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Repetita non iuvant. La recensione di Davide Ferrario su “La Lettura” del Corriere della Sera

Di |2024-02-23T23:10:01+01:0023 Febbraio 2024|Quanto siamo ripetitivi|

A tutta pagina “La Lettura” del 4 febbraio titola “Repetita (non) iuvant. Le trappole della società”. Occhiello: La ripetizione giova, dicevano i latini. Ma…replica Remo Bassetti. Tutto- social, remake, serializzazione- induce a crogiolarci nei nostri comportamenti”. La recensione di “Quanto siamo ripetitivi” a firma di Davide Ferrario parte dalla sua esperienza di volontariato in carcere, durante la quale i detenuti gli hanno spiegato come la ripetizione delle loro minute attività avesse almeno il pregio di far passare il tempo; e compara quell’apparente dannazione con la “specie di limbo quasi rassicurante” che abbiamo attraversato con il Covid, riflettendo poi su come, al di là delle situazioni eccezionali, la ripetizione davvero avvolga la vita quotidiana. Da qui sposta la sua attenzione sul libro di “Remo Bassetti, saggista uso a frequentare territori apparentemente marginali con esplorazioni piene di sorprese”, concludendo sul tema (in linea con l’autore) che non è la ripetizione a essere un male, e che il problema nasce quando essa è indotta da forze esterne, senza la consapevolezza del diretto interessato.

Fra i caratteri distintivi dell’umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l’innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell’evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l’apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard almachine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un’analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.

Quanto siamo ripetitivi

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