Recensione del libro “Holiday” di Stanley Middleton

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Si sono dovuti attendere 47 anni perché venisse pubblicato in Italia. Eppure nel 1974 condivise il Booker Prize con Nadine Gordimer. Holiday di Stanley Middleton ha qualche parentela con Stoner, per il piede nella quotidianità grigia e ripetitiva, e con il teatro di Ibsen, ma vive di luce tutta sua. La storia si può riassumere in pochissime righe: Edwin è un onesto insegnante sposato infelicemente con Meg, bella, tirannica e nevroticamente instabile, e la reciproca attrazione sessuale regge il matrimonio fino a che non muore il figlio di tre anni. Per prendersi una pausa di riflessione Ed si rifugia solitario nella mediocre località balneare dove trascorreva le vacanze con il padre e si dedica all’osservazione dei villeggianti (“la natura va bene, ma la natura umana è meglio”, così rispetta il monito di Keats, oltre a citarlo) mentre i genitori di Meg, il suocero specialmente, cercano di convincerlo a tornare sui suoi passi. L’aspetto più notevole del libro, a parte la scrittura cristallina, è la straordinaria organizzazione del testo (proposta con una naturalezza che la rende quasi invisibile), affidata alla fluida sovrapposizione dei ricordi d’infanzia di Ed con il “totem paterno” (visitati non da io narrante ma in terza persona soggettiva), dei ricordi delle scene di coppia in ogni loro fase e del presente – ovvero i sottili dialoghi con il suocero e il meschino tran tran coniugale degli altri, che getta una luce amara sulla possibilità di rimanere profondamente fedeli allo spirito del matrimonio. Il riflessivo Edwin si pone spesso verso quegli individui quasi come un intervistatore (che con le donne, sollecitato, testa sperimentalmente le loro risposte), o come un sismografo pronto a registrarne qualsiasi pallido sussulto emotivo. È lo stesso atteggiamento che ha assunto con la moglie, e che in quel contesto si è spesso tradotto in passività, alimentando l’interazione distorta che in psicoanalisi si descrive collusione di coppia. Esplora con crescente, dolorosa consapevolezza il dominio delle regole di decoro e la difficoltà di sottrarvisi, ancor più nella vita di provincia, ma tira fuori una sua speranzosa, cieca resilienza.

Holiday

Stanley Middleton

Traduzione di Alfredo Colitto

Sem

Di |2021-09-17T13:58:57+01:0017 Settembre 2021|Libri consigliati|

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