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Quando le carrozze dei treni avevano gli scompartimenti

Di | 24 Gennaio 2020|5, Lo Storiopata|

Nelle ferrovie i cambiamenti tendono a essere impalpabili. Ad esempio, vent’anni fa per sapere in quale stazione ci si trovava bisognava abbassare per tempo il finestrino. “Stazioone di Firenze, stazioone di Firenze” (di solito lo dicevano due volte, come una duplice salva di cannone per salutare i forestieri del treno che era arrivato). Oggi i messaggi provengono dall’interno del treno, se è ad alta velocità. Se è velocissimo tende alla logorrea. Italo si distingue per l’impostazione attoriale dell’annunciatore, oltre che per il suo buon umore: il modello di ispirazione per l’annuncio potete trovare piatti caldi alla carrozza ristorante è “Il Mercante di Venezia”. Su Trenitalia, se si tratta di viaggi internazionali, fanno l’annuncio sia in romano che in inglese ma non si è mai certi di quale sia l’uno e quale sia l’altro. (altro…)

A chi togliere il diritto di voto

Di | 11 Gennaio 2019|5, Cosa resta della democrazia, Il futuro della democrazia|

Ma è proprio vero che alle elezioni debbano votare tutti? Sul suffragio universale, a lungo considerato il più esaltante e incontroverso successo raggiunto dalla democrazia, vi sono ormai quattro categorie di pensatori: (altro…)