Scambio in culla, il grande complotto

Di |2021-09-17T14:05:26+01:0017 Settembre 2021|5, Limite di velocità|

Il fatto di cronaca sin qui più importante del XXI secolo, emerso solo la scorsa settimana, è stato (non a caso?) trascurato, o almeno relegato alla sezione “curiosità” delle notizie. Si tratta dello scambio in culla avvenuto tra due bambine nel 2001 in Spagna, scoperto solo 19 anni dopo da quella che ci è andata peggio (almeno in senso economico), e che infatti ha richiesto all’ospedale un risarcimento di 3 milioni.

Sarebbe bello liquidare l’episodio come la circostanza sfortunata di un errore umano, ma non è affatto così. Ora che la pentola è stata scoperchiata verrà rapidamente alla luce quel gigantesco verminaio che rappresenta la madre di tutti i complotti: il sistematico scambio in culla dei bambini, che vengono tutti assegnati a genitori differenti. (altro…)

Nasdaq e diversity. Ma la questione del lavoro?

Di |2021-09-17T13:47:19+01:0017 Settembre 2021|4, Limite di velocità|

Che le donne siano tuttora ai margini del management aziendale non è solo desolantemente sessista, è anche economicamente sfavorevole. Secondo uno studio di McKinsey, fra le società quotate in borsa, quelle collocate nel primo quartile per diversità di genere nel management portano a casa il 25% in più di utili di quelle situate nell’ultimo quartile. (altro…)

Quattro dischi per inaugurare l’autunno

Di |2021-09-17T14:33:02+01:0017 Settembre 2021|3, Limite di velocità|

L’uscita più importante di questo inizio stagione è nella musica classica, ed è l’ultima fatica del grande pianista russo-tedesco Igor Levit, dedicata ai 24 preludi e fughe di Shostakovich. Levit è uno degli artisti politicamente più impegnati della scena internazionale, uno che è stato capace di far precedere il suo concerto a Bruxelles dall’appello a non votare Trump, (altro…)

Recensione del film “Qui rido io”

Di |2021-09-17T15:11:54+01:0017 Settembre 2021|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Basta con questa farsa! Nel palazzo sontuoso dove dimora Eduardo Scarpetta, il mattatore incontrastato del teatro comico napoletano tra fine Ottocento e inizio Novecento, qualcuno avrebbe potuto sbottare in questo modo (altro…)

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