Stretti e contraddetti

Home>Stretti e contraddetti

Stretti e contraddetti

Di |2025-12-24T14:59:22+01:0024 Dicembre 2025|1, Stretti e contraddetti|

Come osservatore sociale debbo constatare la pervasiva furbizia degli algoritmi nel selezionare le pubblicità personalizzate da mostrare agli utenti. Però, nella mia personale esperienza, vivo una franchigia da tale corvée. Mi capita infatti di cercare su You Tube alcuni brani pianistici accompagnati da spartiti per provare dilettantisticamente a riprodurli. Logica di sistema esigerebbe che nelle interruzioni di advertising gli algoritmi aggiornassero le proposte a seconda dei miei interessi del momento. E invece, da anni ormai, irrompe soltanto una voce interrogante e compiaciutamente enfatica. “Vuoi sapere quanto vale la tua auto?” e da lì parte lo spot con la sola variazione che al centro ne sia Enrico Papi, Yuri Chechi o dei comuni mortali (tutti comunque molto soddisfatti di questo ramo del commercio). A rendere ancora più singolare questa monomania dell’algoritmo, devo confessare che sono uno dei maschi sulla terra meno interessati allo status automobile, che non ho mai digitato annunci di auto, mai pensato di vendere la mia e che quando avrò finito di tirarle il collo, o glielo avranno tirato le regolamentazioni locali sull’inquinamento, non credo che ne comprerò un’altra. E naturalmente sempre interrompo l’annuncio appena mi viene concessa la possibilità di skippare. Eppure ogni volta che sono aperti insieme, il display del pc e il coperchio del pianoforte, si ripete quest’alchimia, questo incredibile corto circuito che mi pone in una bolla magica, al riparo dalla fruttuosa caccia ai dati che si dispiega nel resto del pianeta. Graziato da un algoritmo gentile o dall’insanabile dissidio tra il rombo di un motore e il diffondersi di una nota in minore.    



Stretti e contraddetti

Di |2025-05-02T18:16:54+01:002 Maggio 2025|1, Stretti e contraddetti|

Giustamente si grida all’attentato verso la democrazia per la pretesa di Trump di dettare all’università di Harvard le regole di condotta didattica, quale condizione del finanziamento federale di 2 dei 9 miliardi di dollari che l’ateneo riceve. Passa così in secondo piano il dato principale: un’università privata che prende rette da 55mila euro riceve 9 miliardi dallo stato. A qualcuno pare un fiore all’occhiello per la democrazia e l’eguaglianza dello studio? Vero, Harvard aveva appena annunciato un piano di incremento del sostegno agli studenti con redditi più bassi, sino all’esenzione. Ma ad oggi non funziona così, e ad oggi ha incassato quei contributi. Però era materiale noioso per la cronaca.

Stretti e contraddetti

Di |2024-12-23T12:47:21+01:0023 Dicembre 2024|1, Stretti e contraddetti|

Secondo la Treccani nel 2024 la parola dell’anno è “rispetto”. Per fortuna (e sfortuna) viene precisato che la sua scelta riguarda un auspicio invece che una constatazione di presenza. In effetti, se uno pensa alla crisi delle istituzioni, all’individualismo sfrenato, alla menzogna perpetua, alla violenza sulle donne , i deboli, i soggetti marginali, cioè a tutto ciò che è corrente e si interroga sul buon funzionamento di questa parola inevitabilmente sbotta chiedendosi: ma rispetto a che?

Torna in cima