Offendersi e gentilezza

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La gentilezza, in effetti, è qualche passo in là oltre le convenzioni. Possiamo dire che rientra nell’etica? Sarebbe eccessivo affermare che chi non è gentile sta violando una regola etica. Ma sicuramente la persona gentile ha scelto di alzare l’asticella della sua etica personale, includendovi atteggiamenti e condotte non obbligatori, tradendo i quali sentirebbe di allontanarsi da quello che vuole essere.

L’etica delle persone gentile comprende cinque grandi imperativi negativi:

Non ignorare

Non infierire

Non imporre

Non rimandare

Non troncare

L’adozione, da parte della persona gentile, di questi cinque divieti interiori di partenza (che non si esclude di modificare se l’interazione non funziona bene) mi pare in grado di abbracciare tutti gli atti di attenzione qualificata (accorgersi che) contrassegnati dalla tendenziale benevolenza verso il prossimo e corrispondenti a un conforme stato mentale. Dal rispondere a una mail a prestare una piccola somma, dall’intercedere per qualcuno al non porsi in modo aggressivo in una discussione, dal lasciar concludere il discorso di un interlocutore prolisso al regalare sorrisi, dal poggiare la mano sulla spalla a una persona che si sta salutando a gettare una coperta sopra un barbone che giace addormentato in una notte d’inverno.

Estendendoli alle relazioni più personali (perché mai si dovrebbero privare le persone vicine di una qualità praticata dentro i legami deboli?), vedrete bene che, pur non essendo la panacea assoluta, i cinque imperativi della gentilezza…

 

Brano estratto da paragrafo “Gentilezza”, nel capitolo 10, “Antidoti all’offesa”.

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Di |2021-04-14T12:24:09+01:004 Marzo 2021|Offendersi|

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