FOCUS
Proprio a Natale”.
La frase più idiota degli anni dopo Cristo.
Era morta mia mamma, non è che in macelleria avevano finito
Il wrog ospita articoli di intellettuali stranieri che, condivisibili o meno, esprimono un’opinione originale.
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Stretti e contraddetti
Come osservatore sociale debbo constatare la pervasiva furbizia degli algoritmi nel selezionare le pubblicità personalizzate da mostrare agli utenti. Però, nella mia personale esperienza, vivo una franchigia da tale corvée. Mi capita infatti di cercare su You Tube alcuni brani pianistici accompagnati da spartiti per provare dilettantisticamente a riprodurli. Logica di sistema esigerebbe che nelle interruzioni di advertising gli algoritmi aggiornassero le proposte a seconda dei miei interessi del momento. E invece, da anni ormai, irrompe soltanto una voce interrogante e compiaciutamente enfatica. “Vuoi sapere quanto vale la tua auto?” e da lì parte lo spot con la sola variazione che al centro ne sia Enrico Papi, Yuri Chechi o dei comuni mortali (tutti comunque molto soddisfatti di questo ramo del commercio). A rendere ancora più singolare questa monomania dell’algoritmo, devo confessare che sono uno dei maschi sulla terra meno interessati allo status automobile, che non ho mai digitato annunci di auto, mai pensato di vendere la mia e che quando avrò finito di tirarle il collo, o glielo avranno tirato le regolamentazioni locali sull’inquinamento, non credo che ne comprerò un’altra. E naturalmente sempre interrompo l’annuncio appena mi viene concessa la possibilità di skippare. Eppure ogni volta che sono aperti insieme, il display del pc e il coperchio del pianoforte, si ripete quest’alchimia, questo incredibile corto circuito che mi pone in una bolla magica, al riparo dalla fruttuosa caccia ai dati che si dispiega nel resto del pianeta. Graziato da un algoritmo gentile o dall’insanabile dissidio tra il rombo di un motore e il diffondersi di una nota in minore.
RECENSIONE LA MIA FAMIGLIA A TAPEI

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DE LA TOUR A PARIGI

Georges De La Tour nella sua vita artistica si occupò di due cose: dipingere delle persone comuni, tendenzialmente marginali, e dipingere santi. Tra le due sfere non tracciò un abisso, e anzi (nella rappresentazione di un’affine dignità) ricorre e (altro…)
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BREVI DIALOGHI SOCRATICI/1 SULLA MORTE DI CHARLIE KIRK
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Socrate: Ho visto, mi rattristano sempre le vittime di una violenza.
Cefalo: Perché tu sei un uomo saggio! In Rete c’è stato un proliferare di odio, di gente che sputava veleno. Che addirittura se ne dichiarava contenta. Contenta della morte di un uomo! (altro…)
Quel mio telefono rubato a Napoli

Pochi giorni fa ero appena arrivato a Napoli, la mia città natale, e per festeggiarmi mi hanno rubato il telefono pochi minuti dopo essere sceso dal treno. Devo premettere che io non uso il telefono, non come mezzo di comunicazione. (altro…)
LO SPETTATORE PASSIVO DALLA TV AL DEVICE

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AUTOFICTION DI BAMBINI CHE NASCONO

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Il reparto di maternità dell’Ospedale di Moncalieri è celebrato per la sua qualità e alcune forme peculiari di approccio al parto e post-parto. Per raccontarlo ho scelto di (altro…)
Chiediti se sei un fallito

È una parola rimasta immune alla tagliola della grammatica di genere. Non si legge né si ascolta mai di una fallita. Al contrario, di questo o quell’uomo si sussurra o grida velenosamente che sia un fallito, e lui stesso ne è convinto. (altro…)
I DUE OCCIDENTI
Come si sta allungando la distanza tra Europa e Stati Uniti
Con la parola “Occidente” facciamo riferimento, alternativamente, a una storia millenaria, a un sistema di (altro…)
Sono nato nel palazzo della Camorra

La scorsa settimana, con qualche giorno di ritardo rispetto alla data effettiva della ricorrenza, sono sceso a Napoli con la famiglia: fanno vent’anni che non c’è più mia madre e non volevo mancare la visita al cimitero. (altro…)





