Il Nuovo Giudizio Universale

>Il Nuovo Giudizio Universale

Non ho intenzione di rifare la rivista. Un’energia di quel tipo si ha una volta nella vita. Più modestamente riprenderò il genere “recensione”, di nuovo destinandolo indiscriminatamente a una mostra come a un oggetto o a una tendenza. Ma fatemi compagnia! Pubblicherò le vostre recensioni purché contenute in tremila battute, non oltraggiose, di interesse generale e non sospette di personalismo (insomma, se il cameriere è stato scortese al ristorante non è questo lo spazio per vendicarsi). Quelle che mi piacciono di più le farò passare per l’homepage. È d’obbligo il giudizio finale in soli/ombrelli (vedere sotto). Ogni recensore ha a disposizione uno spazio al mese.

I giudizi

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Perfetto


Alla grande


Merita


Niente male


Né infamia né lode


Anche no


Da dimenticare


Terrificante

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Si salvi chi può

Recensione del film “L’ufficiale e la spia”

C’è modo e modo di difendere l’autorità della tradizione. Roman Polanski a 86 anni lo fa benissimo, (altro…)

Di | 4 Aprile 2020|Categorie: 2, Il Nuovo Giudizio Universale|Tags: , , |

Recensione del film “Bohemian rapsody”

Fino che a punto è lecito alterare eventi dentro un biopic, senza che l’operazione scada artisticamente? La questione si pone pesantemente per l’acclamata (dal pubblico) biografia di Freddie Mercury, (altro…)

Di | 12 Marzo 2020|Categorie: Il Nuovo Giudizio Universale|Tags: , |

Recensione del film “1917”

A un certo punto il film western abbandonò l’epopea della Conquista e prese a rappresentare l’orgogliosa resistenza dei vinti e il fascino crepuscolare del tramonto dell’epoca. La svolta dei film di guerra è la focalizzazione sulla sopravvivenza come unica vera forma di eroismo e sulla missione che non serve tanto a vincere quanto a tirare qualcuno fuori dalla guerra, oppure a contenere le perdite. Così 1917 si pone nella scia di Salvate il soldato Ryan e Dunkirk, (altro…)

Di | 28 Febbraio 2020|Categorie: Il Nuovo Giudizio Universale|Tags: , |

Recensione del film “Jojo Rabbit”

L’eterna questione se il richiamo di opere precedenti debba intendersi come un plagio o una citazione ritorna in Jojo Rabbit del regista neozelandese Taika Waititi. (altro…)

Di | 12 Febbraio 2020|Categorie: Il Nuovo Giudizio Universale|Tags: , |

Recensione del film “Hammamet”

Chi ha meno di quarant’anni, ed era dunque un ragazzo quando scoppiò lo scandalo di Tangentopoli, potrebbe avere desiderio di comprendere in cosa veramente consistette l’essenza della cosiddetta Prima Repubblica, e quale giudizio storico si possa azzardare dell’uomo  che ne riassunse uno dei momenti di massima espansione e poi ne simboleggiò la rovinosa fine, Bettino Craxi. (altro…)

Recensione del film “La ragazza d’autunno”

Silenzio in sala. Ma non solo perché siamo al cinema: è che per il novanta per cento della durata non vengono pronunciate parole. Eppure le scene in cui qualcuno è da solo sono quasi inesistenti. E quando sono insieme non accade mai che il silenzio sia uno stadio assoluto e durevole. (altro…)

Recensione del film “Piccole donne”

“Faccio cose, vedo gente e mi autorealizzo”. Così potrebbe integrare la celebre frase di Ecce Bombo il personaggio principale (altro…)

Di | 24 Gennaio 2020|Categorie: Il Nuovo Giudizio Universale|Tags: , , |

Recensione del film “Sorry we missed you”

In questa storia non ci troverete niente di speciale. Nel senso che, sia pure portata alle sue medio-estreme conseguenze, è la narrazione realistica e quotidiana che accomuna pletore di famiglie; e descrive alla perfezione la gig economy, (altro…)

Recensione del film “Sorry we missed you”

In questa storia non ci troverete niente di speciale. Nel senso che, sia pure portata alle sue medio-estreme conseguenze, è la narrazione realistica e quotidiana che accomuna pletore di famiglie; e descrive alla perfezione la gig economy, entrando nella carne dei personaggi, lontano dalla freddezza algebrica delle inchieste giornalistiche che non restituiscono con la stessa precisione emotiva le lacerazioni esistenziali che produce. (altro…)

Recensione del film “Pinocchio”

Nei primi dieci minuti un Roberto Benigni di corporeità marionettistica ci propone Geppetto ridotto allo stadio di semi-accattone che scrocca una zuppa all’osteria e sbircia incantato da un finestrino la meraviglia del teatro dei burattini arrivato in paese. È un attacco straordinario, risucchiante: ma nel libro non ce n’è traccia. Quell’avvio costituisce una deroga al principio che Garrone si è autoimposto come parametro del suo adattamento cinematografico di “Pinocchio”: una rigorosa fedeltà al testo. E però poche delle scene successive eguagliano per pathos quell’inizio, e questo qualcosa vorrà dire. (altro…)