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Archivio cronologico2020-09-11T15:17:17+01:00

Il premierato e la democrazia

7 Giugno 2024|5, Limite di velocità|

Quando si parla di forme di governo occorrerebbe sempre tenere a mente una premessa: mentre in un regime autoritario si governa mediante una dittatura in un regime democratico si governa nonostante la democrazia. La democrazia è in effetti un sistema politico che contrappone costantemente un contropotere a un potere. Quello che ogni tanto scandalizza i decisionisti e li spinge a impegnarsi per forzare certi blocchi e lentezze del sistema non è altro che la normalità, e in ultima analisi, l’essenza della democrazia. Come mi è già capitato di scrivere, sarebbe come se nel pieno della monarchia assoluta qualcuno avesse esclamato: “Eh, ma questo vuole sempre l’ultima parola!”. (altro…)

Brancusi

25 Aprile 2024|3, Ufficio visti|

Quando si è costretti a scegliere un unico episodio per documentare lo straniamento che al senso comune produsse l’avvento delle avanguardie artistiche si è soliti citare il “caso Brancusi”: (altro…)

Quanto siamo ripetitivi – video della presentazione a Torino

5 Aprile 2024|Quanto siamo ripetitivi|

Libreria Bodoni Spazio B

Remo Bassetti
conduce

QUANTO SIAMO RIPETITIVI !
(Bollati Boringhieri)

Variazioni su una presentazione

con Francesca Bolino, Davide Ferrario, Licia Mattioli, Alessandro Perissinotto
con brevi intermezzi ripetitivi (musicali) di Giorgio Li Calzi, (recitativi) di Linda
Messerklinger, (performativi) di Cristina Pistoletto ed Elettra Pistoletto

e con la partecipazione di Cavallito & Lamacchia

Torino, via Carlo Alberto 41

Fra i caratteri distintivi dell’umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l’innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell’evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l’apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard almachine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un’analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.

Quanto siamo ripetitivi

Due anni dopo. Cosa fare con la guerra in Ucraina

2 Marzo 2024|7, Limite di velocità|

Il 21 febbraio 2022 Putin riunisce al Cremlino il Consiglio di sicurezza. Partecipano tutti i vertici dello stato (alti ministri, presidenti assemblee, servizi segreti, alti gradi militari): 23 uomini e una donna. Tre giorni dopo, il parto di tale riunione è l’invasione dell’Ucraina. Se del meeting possedessimo una foto, la parte più interessante sarebbe nel fuoricampo: un fuoricampo speciale, non nello spazio bensì nel tempo. I 24, infatti, continuano oggi a occupare il medesimo posto nelle istituzioni. Quello che prevedevamo come un terremoto, anche interno, non ha scalfito nessuno di loro. (altro…)

Repetita non iuvant. La recensione di Davide Ferrario su “La Lettura” del Corriere della Sera

23 Febbraio 2024|Quanto siamo ripetitivi|

A tutta pagina “La Lettura” del 4 febbraio titola “Repetita (non) iuvant. Le trappole della società”. Occhiello: La ripetizione giova, dicevano i latini. Ma…replica Remo Bassetti. Tutto- social, remake, serializzazione- induce a crogiolarci nei nostri comportamenti”. La recensione di “Quanto siamo ripetitivi” a firma di Davide Ferrario parte dalla sua esperienza di volontariato in carcere, durante la quale i detenuti gli hanno spiegato come la ripetizione delle loro minute attività avesse almeno il pregio di far passare il tempo; e compara quell’apparente dannazione con la “specie di limbo quasi rassicurante” che abbiamo attraversato con il Covid, riflettendo poi su come, al di là delle situazioni eccezionali, la ripetizione davvero avvolga la vita quotidiana. Da qui sposta la sua attenzione sul libro di “Remo Bassetti, saggista uso a frequentare territori apparentemente marginali con esplorazioni piene di sorprese”, concludendo sul tema (in linea con l’autore) che non è la ripetizione a essere un male, e che il problema nasce quando essa è indotta da forze esterne, senza la consapevolezza del diretto interessato.

Fra i caratteri distintivi dell’umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l’innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell’evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l’apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard almachine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un’analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.

Quanto siamo ripetitivi

23 Febbraio 2024|1, Stretti e contraddetti|

Non so quale senso possa avere l’attesa sulle cause della morte di Navalny, e non solo per la conclamata inattendibilità delle indagini. Putin lo ha fatto avvelenare, quello è tornato in Russia (altro…)

Finire sotto un trauma

16 Febbraio 2024|8, Limite di velocità|

La vulnerabilità, fra trigger warning e resilienza

 

Quando qualcosa sta prendendo piede in America, di solito bisogna domandarsi non tanto se ma quando funzionerà allo stesso modo in Europa. E nel frattempo, interrogarsi a fondo sulla sua opportunità (o inopportunità) per evitare di farsi trovare impreparati. È questo il caso del trigger warning, da molti liquidato come uno degli approcci più estremi e spigolosi del politicamente corretto. (altro…)

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