Alexis de Tocqueville, La democrazia in America

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O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

Confesso che è molto difficile indicare la maniera di svegliare un popolo che dorme per dargli le passioni e la cultura che non ha; persuadere gli uomini che essi devono occuparsi dei loro affari è, se non m’inganno, un’impresa assai ardua. È spesso meno difficile interessarli ai particolari di etichetta di una corte che non alla riparazione della casa comune.

Ma io penso anche che, quando l’amministrazione centrale pretende sostituire completamente il concorso libero dei primi interessati, si sbagli o voglia ingannarvi.

Un potere centrale, per quanto lo si possa immaginare civile e sapiente, non può abbracciare da solo tutti i particolari della vita di un gran popolo; non lo può perché un simile lavoro eccede le forze umane. Quando vuol creare e far funzionare, con le sue sole cure, tanti elementi disparati o si contenta di un risultato molto incompleto, o si esaurisce in inutili sforzi.

(…)

L’accentramento riesce senza fatica a imprimere un’andatura regolare agli affari correnti; a regolare sapientemente i particolari della polizia sociale; a reprimere i leggeri disordini e i piccoli delitti; a mantenere una società in uno statu quo che non è propriamente né decadenza, né progresso; a intrattenere nel corpo sociale una sorta di sonnolenza amministrativa che i governanti sono abituati a chiamare buon ordine e tranquillità pubblica.

In una parola esso eccede nell’impedire, non nel fare. Quando si tratta di muovere rapidamente la società o di imprimerle un cammino più rapido, la sua forza l’abbandona. Per poco che le sue misure abbiano bisogno del soccorso degli individui, si resta sorpresi allora della debolezza di questa immensa macchina che d’un colpo si trova ridotta all’impotenza. Avviene talvolta allora che l’accentramento tenti, in mancanza di meglio, di chiamare i cittadini in aiuto; ma ecco cosa dice loro: “Voi agirete come io vorrò. Voi vi incaricherete di questi particolari senza aspirare a dirigere l’insieme; lavorerete nelle tenebre e giudicherete più tardi la mia opera dai suoi risultati”. Ma non a questo modo si ottiene il concorso della volontà umana, la quale ha bisogno di essere libera nei suoi movimenti e responsabile delle sue azioni. L’uomo è così fatto, che preferisce restare immobile piuttosto che camminare senza indipendenza verso una meta che egli non conosce.

Estratto da Alexis de Tocqueville, La democrazia in America

Di |2021-02-19T19:46:37+01:0019 Febbraio 2021|Open space|

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