L’intervista a Erika Di Martino

>L’intervista a Erika Di Martino

La paladina dell’homeschooling

Istruire i figli: meglio a casa che a scuola?

Di | 15 dicembre 2017|Le interviste|

9 Commenti

  1. Antonio Picardi 22/01/2018 at 10:52 - Reply

    Mi convinco sempre più che la scuola sia importante (statale o paritaria l’importante è che funzioni), ma sono altrettanto convinto che il primo educatore rimanga la famiglia, i genitori. D’altra parte come domandare allo “Stato” -attraverso la scuola- tutto il compito educativo, formativo etc. quando vediamo che i docenti sono messi all’angolo da genitori iperprotettivi e “diseducati” disposti a sostenere l’inverosimile pur di difendere i propri pargoli?
    Credo sia necessario un serio confronto tra Genitori e Scuola (così, con la maiuscola) perchè entrambe le istanze riprendano a dialogare e a lavorare insieme per la formazione e l’educazione di quelli che saranno i protagonisti della Società del domani.

  2. Mariuccia Papa 20/01/2018 at 14:42 - Reply

    La scuola per me rimane la prima agenzia educativa in quanto in tale contesto la personalità si forma attraverso lo scambio relazionale.
    La famiglia riveste anch’essa un ruolo determinante e deve collaborare in sinergia la scuola per il raggiungimento degli obiettivi educativi.

  3. Angelo Migliaccio 20/01/2018 at 13:46 - Reply

    Sono nati sulla scia della NO VAX poi divenuta pretesto per l homeschooling, ma come sottofondo c è la volontà di un imprimiting familare nell educazione in età evolutiva portando a propria difesa il dettato Costituzionale mal interpetrato.
    La scuola opzionale dà questi frutti in un contesto in cui si vogliono preservare i figli da una società estremamente variabile e ad alto tasso di tollerabilità.
    Alla NOVAX potremmo aggiungerci i NO GENDER, ai quali darei credito, i NO MUSLIM, NO IRC, NO EDU.SESS. e cosi via.
    L homeschooling non è la scelta giusta a mio parere, ci vuole però molta attenzione per salvaguardare i diritti di tutti, quelli particolari e quelli della massa. Vengo dall IRC e so cosa significa garantire diritti confessionali in uno Stato laico, tutto molto complesso e variabile. l homeschooling è una scorciatoia che non porta da nessuna parte.

  4. Carla 20/01/2018 at 08:26 - Reply

    Assolutamente in disaccordo con questo progetto! Io penso che i bimbi, ad una certa età, verso i 4 – 5 anni, è giusto che escano dalla famiglia e vadano a scuola, facciamo questa esperienza sicuramente arricchente! È importante che i due luoghi, scuola e famiglia, interagiscano fra di loro per il bene degli educandi! La famiglia darà il suo contributo alla scuola che necessariamente dovrà essere luogo aperto, non solo ai genitori, ma al quartiere, alle associazioni….. al mondo! I bambini che hanno la possibilità di confrontarsi fra di loro, con adulti diversi dai genitori…. vivono sicuramente realtà arricchenti,stimolanti e si potranno aprire ed inserire meglio nell’attuale società!! Queste famiglie che si sentono all’ altezza di sostituire la scuola, possono diventare risorsa per la scuola, non solo per i loro figli, ma per tutti i bambini ! Questo è il mio parere! Buon lavoro a tutte le ex colleghe!

  5. Nancy 19/01/2018 at 15:08 - Reply

    Io sono pro scuola! Amo la vita di scuola e ritengo sia necessario per i nostri figli poter interagire con altri bambini. Tutti sono liberi di scegliere! Per me non è la migliore scelta !

  6. Angela D"Agostino 19/01/2018 at 14:27 - Reply

    Non si può certamente essere favorevoli,. Lo sviluppo armonico della personalità deve avvenire in un contesto educativo che sia diverso e nello stesso tempo’ complementare alla famiglia. L’uno non può sostituire l’altro, ma devono cooperare per raggiungere questo obiettivo.

  7. Francesca Ferrari 19/01/2018 at 08:29 - Reply

    Non voglio lasciarmi andare a parole scomposte.
    Gli invasori della luce mi fanno sempre paura.
    L’homeschooling per me può essere un’opzione solo in casi estremi di mAlattia o grave disagio psichico.

  8. Maria Fierro 18/01/2018 at 21:21 - Reply

    Non mi soffermo sull’ennesimo tentativo di svalutare il lavoro degli insegnanti e cerco perciò di giudicare come genitore . Ritengo che la scuola abbia molteplici funzioni , non ultima quella di permettere ai nostri ragazzi di imparare confrontandosi , di fare un percorso educativo con i coetanei , di prendere o lasciare spazio in vista di un obiettivo comune , di imparare il rispetto di regole condivise , di intrecciare relazioni , di crescere anche fuori dell’ambito familiare … perché la vita dei nostri figli un giorno sarà ” fuori ” del guscio familiare . Dobbiamo crescere persone , non noci di cocco . E aggiungo sommessamente che avere una laurea , quale che sia , non permette ai genitori di trasmettere tutto lo scibile … Rivolgiamoci agli esperti !

  9. Gian Piero Chieppa 22/12/2017 at 15:30 - Reply

    Tutto bene, in fondo siamo in democrazia, le 1000 famiglie italiane che si scrive abbiano optato per l’homeschooling hanno sposato una possibilità accordata dall’ordinamento: auguri di vero cuore, e non solo per il prossimo Santo Natale,a tutti i bambini e i ragazzi coinvolti nell’opzione.
    Però però però però: 1. il tono un pò crociato delle risposte potrebbe causare, nei soggetti scioccamente predisposti al dubbio, una leggerissima orticaria; 2. più che Ivan Illich, la paladina della controscuola finisce per ricordare Captain Fantastic; 3. la citazione dei simpatici Amish, al buio e di nero vestiti, sorge spontanea al minuto due e dona al dialogo un’imprevedibile tensione (glielo dice o non glielo dice? ma quando glielo dice?).

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