RECENSIONE LA VOCE DI HIND RAJAB

La trama di questo film, come ormai sanno più o meno tutti, è semplice, lineare e si riferisce a un fatto realmente accaduto: a Gaza, una bambina di sei anni rimane inizialmente illesa dalle (altro…)
NETANYAHU, GLI OSTAGGI, IL GENOCIDIO, L’ANTISEMITISMO

Netanyahu ha salvato gli ostaggi.
State sobbalzando andate avanti nella lettura e tutti, ma dico proprio tutti, mi darete ragione e ammetterete che mi sto attendendo strettamente ai fatti. Per spiegarmi, necessita però un (altro…)
RECENSIONE SOTTO LE NUVOLE

“Pe’ sfregio” (con la variante “a sfregio” e la commistione sonora con “spregio”) è un’espressione napoletana, stranamente non riportata dai dizionari dialettali, che (altro…)
BREVI DIALOGHI SOCRATICI/1 SULLA MORTE DI CHARLIE KIRK
Cefalo: Hai visto che cosa terribile, Socrate? Un altro uomo ammazzato, un personaggio pubblico, Charlie Kirk.
Socrate: Ho visto, mi rattristano sempre le vittime di una violenza.
Cefalo: Perché tu sei un uomo saggio! In Rete c’è stato un proliferare di odio, di gente che sputava veleno. Che addirittura se ne dichiarava contenta. Contenta della morte di un uomo! (altro…)
I DUE OCCIDENTI
Come si sta allungando la distanza tra Europa e Stati Uniti
Con la parola “Occidente” facciamo riferimento, alternativamente, a una storia millenaria, a un sistema di (altro…)
Quel mio telefono rubato a Napoli

Pochi giorni fa ero appena arrivato a Napoli, la mia città natale, e per festeggiarmi mi hanno rubato il telefono pochi minuti dopo essere sceso dal treno. Devo premettere che io non uso il telefono, non come mezzo di comunicazione. (altro…)
RECENSIONE DEL FILM “SOTTO LE FOGLIE”

Vi dice qualcosa la differenza tra etica dei principi ed etica della responsabilità? Se proprio siete a digiuno di questa importante riflessione filosofica e non avete voglia di leggere nulla sull’argomento (nemmeno l’articolo in cui ne scrivo io), il film di Francois Ozon, “Sotto le foglie” può essere una valida (altro…)
RECENSIONE RITROVARSI A TOKYO

Il culto adorante che la civiltà giapponese riceve attualmente in Europa trascura sovente certi aspetti aspri nella sua costruzione dell’ordine sociale. In Ritrovarsi a Tokyo, il regista francese Guillame Senez ne affronta uno poco conosciuto, ovvero il modo tranchant in cui lo stato affronta l’affido dei figli (altro…)

Uscito nel 2022, il romanzo Le perfezioni di Vincenzo Latronico è stato inserito nella sestina dei candidati finali all’International Booker Prize 2025: era accaduto solo a Elena Ferrante. L’originale romanzo di Latronico ha un respiro e uno stile (altro…)
Stretti e contraddetti
Giustamente si grida all’attentato verso la democrazia per la pretesa di Trump di dettare all’università di Harvard le regole di condotta didattica, quale condizione del finanziamento federale di 2 dei 9 miliardi di dollari che l’ateneo riceve. Passa così in secondo piano il dato principale: un’università privata che prende rette da 55mila euro riceve 9 miliardi dallo stato. A qualcuno pare un fiore all’occhiello per la democrazia e l’eguaglianza dello studio? Vero, Harvard aveva appena annunciato un piano di incremento del sostegno agli studenti con redditi più bassi, sino all’esenzione. Ma ad oggi non funziona così, e ad oggi ha incassato quei contributi. Però era materiale noioso per la cronaca.
RECENSIONE GENERAZIONE ROMANTICA

Cucinare arrangiandosi con quel che c’è in frigo è la lodata capacità dei grandi cuochi. Se però, in occasione di una cena con ospiti, si esagera ad attingere dagli avanzi è facile che il pasto finisca (altro…)
Splendore e fallimento di Papa Francesco

Morto un papa se ne fa un altro, ma rifarne uno come questo non sarà facile. Arrivato al soglio pontificio con le credenziali di un outsider (il primo gesuita, il primo papa non europeo, il primo a scegliere il nome del santo del voto di povertà) (altro…)
STORIA E PRATICA DEL SILENZIO

Non avreste certo problemi a utilizzarlo come sottofondo, ma forse dovreste ascoltarlo con attenzione. É un album appena uscito, della durata di 47 minuti e 12 tracce, cui partecipano nientemeno che 1000 artisti britannici, del calibro di Damon Albarn, Annie Lennox, Elton John, Paul McCartney e Kate Bush o del compositore Hans Zimmer. Un album unico perché non suona. Sono incisi 47 minuti di silenzio.
Si tratta della forma di protesta da loro scelta contro una proposta governativa di legge che consentirebbe più agevolmente alle aziende di allenare le proprie IA sui brani violando la legge sul copyright. Una delle tante conferma riguardo alla capacità comunicativa del silenzio.
È un bel riconoscimento per me che, a distanza di sei anni dall’uscita per Bollati Boringhieri, il Corriere della Sera voglia ripubblicare in edicola Storia e pratica del silenzio nella bella collana Mente e corpo in equilibrio, che nelle settimane precedenti ha dato spazio ai testi di Daniel Goleman, del Dalai Lama e dello stesso curatore della collana, Daniel Lumera. In quel volume proponevo una teoria del silenzio quale vero e proprio atto comunicativo, con la medesima dignità della parola e una speciale connessione con la dimensione emozionale di una relazione o di un’esperienza. E soprattutto peroravo la necessità, per ciascuno, di intendere la loro differenza per farne corretto uso e interpretarli.
Oltre a tracciare questa sorta di “grammatica”, ho inseguito il silenzio in tutte i campi dove è in grado di esprimere un potente significato: le religioni cristiana e buddista, più genericamente la natura e la spiritualità, la sordità, la psicoanalisi, l’amore, il rapporto con le istituzioni. E le arti, ovviamente: a questo proposito ricordo che già John Cage ebbe già l’idea di comporre una sonata di pianoforte muta, per ragioni espressive e filosofiche invece che legate alla gestione della politica e alla tutela dei diritti.
Nella mia ricerca avevo concluso che la politica e lo spazio web hanno con il silenzio un rapporto particolarmente complesso, ai confini della negazione. Direi che in sei anni le cose sono ulteriormente peggiorate. In compenso, l’attenzione positiva al tema è notevolmente aumentata. La collana del Corriere della Sera costeggia specialmente il silenzio che è necessario in sé stessi e il benessere che ne consegue. Un antidoto essenziale contro la frenesia che ci sta assalendo. La drammatica accelerazione degli eventi nel mondo in questi ultimi mesi, ci ricorda tuttavia che i nostri obblighi di esseri sociali ci impongono al tempo stesso di essere pronti a ribellarci e gridare. Persino a gridare talmente forte da rimanere zitti, come i 1000 artisti inglesi.
SU GAZA HO FATTO PRIMA DI TRUMP

Un paio di settimane fa, dopo le strampalate e inquietanti dichiarazioni di Trump, ho ideato un breve video da postare sui social, un collage di immagini scelte per dar conto espressivo di quanto aberrante suonasse quella sua proposta. Il mio non era un progetto strutturato con ambizioni di diffusione, mi ero accodato all’ispirazione dettata dalla subitanea indignazione. Quando le piattaforme lo hanno silenziato per una questione di copyright sul sonoro ho lasciato perdere. (altro…)
LO SPETTATORE PASSIVO DALLA TV AL DEVICE

A partire dagli anni Sessanta una lunga tradizione filosofica ha indicato il fruitore della tv come uno spettatore passivo. Il termine è ora quasi scomparso dal dibattito pubblico, insieme a quello di “spettatore”. Oggi si parla prevalentemente di (altro…)
FIDARSI È MALE, NON FIDARSI È PEGGIO

Foto di Pexels da Pixabay
Come rispondereste alla domanda: “bisogna fidarsi della maggior parte delle persone?”. Probabilmente in modo molto diverso a seconda del vostro paese. In Brasile optano per (altro…)
RECENSIONE LA STANZA ACCANTO

Da tempo Pedro Almodovar ha abbandonato la magniloquenza barocca nelle immagini e nella sceneggiatura per imboccare con la cinepresa una china di sobrietà quasi (altro…)
Questo articolo non pone domande ma offre solo risposte

Alle otto e mezza.
Grazie, volentieri.
Scusami, ma davvero non riesco. (altro…)


