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L’uomo che saltò fino a Berlino Ovest

Di | 8 Novembre 2019|8, Lo Storiopata|

Ricorre in questi giorni il trentennale della caduta del Muro. Nel 1961 però, appena chiuso il confine, un uomo si pose subito il problema di come attraversarlo. E non un uomo qualunque.

Se un berlinese la notte del 12 agosto 1961 era andato a dormire nella parte est della città, non avrebbe più varcato il confine (se non in casi eccezionali) per quasi trent’anni, (altro…)

La Biennale 2019 si impegna (e si sente)

Di | 20 Settembre 2019|8, Ufficio visti|

Rispetto alla Biennale del 2017 l’avanzamento è palpabile, rispetto a quella del 2015 la differenza abissale: l’arte si è rituffata verso l’impegno sociale e la militanza ideologica (in senso nobile), senza nulla perdere in spontaneità ma anzi offrendole un punto d’appoggio. (altro…)

Critica non pregiudiziale della piattaforma Rousseau

Di | 6 Settembre 2019|8, Il futuro della democrazia|

Mettiamo che nella votazione pro o contro il governo Conte bis abbia votato 70.000 volte Casaleggio. E che abbia votato in modo divergente (e soprattutto in prevalenza a favore del governo) solo per non farsi scoprire. Questo significa che la piattaforma funziona male, come funzionano male i seggi elettorali nello Zimbabwe. Non che siano un errore di principio, né la piattaforma Rousseau né le elezioni nello Zimbabwe. Ma mentre per le seconde il problema è pubblico, e mette in pericolo l’espressione democratica del voto, (altro…)

Però la Germania…

Di | 24 Maggio 2019|8, Limite di velocità|

Una prova inconfutabile del debole sentire europeista è la vigilia di queste elezioni. Se ne parla delle elezioni, intendiamoci, e in modo partecipativo e infiammato. Ma tutto risolvendo in un’ordalia tra coloro che, a titolo diverso, vogliono smantellare l’Europa (i pro-Brexit e i sovranisti vari, divisi a loro volta tra chi vuole un’Europa debole da mungere e chi punta a un rompete le righe) e i difensori del sogno federalista. (altro…)

La gentilezza

Di | 19 Aprile 2019|8, Motori di ricerca interiore|

Prendiamo qualcuno di questi imprenditori che hanno deciso di donare centinaia di milioni di euro per la ricostruzione della guglia di Notre Dame: possiamo dire che sono stati gentili? Sarebbe un po’ riduttivo. E prendiamo invece la signora che si trova affiancata a noi mentre entrambi ci dirigiamo verso l’ingresso di un negozio: ci fermiamo sulla soglia, le facciamo un segno di incoraggiamento con la mano e magari le diciamo anche: “Prego”. Insomma, non l’abbiamo sbattuta contro la porta a vetro per entrare prima di lei. Di nuovo: è una manifestazione di gentilezza? In questo caso direi: è pochino per entrare nella categoria. Evitare un atto di villania non ci rende automaticamente delle persone gentili. In mezzo a questi due esempi, ovviamente, c’è uno spazio enorme. Ma in quale punto di quello spazio deve collocarsi un gesto o una parola per poterlo veramente considerare gentile? (altro…)