Cartier Bresson? Per curarlo ce ne volevano cinque.

Di |2021-07-30T11:16:05+01:0011 Giugno 2021|13, Ufficio visti|

Ufficio visti

La Grand Jeu a Parigi

Tra le numerose mostre che celebrano Bresson, la Biblioteca Nazionale di Francia ha riprodotto una formula tra le più originali, quella varata da Palazzo Grassi nel 2020, funestata dalla pandemia. (altro…)

Sei perle musicali del 2020, e almeno quattro non le conoscete

Di |2021-01-02T08:35:48+01:0017 Aprile 2020|Ufficio visti|

Nella triste serrata culturale di questi mesi la musica è forse l’arte più viva: continua a sfornare dischi, che possono essere apprezzati anche in streaming, e tanti meriterebbero una segnalazione. Mi limito ad annotarne sei, pescando da generi diversi. (altro…)

Quattro grandi cantanti jazz che in Italia vi tengono nascoste

Di |2021-01-02T08:19:46+01:0020 Marzo 2020|Ufficio visti|

Ci vorranno le quote rosa nelle recensioni? Nessuno fra gli ultimi dischi (usciti fra il 2019 e il 2020) della quattro musiciste che vado a indicare è stato segnalato in Italia, nemmeno dalle riviste specializzate. (altro…)

Degas, sempre meno impressionista

Di |2020-09-11T15:17:25+01:009 Dicembre 2019|Ufficio visti|

Ufficio visti

Se ancora vent’anni fa avessero chiesto a visitatori di mostre di compilare un questionario contenente la domanda: “Quanto è impressionista Degas da 1 a 10?”, tutti avrebbero con diligente entusiasmo vergato “10!”. Erano i tempi in cui i musei avevano scoperto che bastava infilare l’etichetta impressionismo per sbancare, e non avevano alcun interesse a sottilizzare gli scostamenti dal canone.

(altro…)

Antony Gormley

Di |2020-09-11T15:17:27+01:0024 Ottobre 2019|Ufficio visti|

Ufficio visti

Un artista che si occupa prevalentemente del rapporto tra lo spazio e il corpo umano. Questa è l’etichetta principale affibbiata ad Antony Gormley. La grande retrospettiva dedicatagli nella maestosa cornice della Royal Academy a Londra è utile a sfumare questa specializzazione e anche a suggerire quale sia il punto di equilibrio in cui l’osservazione ecosistemica (altro…)

La Biennale 2019 si impegna (e si sente)

Di |2020-09-11T15:17:29+01:0020 Settembre 2019|Ufficio visti|

Rispetto alla Biennale del 2017 l’avanzamento è palpabile, rispetto a quella del 2015 la differenza abissale: l’arte si è rituffata verso l’impegno sociale e la militanza ideologica (in senso nobile), senza nulla perdere in spontaneità ma anzi offrendole un punto d’appoggio. (altro…)

Richter/annunciazione di Tiziano

Di |2020-09-11T15:10:35+01:007 Dicembre 2018|Ufficio visti|

La storia di questa mostra, microscopica ma densissima e ospitata a Palazzo Te di Mantova, nasce dalla volontà di affiancare due versioni di Annunciazione dipinte da Tiziano: la più nota, quella della Scuola Grande di San Rocco, del 1538, e l’altra, conservata a Napoli nel Museo di San Rocco, di vent’anni successiva. (altro…)

Nalini Malani

Di |2020-09-11T15:11:24+01:0030 Novembre 2018|Ufficio visti|

A volte c’è il rischio che raccontando una mostra si faccia torto all’artista, e sarebbe meglio limitarsi a dire: fidatevi, e andate a vederla. Nalini Malani è presente al Castello di Rivoli per la sua prima retrospettiva,  allestita dal museo piemontese insieme al Centre Pompidou con un bizzarro metodo che ha scelto di dividerla in due parti che selezionano opere diverse (la prima appunto a Parigi il Natale scorso). (altro…)

Zao Wou Ki

Di |2020-09-11T15:12:25+01:009 Novembre 2018|Ufficio visti|

Chi ama la pittura astratta avrà probabilmente vissuto uno dei momenti di emozione più viva abbandonandosi alla contemplazione trasognata dei dipinti rossi di Mark Rothko nella sala dedicatagli nella Tate Modern. Una rara occasione di ricadere in quella trascendenza estatica è la mostra che il Museo di Arte Moderna di Parigi dedica a Zao-Wou-Ki, (altro…)

Duane Michals

Di |2020-09-11T15:16:27+01:0020 Luglio 2018|Ufficio visti|

Se Georg Baselitz ha capovolto i quadri, Duane Michals ha capovolto la fotografia: cioè non alcune fotografie, ma proprio i concetti base della fotografia. Due su tutti. Il primo è che l’immagina parli da sola, e valga più di cento parole. Michals, per giunta con la vena dello scrittore di razza, ha invece “sporcato” suoi scatti con i testi, giungendo all’uovo di Colombo, ovvero alla dimostrazione che il testo e la foto insieme potessero dire molto più che il testo e la fotografia singolarmente (altro…)

Torna in cima