Pronto, mi sento? Sally Rooney e l’amore ai tempi dei millenials

Di |2022-07-15T13:54:35+01:0020 Maggio 2022|12, Libri consigliati|

A parte molte altre, c’è una differenza sostanziale tra Jane Austen e Sally Rooney: le eroine di Jane Austen (cui la Rooney viene sovente associata) sognano un buon matrimonio, i personaggi di Sally Rooney sognano una bella scopata. (altro…)

Charles Ray, lo spazio allucinato

Di |2022-05-20T09:01:20+01:0020 Maggio 2022|3, Ufficio visti|

Ufficio Visti

Nessuna foto di una scultura è mai in grado di restituire una percezione vagamente simile a quella dal vivo. Questo vale a maggior ragione per le opere di Charles Ray che hanno due punti cardinali, (altro…)

Dove ci porteranno i droni

Di |2022-08-31T15:47:33+01:0020 Maggio 2022|10, Articoli recenti 3, Limite di velocità|

Sull’uso militare dei droni

Marylin Monroe fu il primo volto pubblicitario dei droni. In realtà, non era ancora Marylin Monroe e nemmeno era ancora un’attrice: era ancora Norma Jean Daugherty, aveva diciotto anni e lavorava come operaia nella fabbrica Radioplane, che brevettava velivoli senza pilota. Era il 1944, il termine significava “ronzoni”, ed era un’onomatopea del rumore che producevano: si trattava di modellini e la loro natura era così fatua che la naturale conclusione del gioco era il loro abbattimento. (altro…)

La terapia dello scrivere. Estratto da “Un apolide metafisico” di E.M. Cioran

Di |2022-05-20T08:19:35+01:0020 Maggio 2022|Open space|

Libri usati

O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

Scrivo per me stesso. Mi sono accorto che scrivere mi faceva bene. (…) Ebbene, per me lo scrivere è esattamente questo, è attenuare una sorta di pressione interiore, allentarla. Insomma, una terapia. (…)

Ma allora, si potrebbe dire, perché pubblicare? Glielo spiego: anche il fatto di pubblicare è molto importante, contrariamente a quel che si pensa. Per quale motivo? Perché una volta pubblicato il libro, le cose che hai espresso ti diventano estranee – non del tutto, ma in parte sì. Quindi l’alleggerimento sperato è ancora più grande. Non sei più tu. ti sei liberato di qualche cosa. È come nella vita, lo dicono tutti: uno che parla, che racconta i suoi dispiaceri, si libera. Proprio chi tiene tutto per sé, proprio il taciturno è quello che si ammazza, quello che crolla, o che magari commette un delitto. Mentre il fatto di parlare ti libera. E il fatto di scrivere pure. Sono cose molto ovvie, ma io le ho sperimentate. E quindi dico a tutti: pubblicate i vostri manoscritti, per male che vada, vi farà comunque bene. E tutte le ossessioni di cui parlate avranno per voi meno importanza.

E.M. Cioran, brano tratto dal libro-intervista “Un apolide metafisico”

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