Se proprio doveste scegliere tra un anno schifoso al lavoro o annoiarvi durante le vacanze, per cosa optereste? Peraltro, una delle ragioni che potrebbero rendere schifoso il tempo lavorativo è proprio essersi annoiati durante. Ma se sfogare pubblicamente il malumore della noia lavorativa è reso naturale dal carattere rivendicativo della lamentela (colpa del datore di lavoro, dei clienti, dello stato), la noia del tempo libero è una dolorosa ammissione intima e autocolpevolizzante, che si tende a non confessare. Eppure vorremmo che si annoiassero i nostri bambini. O meglio, mille volte abbiamo letto, annuendo con la testa, che il tourbillon di intrattenimenti tecnologici sta sottraendo alle ultime generazioni la capacità (o la possibilità) di annoiarsi, dalla quale ricaverebbero invece l’attitudine a intrattenersi da soli, irrobustendo lo spazio creativo. La tesi, in realtà, sarebbe aborrita da un intero filone della psicologia che, al contrario, nella noia intravede una paralisi della creatività; d’altronde se così non fosse dovremmo sorprenderci che gli inventori più fertili o gli artisti più prolifici non vengano da Alcatraz o San Quintino.

Anche se prevale un tono leggero e una gradevole vena di humor, la documentazione è solida, gli esempi fitti e illuminanti

Corrado Augias, Il Venerdì

Un trattato, mica bruscolini. Il trattato, infatti, tipo quelli di Spinoza o di Wittgenstein, è un’opera di carattere filosofico, scientifico, letterario (...) E così è. Nel suo trattato Bassetti espone il come e perché dell’offesa.

Francesca Rigotti, Il Sole 24 ore

 

C’è un passo in cui di Bassetti dice che questo è un tema sorprendentemente poco esplorato...Non lo è più da quando c’è questo libro

La conclusione del conduttore di Fahrenheit – Tommaso Giartosio

 

Queste sono le tre ragioni per cui ci si offende:

  1. Hai detto male di me

  2. Hai violato un confine

  3. Non ti sei accorto di me come, e quanto, avresti dovuto

Scopri le ragioni per non perdere questo libro

Dalla democrazia di Atene a quella del web, un atto di accusa verso un regime politico che non riesce più a risollevarsi e mantenere le sue promesse. Una revisione radicale dei concetti di libertà, eguaglianza e giustizia, contro ogni ipocrisia, per salvare l’ideale della democrazia mediante una serie di soluzioni rivoluzionarie senza passare per la rivoluzione. Un tentativo di riconciliare i cittadini e gli stati (entrambi oggi assai lacunosi) nel segno di una nuova democrazia partecipativa responsabile.

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Intervista audio

Di |2022-09-05T08:52:01+01:005 Settembre 2022|15, Cosi va il mondo|

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