Derelitti e delle pene

>Derelitti e delle pene

Un libro in tre parti, diverse ma complementari. La prima, la pena pensata, risponde alla domanda “perché punire” e si confronta con le ipocrisie sottese all’attuale sistema. La pena applicata, traccia una minuziosa storia della prigione in Italia, con il supporto di materiali d’archivio, e oscilla spesso tra il drammatico e il grottesco. L’ultima parte, la pena vissuta, è una collezione di brevi monologhi, raccolti dall’autore sulla base di colloqui effettuati nei più importanti istituti di pena del paese: più che resoconto una narrazione, condotta sul filo di una tensione linguistica che mira a restituire nello stile la frammentazione e l’isolamento delle voci ascoltate.

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Sulla soglia

Monologhi dal carcere

All’ingresso c’è scritto che è un carcere ma quest’istituto non saprei neppure se chiamarlo cosí. Magari sí, per esclusione. Le porte delle celle aperte tutto il giorno, e siamo sempre impegnati. Io poi adesso torno solo a dormire, ho cominciato a lavorare fuori.

 

C’è un tale via vai di educatori che noi siamo quasi la minoranza. Del resto siamo una cinquantina in tutto. Per chiedere di venirci devi essere già in galera, essere tossico e avere voglia di smettere. Sia la droga che la galera. (altro…)

L’abbraccio

Di | 14 Luglio 2017|Categorie: Derelitti e delle pene|Tags: , , , , |

Monologhi dal carcere

Non avevo mai dormito con mio figlio, non lo avevo mai provato quel contatto, mi sembra strano, è come abbracciare un altro uomo e allora avevo riserbo ad abbracciarlo, dopo mezzora facevo finta di dormire ma pensavo ma scusa ma non me lo devo abbracciare a mio figlio, ho messo una mano attorno al collo e lui si è stretto, e ho pensato mi viene un altro infarto (altro…)

Il mondo non è piú come prima

Di | 30 Giugno 2017|Categorie: Derelitti e delle pene|Tags: , , , , |

Monologhi dal carcere

La sofferenza in carcere, mah, forse è che se uno vede un film si emoziona, e se vede un cartone animato si commuove, che altro c’è, non ci sono carte, ping pong, svago, il massimo è il dadariello, che è la mollica di pane usata come un dado, perché i dadi veri non ci danno il permesso di tenerli, però c’è anche chi non lo tiene il dadariello, ogni giorno che passa è piú sofferenza e la cella è piú stretta, se vado in un altro carcere la sofferenza è finita, quattro ore di passeggio e la socialità, meglio pigliare la condanna e trasferirsi. (altro…)

Femmina

Di | 23 Giugno 2017|Categorie: Derelitti e delle pene|Tags: , , , |

Monologhi dal carcere

Se non ti dedichi a te stessa sei una larva, l’abitudine in carcere è di abbandonarsi, donne che non hanno denti, scendono in cortile in ciabatte, passano per i corridoi in pigiama, io entro dal lavoro all’una, faccio due ore e mezza di ginnastica, anche se qui se sei sensuale è un problema, non dico un vestito di Armani, essere femmina oltre che donna, non è permesso, ci sono problemi con le scarpe, niente tacchi, ma anche niente bidet, scaldiamo l’acqua con la bottiglia Uliveto, la sensualità disturba le detenute, gelosie, disturba gli agenti, vogliono la detenuta classica, con i tatuaggi, tagliuzzata, (altro…)

Il carcere della Camorra

Di | 16 Giugno 2017|Categorie: Derelitti e delle pene|Tags: , , , |

Da tempo nelle carceri meridionali si studiava il modo per evitare che i boss mafiosi potessero continuare a impartire ordini dalla cella. Con la camorra si andò oltre: i camorristi non si limitavano a conservare il potere che avevano fuori ma lo ampliavano e si servivano della prigione come luogo di reclutamento, in un certo senso ritornando alle origini, visto che le prime tracce dell’associazione risalgono alle prigioni borboniche.

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