso sotto il titolo “Foreigners everywhere” di vararne una diversa da tutte le precedenti, popolando gli spazi con opere di artisti “altri” rispetto al canone dominante occidentale.
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Quale cambiamento si nasconde dietro la vittoria di Trump
Prima di spiegare perché con l’elezione di Trump finisce il mondo in cui sono nato (cioè, quello che corre dal
1961 fino al 5 novembre 2024) è giusto specificare che tutta una serie di critiche riguardanti questo esito
elettorale – e che in buona parte sottoscriverei a titolo personale – lasciano il tempo che trovano. (altro…)
Bisognerebbe cominciare a intitolare le vie a persone che non sono ancora nate. Per incentivarle a fare del loro meglio, e liberare intanto i trapassati dal peso oscillante del giudizio storico.
Neanche il regista più versatile riguardo a temi, epoche, ambienti è capace di cimentarsi con le memorie del mondo rurale e contadino se non c’ha respirato dentro per via della sua biografia. (altro…)
Si torna a parlare, e non solo in Italia, dell’imposta patrimoniale. Da un punto di vista strettamente sociologico suscita sempre stupore che non incontri un costante favore popolare: riguarderebbe i pochissimi rispetto ai moltissimi, e questo in democrazia sarebbe un buon viatico. (altro…)
La storia è semplice e lineare: due giovani nello stato indiano del Tamil Nadu, Kumaresan e Saroya, si innamorano e decidono di sposarsi. Il guaio è che appartengono a due caste differenti: nella città di Tholur, dove si sono conosciuti perché lei vive lì e lui è andato a lavorarci, al limite la questione potrebbe pure essere superata. Ma ottenere nello specifico il consenso dei genitori di Soraya non sarebbe agevole, e comunque Kumaresan vorrebbe ritornare nel suo villaggio natìo. Ma in quel luogo provinciale di campagna riusciranno a mandare giù l’amaro boccone della differenza di casta? (oltre tutto quella della ragazza è inferiore).
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