J.W. Goethe, estratto da “I dolori del giovane Werther”

Di |2022-10-07T16:17:54+01:007 Ottobre 2022|Open space|

Libri usati

O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

Che la vita dell’uomo sia soltanto un sogno, è impressione di molti, e anch’io lo penso continuamente. Quando vedo i limiti cui sono costrette le forze vitali e creative dell’uomo; quando osservo che tutta la nostra attività si esaurisce spesso nella soddisfazione di bisogni che hanno solo il fine di prolungare la nostra povera esistenza, e che risolviamo certe grandi questioni con trasognata rassegnazione, che in realtà non facciamo altro che dipingere figure colorate e luminosi orizzonti sulle parti tra le quali siamo prigionieri. Tutto questo mi rende muto. Così succede che mi ripiego su me stesso e scopro tutto un mondo! Più un presagio e un desiderio oscuro, che una forza vera e viva. Allora tutto si confonde davanti ai miei sensi e guardo il mondo ridendo e sognando. Che i ragazzi non sanno ciò che vogliono è opinione concorde di tutti i sapientissimi maestri e precettori. Che però anche gli adulti brancolino su questa terra senza sapere da che parte vengono e dove vanno, e che ugualmente agiscano senza una meta e si lascino guidare a forza di zuccherini, dolci, e frustate, ecco, questo non lo vuole ammettere nessuno, anche se mi sembra così evidente che si tocca con mano.

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