Recensione del film “Tolo Tolo”

>Recensione del film “Tolo Tolo”

(La recensione viene espressa nella struttura formale di una prova di esame con domande chiuse per il superamento del test di italiano).

 

Il film “Tolo tolo” rappresenta nella filmografia di Checco Zalone:

  • Una linea di continuità
  • Una rottura
  • Una moderata rottura (risposta corretta)

Osservazioni (facoltative):

il personaggio interpretato da Zalone stavolta non si limita alla caricatura mordi e fuggi e all’incastro di gag ma inserisce il suo umorismo nell’abbozzo di un impianto narrativo- basico, molto basico- che prova a riprendere idealmente il filo con il cinema di Monicelli e Risi.

 

Dal punto di vista puramente filmico-visivo la presenza di Virzì a fianco di Zalone dimostra che:

  • Essendo Virzì una persona rispettosa del lavoro altrui, si è limitato alla co-sceneggiatura e non ha messo becco sulla macchina da presa, e l’uso dei mezzi rimane poco più che amatoriale (risposta corretta).
  • Meno male che ci ha pensato Virzì
  • Meno male che non ci ha pensato Virzì.

 

Pretendendo di trattare un tema in modo più articolato e incidendo su argomenti sensibili:

  • Inevitabilmente il film è più noioso dei precedenti e non si ride tanto.
  • Si sorride invece che ridere, ed è meglio (risposta di Vendola, che ha fatto anche un cammeo nel film. Pure Nicola di Bari, la Bouchet e Mentana sono comparsi)
  • Si ride uguale, con la differenza che si pensa molto di più (risposta corretta).

 

Dopo avere visto il video “Immigrato”, che è una presa per i fondelli e indirizza le aspettative del film in senso opposto alla realtà, lasciando presagire un approccio politicamente scorretto al problema dell’immigrazione, un noto personaggio, che ci è cascato come un fesso, ha auspicato l’ascesa di Zalone a senatore a vita, al posto di certi reperti. Si trattava di:

  • L’uomo che ha più possibilità di guidare l’Italia nei prossimi anni (risposta corretta)
  • Totti, regredito ai tempi delle barzellette su di lui
  • Caligola

 

Verbalizzare brevemente la trama:

Checco Zalone, fallito in Italia (anche, tecnicamente con tanto di plastico pignoramento) dopo l’ennesima velleitaria iniziativa che segue la sua attitudine a sognare– nello specifico l’attività “Murgia e sushi”, vicino al suo paese natio, Spinazzola- parte alla volta dell’Africa per sfuggire alla morsa dei debiti, soprattutto fiscali. Invece del successo trova: a) i ribelli islamici che irrompono nei villaggi; b) le telefonate con i suoi cari che lo invitano a estinguersi per ottenere l’assicurazione; c) una bella donna nera (Manda Tourè) che turba il suo immaginario d) il bambino che la accompagna e) l’amico che insieme a loro vuole intraprendere il grande viaggio, cioè la migrazione in Italia f) i pregiudizi verso il bianco diverso g) gli intoppi che ostacolano l’approdo in Italia,dai campi di detenzione alle tempeste, fino ai dinieghi di sbarco dell’autorità portuale (con la quale, quando scopre essere Vibo Valentia invece che Capri o Portofino e pensando di interpretare il sentimento dei compagni di viaggio, interrompe bruscamente la comunicazione dicendo più o meno: “Vabbè, vi facciamo sapere se ci interessa”). Durante queste peripezie molto fatica a rubricare come più perniciose la povertà a fronte dell’assillo fiscale, gli F16 comparati agli F24, l’Isis di sua moglie. E non si rassegna alla privazione della crema antirughe.

 

Quale tra queste scene/situazioni va considerata più divertente?

  • Durante “Murgia e Sushi” tutti girano intorno al nastro rotante insieme al pesce e Zalone cerca di scuoterli: “Oh! Non è la giostra!” (risposta corretta scegliendo un profilo disimpegnato)
  • Il personaggio viscido di Gramegna, che da disoccupato scala rapidamente la piramide sociale fino alle massime cariche politiche (risposta corretta scegliendo un profilo antipolitico)
  • Lo sdegno di Zalone per il panino che la mamma di Oumar, suo africano compagno di avventure, ha preparato per il loro viaggio: “Dai, pesche sciroppate e Simmenthal, è offensivo…” (risposta corretta scegliendo un profilo più meditabondo).

 

La satira di Zalone non riguarda solo i vizi dell’italiano medio, ciuccio e presuntuoso (e con attacchi meramente clinici di rigurgito fascista). Ce n’è pure per i reporter di sinistra, per i politici, e persino per i migranti. Questo significa:

  • Che è un cerchiobottista
  • Che è un qualunquista
  • Che è pur sempre un comico in cerca di materiale e soprattutto non è un coglione che cade nell’ingenuità di santificare gli immigrati a tutti i costi, ma si capisce benissimo da che parte sta (risposta corretta).

 

A questo proposito la scelta di Zalone può definirsi coraggiosa?

  • No, perché sfrutta il tema del momento per fare cassetta.
  • No, perché con i soldi che ha lui saremmo coraggiosi tutti.
  • Sì, perché sfida il suo pubblico che per quattro quinti si sta infettando di razzismo e gli mostra, con molta intelligenza, una prospettiva diversa; e anche reiteratamente lo punge nel peccato mortale della crassa ignoranza (risposta corretta).

 

Il modo strambo con cui si conclude il film significa:

  • Che si era fatto di qualche cosa
  • Che non sapeva proprio come terminarlo
  • Che era difficile uscirne senza stemperare il pathos o all’opposto cadere nella sdolcinatezza, ma lui ha tirato fuori dal cilindro una trovata fantastica, nel duplice senso- visionaria/molto apprezzabile- della parola (risposta corretta).

 

Osservazioni finali:

A Zalone riescono diverse imprese, spesso proibitive nel cinema, anche in quello d’autore: mettere a fuoco brutalmente l’attualità; realizzare un film di sensibilizzazione e impegno civile mediante la comicità. E conserva integro il suo talento di spingere l’umorismo fino a dove è lecito permettersi, accettando sempre, in questa missione che si è dato, di rasentare il confine. E puntualmente fermandosi un passo prima.

 

 

Tolo tolo

Checco Zalone

Votazione finale

I giudizi

soli_4
Perfetto


Alla grande


Merita


Niente male


Né infamia né lode


Anche no


Da dimenticare


Terrificante

ombrelli_4
Si salvi chi può

Di | 9 Gennaio 2020|12, Il Nuovo Giudizio Universale|

Un commento

  1. Caterina 12/01/2020 at 12:38 - Reply

    La possibilità di utilizzare questo tipo di cinema per trattare temi delicati, complessi e multifattoriali all’interno della scuola

Questo articolo mi ha fatto pensare a...

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