Ripetere secondo i riti

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Ma qual è la ragione per cui in ogni angolo del globo, a un certo stadio iniziale di civiltà gli individui apparte­nenti a una comunità si stringono insieme nei riti?

Come ho detto, un certo rilievo è stato attribuito alla funzione di risolvere delle crisi, legate essenzialmente ad avversità, come la siccità o la carestia. Frazer, pur usando parole più gentili, le considerava per questo irrazionalità prodotte dall’ignoranza. Nella ripetitività rituale Frazer ravvisava solo un goffo tentativo di assicurarsi la conti­nuità dei cicli naturali (ad esempio gettando in mare delle piante secche insieme a delle statuette sacre per rinvigorire la vegetazione) e nelle cerimonie magiche la credula convinzione che si possano influenzare persone e cose lontane (cioè, Frazer non lo specifica e non c’ha pensato, ma facevano la stessa cosa di quelli che in una chiesa accendono un cero per chiedere un miracolo). Nella loro sprovvedutezza e scarsa dotazione di risorse, i selvaggi si sono arrangiati come potevano. Se avessero avuto a disposizione la protezione civile, l’energia elet­trica, il meteo, l’analista terapeuta e le edizioni in bros­sura dei saggi di Frazer si sarebbero regolati diversa­mente.

 

Brano estratto dal paragrafo “Il rito e la costruzione dell’ordine simbolico: la formazione della comunità”, nel capitolo 2 “Così la vita si fonda sulla ripetizione”.

Fra i caratteri distintivi dell’umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l’innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell’evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l’apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard almachine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un’analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.

Quanto siamo ripetitivi

Di |2023-10-13T13:26:30+01:0022 Settembre 2023|Quanto siamo ripetitivi|

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