Pena applicata

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Il carcere dopo la guerra. Terza puntata. I detenuti, gli scacchi e le carte napoletane

Di | 7 Aprile 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Per raccontare venti anni di carcere in Italia basterebbe forse un’unica circolare, emanata nel 1950. Con essa si disciplinavano l’ascolto dei programmi radiofonici e í giochi cui i condannati possono combattere l’ozio.

La diffusione nelle celle del giornale radio delle 14 era consentita a condizione che i direttori «o i funzionari da essi delegati, al fine di conoscere preventivamente le notizie radio, ascoltino la trasmissione delle ore 13, (altro…)

Il carcere dopo la guerra. Seconda puntata

Di | 31 Marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Nel caos che travolge le carceri nell’immediato dopoguerra, la prima preoccupazione del governo diventa quella di riprendere in mano la situazione. Così, le circolari tra il 1945 e il 1948, si soffermano sulla necessità di un ritorno alla disciplina e alla normalità e indugiano esclusivamente su indennità, vestiario e appalti. (altro…)

Il carcere dopo la guerra. Prima puntata

Di | 23 Marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Le prigioni repubblicane. Il carcere della vergogna

 

Per fronteggiare l’emergenza degli italiani prigionieri di guerra in Italia, nel 1945 si allestirono, a fianco delle carceri ordinarie, delle prigioni supplementari, di solito consistenti in campi all’aperto. (altro…)

I detenuti politici durante il fascismo

Di | 17 Marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Per i «politici» la fase più angosciante era quella dell’arresto, l’unica nella quale la polizia talvolta ricorreva ai pestaggi e alle torture. Una volta presa la condanna, i «politici» erano guardati con una certa deferenza da quei custodi normalmente assai meno eruditi di loro e, per tacita convenzione, (altro…)

Niente baffi, parmigiano e foto di parenti. Cosi’ vivevano i detenuti alla fine dell’ottocento.

Di | 3 Marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

La vita dei detenuti restava orba di gratificazioni oltre ogni ragionevolezza. I condannati potevano scrivere una lettera ogni tre mesi, quattro se ergastolani; non potevano leggere giornali politici e per i libri necessitava il permesso; non potevano recitare le preghiere ad alta voce; non potevano giacere vestiti sul letto ma neppure rimanere spogliati durante il giorno; non potevano comunicare tra loro; dovevano obbedienza assoluta ai superiori. (altro…)

Sperimentare
(da “Derelitti e delle pene”)

Di | 17 Febbraio 2017|Derelitti e delle pene|

Io non sono stata arrestata per reati sessuali e cosi non capisco perché devo essere classificata solo come trans, tutti gli altri aspetti della personalità sono stati cancellati, cosi sento che è vitale per me poter restare nella situazione normale,studiare, (altro…)

Se tu che leggi fossi in carcere
(da “Derelitti e delle pene”)

Di | 10 Febbraio 2017|Derelitti e delle pene|

Quanti discorsi si fanno sui carcerati. È giusta la pena? È sufficiente? È violenta? Per capire serve ragionare. Ma anche compenetrarsi in quell’esperienza estrema. Bisognerebbe immaginarcisi in una cella, caro lettore.

E allora immaginati chiuso in un ascensore fermo tra i piani, perché lo spazio non è tanto diverso,e la tua vita poi si è davvero fermata tra quei piani, e quel niente sminuzzato che ti capita oggi si ripeterà domani, e ancora si ripeterà.

Immaginati a vivere questa condizione di inversione dell’onere della prova. (altro…)

Miti e leggende delle
prime prigioni italiane

(da “Derelitti e delle pene”)

Di | 2 Febbraio 2017|Derelitti e delle pene|

È il 7 maggio 1865. Mancano cinque anni alla breccia di Porta Pia, e, nel suo piccolo,Carlo Talloni inquisito per il ferimento di un parroco, si rende precursore di epici attraversamenti di varchi senza nemmeno bisogno di ricorrere a fragore dinamitardo. (altro…)