Cosi lo smartphone sta cancellando il tablet

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Carlo Mazzucchelli , il versatile studioso delle nuove tecnologie e l’ideatore di SoloTablet interviene sul wrog

Benchè la crescita a due cifre del mercato si sia fermata, lo smartphone conferma il primato acquisito come piattaforma per il personal computing. Una piattaforma preferita al personal computer ma anche al tablet. Il dispositivo, usato da più di due miliardi di persone, è sempre più misura di tutte le cose, confermando l’aspirazione della tecnologia che lo ha reso possibile a diventare

non soltanto strumento tecnologico per eccellenza ma anche di verità e di interpretazione della realtà.

 

Nel secondo trimestre 2017, il mercato globale dello smartphone è cresciuto di un semplice 6%. Un valore sempre elevato ma non paragonabile a quelli che per anni hanno caratterizzato il mercato tecnologico dei dipositivi mobili. I valori elevati hanno interessato sia lo smartphone sia il tablet. Oggi mentre il tablet perde terreno, lo smartphone continua a crescere (il 75% dei telefoni mobili in possesso degli italiani sono smartphone), anche grazie ai numerosi modelli che aziende come Apple, Samsung, Huawei, ecc. continuano a proporre sul mercato. Una proposizione marketing e commerciale che sembra invece essersi dimenticata del tablet.

 

Il tablet, anche nella sua forma estiticamente elegante e performante dell’iPad, è in fase di declino costante da numerosi trimestri. Un declino causato dalla metamorfosi del personal computer in tablet ibrido e dispositivo 2-in-2 o all-in-one, dall’arrivo sul mercato di smartphone dai display grandi ma soprattutto da pratiche d’uso diffuse che hanno determinato la trasformazione dello smartphone in strumento di personal computing e più usato nell’arco di ogni giornata.

 

Le vendite di tablet sono in calo dal 2015 ma ora a calare è anche l’uso che ne viene fatto (dati di Forrester). Il declino è destinato a continuare nei prossimi anni (1% ogni anno) mentre lo smartphone sembra incamminato verso nuovi record di crescita (+7% ogni anno) e di utilizzo. Il successo dello smartphone è stato determinato principalmente dal successo di dispositivi dotati di grandi display (5,5/6 pollici) nei mercati asiatici, principalmente quelli cinesi e indiani e anche dall’essere diventato lo strumento primario per accedere a Internet in paesi in via di sviluppo. Nei paesi sviluppati il tablet è ancora relativamente diffuso ma cresce costantemente il numero di consumatori che preferiscono rivolgersi, per il loro aggiornamento tecnologico o per la sostituzione dei dispositivi in possesso, a smartphone dallo schermo grande.

 

Il ruolo dello smartphone va oltre il suo essere diventato piattaforma preferenziale per il personal computing, sia nella sfera personale sia in quella professionale e lavorativa. Lo smartphone ha assunto un ruolo fondamentale nella vita di ogni persona che ne possiede uno perchè è diventato sempre più il mezzo in grado di determinare ciò che si vede, ciò che si fa, ciò che piace, ciò in cui si crede e il modo con cui ci si relaziona agli altri e a sè stessi.

 

Siamo sempre più il nostro smartphone! Lo smartphone con il display ammiccante e sempre acceso è diventato la misura di ogni cosa, come dispositivo, come media, come mezzo per percepire e interagire con il mondo, sia esso quello virtuale dei profili online o quello reale delle persone che li hanno creati. Lo smartphone è diventato un prodotto universale e strumento fondante della nuova realtà relazionale, cognitiva e psichica emergente (“posseggo uno smartphone, quindi sono”).

 

L’influenza dello smartphone su chi lo possiede è grande e crescente. Lo smartphone tende a generare verità oggettive, determinate dalle interfacce di cui è dotato, dai meccanismi tecnologici su cui è costruito, dagli automatismi e dagli algoritmi che lo animano, e dall’introiezione da parte dell’utilizzatore delle regole che sottendono alle sue applicazioni e funzionalità. Quella che ne deriva è una cessione di libertà allo strumento e la perdita della capacità nel misurare le cose della vita.

 

Nella sua diffusione globale e pervasività lo smartphone è diventato strumento di autorappresentazione psichica e percezione del Sé, di abilità lavorativa e professionale, di capacità comunicativa, interazione con la realtà, elaborazione intellettuale e cognitiva e di relazione umana. La pervasività rende impensabile ai più immaginare di guardare, interagire e interpretare il mondo senza uno smartphone con il suo occhio scrutatore e la sua fotocamera da selfie. Impensabile immaginare di dover tornare, per avere dimenticato o perso il proprio smartphone, a sperimentare la socialità e l’esperienza di gruppo con altre persone senza alcuna mediazione di tipo tecnologico.

 

Comprendere quello che sta succedendo è molto difficile tanto siamo presi dentro l’ingranaggio e complici noi stessi della trasformazione tecnologica in corso. Creare realtà virtuali è diventato più semplice che crearne di reali. Nessuno suggerisce di rinunciare al dispositivo tecnologico ma tutti sono chiamati a  riflettere sulla differenza esistente tra condividere propositi, obiettivi e idee nei mondi virtuali digitali ed esistere come esseri umani che usano il linguaggio e le connessioni umane per arricchire la propria vita e quella degli altri.

 

Cose simili si potrebbero dire anche del tablet ma il suo declino è grande perchè sembra che pochi possano oggi fare a meno del loro smartphone, anche quando il dispositivo genera situazioni di stress, di infelicità e di panico, sia quando lo si perde, è scarico o viene rubato sia per usarlo troppo a lungo e in ambiti vitali nei quali evitare l’inquinamento da smartphone potrebbe solo fare bene in termini di benessere, felicità personale e socialità.

 

L’iPad e il tablet avevano fatto promesse mirabolanti senza essere riusciti a mantenerle. Lo smartphone ha dimostrato al contrario di saper offrire un crescendo costante di funzionalità e soprattutto applicazioni capaci di soddisfare i bisogni più vari. Ciò spiega forse il perchè della sua primazia nelle pratiche tecnologiche quotidiane. Una primazia che i consumatori e gli utenti dovrebbero oggi analizzare con attenzione e capacità critica, in particolare là dove lo smartophone sembra essere diventato il veicolo cardine per il raggiungimento della felicità e dell’amicizia, per l’uscita dall’isolamento e la sconfitta della solitudine. Una riflessione critica potrebbe portare a maggiore consapevolezza su uno strumento vincente sul mercato ma anche metafora potente per la comprensione dell’esistenza e della realtà attuale.

 

*Chi desidera approfondire l’argomento può visitare il portale dell’autore a questo indirizzo: http//www.solotablet.it

Di |2020-09-11T15:16:36+01:0018 Ottobre 2017|Open space|

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