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Moravia e Caproni, la calma disperazione

Di |2020-10-16T13:18:23+01:0018 Settembre 2020|7, Sulla scrittura|

Nel 1990, trent’anni fa, morivano due dei nostri migliori scrittori del secolo, il poeta Giorgio Caproni e il romanziere Alberto Moravia. In una sua poesia di 25 anni prima, il “Congedo del viaggiatore cerimonioso” che rimane forse la sua lirica più famosa, Caproni aveva anticipato e metaforizzato questo momento dentro il meraviglioso sproloquio del passeggero di un treno che rivolge ai compagni del vagone – in realtà figure della sua vita o trasfigurazioni in quelle del suo stesso io – mentre si approssima alla stazione di arrivo, dove poi pronuncia il suo saluto: (altro…)

I silenzi in Anna Karenina

Di |2020-09-11T15:17:29+01:0020 Settembre 2019|Sulla scrittura|

I romanzi, aprendo alla nostra conoscenza la mente dei personaggi – o almeno di uno di loro – ci conducono per mano in un’esperienza che nella vita reale ci è preclusa per una mente che non sia la nostra: nei romanzi non solo apprendiamo in che modo i pensieri si trasformino in azione ma anche quali tra essi si tramutino in parole. Infatti il lettore viene a sapere quale pensiero sia mutato nella volontaria (o involontaria) distorsione di una parola che non lo riflette esattamente; e a maggior ragione quale pensiero sia rimasto confinato nella testa del personaggio, senza che questi abbia ritenuto necessario od opportuno farlo vivere – quanto meno non immediatamente – nell’interazione verbale. (altro…)

Dieci personaggi della letteratura che se la cavano bene a letto

Di |2020-09-11T15:17:29+01:0025 Luglio 2019|Forse ti sei perso, Sulla scrittura|

In ordine ascendente di classifica

  1. Rubens (L’immortalità, Milan Kundera). Appena prima delle sue nozze viene colto dalla nostalgia struggente della sua amante, che supplica vanamente di tornare con lui. Torna sconfitto il mattino del (altro…)

Un anno senza Philip Roth. Il canzoniere della senilità

Di |2020-09-11T15:00:10+01:0024 Maggio 2019|Sulla scrittura|

Nell’ultima parte della sua vita di scrittore Philip Roth ha trovato una nuova, aurea vena in alcuni libri di piccole dimensioni e rigoroso controllo linguistico. Ingiustamente la sua celebrazione postuma riguarda quasi sempre i capolavori più noti, Lamento di Portnoy e Pastorale americana, o al limite il Roth più politico de Il complotto contro l’America o La macchia umana. Quel pugno di pagine, che messe insieme non assommano la mole di uno dei suoi storici romanzi, meritano un posto particolare nella storia della letteratura per la poetica crudezza con la quale hanno dipinto lo stato interiore del maschio che invecchia. Poche opere possono competere sul tema con la forza di questo canzoniere della senilità. (altro…)

Cat Person ovvero quando Obama dice: Toh! Che bel racconto!

Di |2020-09-11T15:02:53+01:0022 Marzo 2019|Il Nuovo Giudizio Universale, Sulla scrittura|

“Mi ha ritwittato Obama”. Questa giustificazione del successo letterario risulterebbe ostica alla comprensione se enunciata (altro…)

Serotonina di Michel Houellebecq

Di |2020-09-11T15:08:34+01:0018 Gennaio 2019|Sulla scrittura|

Che differenza c’è essere profetizzare e spoilerare? Michel Houellebecq si è procurato la fama del profeta (ad altri avrebbero dato dello iettatore) perché, specialmente nelle ultime due uscite, (altro…)

Cartolina per Steinbeck

Di |2020-09-11T15:09:48+01:0014 Dicembre 2018|Sulla scrittura|

“Cosa ha da dirci sul mondo di oggi?” è una domanda quasi ossessiva che ci affligge quando riprendiamo in mano uno scrittore classico. Una domanda forse inevitabile, perché la prerogativa di un classico dovrebbe essere l’universalità, e dunque l’attitudine delle storie che racconta ad abbandonare il loro lì e prima e trasfigurarsi in un qui e ora (altro…)

Turbine il miglior romanzo del 2018

Di |2020-09-11T15:10:42+01:007 Dicembre 2018|Sulla scrittura|

Mettiamolo in chiaro dall’inizio. In Turbine non ci sono commissari, e nemmeno misteri da svelare. Sì, per qualche pagina c’è quel che sembra un rapimento e sullo sfondo un’antica morte mai chiarita, ma nell’insieme sono episodi marginali, che servono solo a definire meglio alcuni personaggi. In Turbine non ci sono scene di sesso, e neanche d’amore. A dirla tutta, poi, il libro è segnato da una visione profondamente negativa della natura umana, che qualcuno potrà giudicare eccessiva. (altro…)

A che gioco gioca Baricco in The game

Di |2020-09-11T15:11:30+01:0030 Novembre 2018|Sulla scrittura|

Cominciamo con una citazione letterale.

  • Un design piacevole capace di generare soddisfazioni sensoriali;
  • Una struttura riconducibile allo schema elementare problema/soluzione ripetuto più volte;
  • Tempi brevi tra qualsiasi problema e la sua soluzione;
  • Aumento progressivo delle difficoltà di gioco;
  • Inesistenza e inutilità dell’immobilità;
  • Apprendimento dato dal gioco e non dallo studio di astratte istruzioni per l’uso; (altro…)
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