La responsabilità, specie quando si tratta di questioni che coinvolgono la salute, attraversa un periodo difficile. E’ ormai diffusa la convinzione- basti pensare alle quotidiane aggressioni dei medici nei pronto soccorso- che la morte sia sempre da ascrivere alla negligenza di qualcuno. Così tutti coloro che rivestono ruoli di “responsabilità” si preoccupano sopra ogni cosa di sottrarsi ad accuse future, ed emanano provvedimenti semplificatori contenenti restrizioni e chiusure. Ovviamente questo produce danni collaterali (di solito economici, ma che nel lungo periodo potranno incidere a loro volta sulla salute) dei quali i decisori pur sono chiamati a rispondere in quanto responsabili. La revoca di quei provvedimenti non offrirà alcuno scampo ai decisori: se non accadrà nulla di quanto si paventava se ne trarrà la dimostrazione che erano inutili; se accadrà, quegli stessi che ne contestavano la vigenza offriranno come prova dell’incapacità dei decisori che le misure fossero state ritirate proprio quando servivano.

Di | 28 Febbraio 2020|1, Stretti e contraddetti|

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