RECENSIONE LA TORTA DEL PRESIDENTE

Nove volte su dieci, i film che rappresentano in maniera indelebile la tragicità di un certo momento storico-politico sono quelli che non prendono di petto la questione ma (altro…)

Nove volte su dieci, i film che rappresentano in maniera indelebile la tragicità di un certo momento storico-politico sono quelli che non prendono di petto la questione ma (altro…)

Distruzione ecologica, culto immorale del profitto, progresso tecnologico fuori controllo: sono tre fattori attualmente attenzionati (usiamola, va’, questa parola fra le più brutte degli ultimi 10 anni) quali potenziali acceleratori della (altro…)

“Pe’ sfregio” (con la variante “a sfregio” e la commistione sonora con “spregio”) è un’espressione napoletana, stranamente non riportata dai dizionari dialettali, che (altro…)
Cefalo: Hai visto che cosa terribile, Socrate? Un altro uomo ammazzato, un personaggio pubblico, Charlie Kirk.
Socrate: Ho visto, mi rattristano sempre le vittime di una violenza.
Cefalo: Perché tu sei un uomo saggio! In Rete c’è stato un proliferare di odio, di gente che sputava veleno. Che addirittura se ne dichiarava contenta. Contenta della morte di un uomo! (altro…)

Da tempo Pedro Almodovar ha abbandonato la magniloquenza barocca nelle immagini e nella sceneggiatura per imboccare con la cinepresa una china di sobrietà quasi (altro…)

Alcuni trovano che ciò che fanno le religioni è utile. È vero, attenuano la terribile durezza della separazione
e suscitano speranza nei meno colpiti, in quelli cioè che rimangono in vita. Il loro peccato principale però è
contro i defunti, dei quali dispongono come se avessero un diritto su di loro e una qualche conoscenza del
loro destino. A me va bene ogni finzione che migliori i vivi nei loro rapporti reciproci. Ma le affermazioni sui
morti totalmente scomparsi mi sembrano avventate e senza scrupoli. Accettando una qualsiasi cosa che
viene asserita su di loro, al tempo stesso li si abbandona ed essi non possono difendersi in alcun modo.
L’inermità dei morti la cosa più inconcepibile. Io amo troppo i miei morti per piazzarli in qualche posto
(trovo già degradante che li si rinchiuda e li si seppellisca). Io non so niente di loro, proprio niente, e sono
deciso a continuare ad amarli nella piena angoscia di questa incertezza.

In una recente intervista Sorrentino ha teorizzato il valore della noia. Non direi che in Parthenope sia passato alla pratica. Premesso che bisogna essere amanti delle sfumature del (altro…)