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Archivio cronologico2020-09-11T15:17:17+01:00

BREVI DIALOGHI SOCRATICI/1 SULLA MORTE DI CHARLIE KIRK

19 Settembre 2025|Limite di velocità|

Cefalo: Hai visto che cosa terribile, Socrate? Un altro uomo ammazzato, un personaggio pubblico, Charlie Kirk.

Socrate: Ho visto, mi rattristano sempre le vittime di una violenza.

Cefalo: Perché tu sei un uomo saggio! In Rete c’è stato un proliferare di odio, di gente che sputava veleno. Che addirittura se ne dichiarava contenta. Contenta della morte di un uomo! (altro…)

RECENSIONE RITROVARSI A TOKYO

9 Maggio 2025|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Il culto adorante che la civiltà giapponese riceve attualmente in Europa trascura sovente certi aspetti aspri nella sua costruzione dell’ordine sociale. In Ritrovarsi a Tokyo, il regista francese Guillame Senez ne affronta uno poco conosciuto, ovvero il modo tranchant in cui lo stato affronta l’affido dei figli (altro…)

2 Maggio 2025|Libri consigliati|

Uscito nel 2022, il romanzo Le perfezioni di Vincenzo Latronico è stato inserito nella sestina dei candidati finali all’International Booker Prize 2025: era accaduto solo a Elena Ferrante. L’originale romanzo di Latronico ha un respiro e uno stile (altro…)

Stretti e contraddetti

2 Maggio 2025|1, Stretti e contraddetti|

Giustamente si grida all’attentato verso la democrazia per la pretesa di Trump di dettare all’università di Harvard le regole di condotta didattica, quale condizione del finanziamento federale di 2 dei 9 miliardi di dollari che l’ateneo riceve. Passa così in secondo piano il dato principale: un’università privata che prende rette da 55mila euro riceve 9 miliardi dallo stato. A qualcuno pare un fiore all’occhiello per la democrazia e l’eguaglianza dello studio? Vero, Harvard aveva appena annunciato un piano di incremento del sostegno agli studenti con redditi più bassi, sino all’esenzione. Ma ad oggi non funziona così, e ad oggi ha incassato quei contributi. Però era materiale noioso per la cronaca.

STORIA E PRATICA DEL SILENZIO

28 Febbraio 2025|Open space|

Non avreste certo problemi a utilizzarlo come sottofondo, ma forse dovreste ascoltarlo con attenzione. É un album appena uscito, della durata di 47 minuti e 12 tracce, cui partecipano nientemeno che 1000 artisti britannici, del calibro di Damon Albarn, Annie Lennox, Elton John, Paul McCartney e Kate Bush o del compositore Hans Zimmer. Un album unico perché non suona. Sono incisi 47 minuti di silenzio.

Si tratta della forma di protesta da loro scelta contro una proposta governativa di legge che consentirebbe più agevolmente alle aziende di allenare le proprie IA sui brani violando la legge sul copyright. Una delle tante conferma riguardo alla capacità comunicativa del silenzio.

È un bel riconoscimento per me che, a distanza di sei anni dall’uscita per Bollati Boringhieri, il Corriere della Sera voglia ripubblicare in edicola Storia e pratica del silenzio nella bella collana Mente  e corpo in equilibrio, che nelle settimane precedenti ha dato spazio ai testi di Daniel Goleman, del Dalai Lama e dello stesso curatore della collana, Daniel Lumera. In quel volume proponevo una teoria del silenzio quale vero e proprio atto comunicativo, con la medesima dignità della parola e una speciale connessione con la dimensione emozionale di una relazione o di un’esperienza. E soprattutto peroravo la necessità, per ciascuno, di intendere la loro differenza per farne corretto uso e interpretarli.

Oltre a tracciare questa sorta di “grammatica”, ho inseguito il silenzio in tutte i campi dove è in grado di esprimere un potente significato: le religioni cristiana e buddista, più genericamente la natura e la spiritualità, la sordità, la psicoanalisi, l’amore, il rapporto con le istituzioni. E le arti, ovviamente: a questo proposito ricordo che già John Cage ebbe già l’idea di comporre una sonata di pianoforte muta, per ragioni espressive e filosofiche invece che legate alla gestione della politica e alla tutela dei diritti.

Nella mia ricerca avevo concluso che la politica e lo spazio web hanno con il silenzio un rapporto particolarmente complesso, ai confini della negazione. Direi che in sei anni le cose sono ulteriormente peggiorate. In compenso, l’attenzione positiva al tema è notevolmente aumentata.     La collana del Corriere della Sera costeggia specialmente il silenzio che è necessario in sé stessi e il benessere che ne consegue. Un antidoto essenziale contro la frenesia che ci sta assalendo. La drammatica accelerazione degli eventi nel mondo in questi ultimi mesi, ci ricorda tuttavia che i nostri obblighi di esseri sociali ci impongono al tempo stesso di essere pronti a ribellarci e gridare. Persino a gridare talmente forte da rimanere zitti, come i 1000 artisti inglesi.

SU GAZA HO FATTO PRIMA DI TRUMP

28 Febbraio 2025|Open space|

Un paio di settimane fa, dopo le strampalate e inquietanti dichiarazioni di Trump, ho ideato un breve video da postare sui social, un collage di immagini scelte per dar conto espressivo di quanto aberrante suonasse quella sua proposta. Il mio non era un progetto strutturato con ambizioni di diffusione, mi ero accodato all’ispirazione dettata dalla subitanea indignazione. Quando le piattaforme lo hanno silenziato per una questione di copyright sul sonoro ho lasciato perdere. (altro…)

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