Seminario di consapevolezza digitale

>Seminario di consapevolezza digitale

E’ come, per le generazioni precedenti, l’automobile. O la bistecca di manzo. Se ci sei nato tendi a darle per scontate e ti sfugge il senso critico su ciò che comportano. E se pure te lo spiegano, e ti convincono, dici: vabbè, la prossima volta.

 

Per i nativi digitali è lo stesso con lo smartphone e gli altri dispositivi. Ci sono nati, giustappunto. E vivono in una profonda inconsapevolezza di quel che comporta la loro fusione con quegli oggetti.

 

E’ analogo all’automobile e alla bistecca ma è più grave. Perché siamo al bivio di una trasformazione dell’umanità che, scegliendo una direzione piuttosto che un’altra, la renderebbe simile ai peggiori incubi delle distopie. Nelle mani dei ragazzi, sui quali i padroni del digitale contano per i propri progetti, è consegnata una responsabilità enorme. Ma quanto facciamo veramente per aiutarli ad assumerla?

 

Il seminario sulla consapevolezza digitale nasce per spiegare loro tre categorie di effetti che conseguono a un determinato uso del dispositivo: quelli legati all’economia, alla giustizia, all’eguaglianza, alla libertà; quelli che concernono le interazioni; quelli che si depositano in profondità nell’individuo.

 

Per spiegare, sì, ma per discuterne con loro, anche. Non è un indottrinamento. Al contrario vorrebbe essere una pur modestissima dose di vaccino contro le manipolazioni. Ed è un incontro. Un incontro vero, di quelli che certe forme di filtri digitali tendono a diradare.

 

C’è qualche dato, sì. Diverse informazioni. Ma soprattutto c’è l’indirizzo a forme di ragionamento critico non convenzionali.  

 

A pensarci bene mi piacerebbe, questo seminario, tenerlo anche per gli adulti. Però valeva la pena di cominciare dai ragazzi, dalla loro energia, dalla loro lealtà, non ancora compromesse dall’adultità.

 

Grazie al Liceo Gioberti di Torino che ha voluto accoglierlo per primo. Ho cominciato lì, il 7 novembre. I ragazzi mi hanno dato una soddisfazione enorme. Spero un pochino anche io a loro.

Di | 2 novembre 2018|Web philosophy|

2 Commenti

  1. Anna pepe 03/11/2018 at 09:58 - Reply

    Sarebbe molto utile diffondere nelle scuole questo stimolo alla consapevolezza digitale. Spesso le famiglie, ed io per prima, si trovano impreparati divenendo colpevolizzanti o, al contrario , indifferenti o minimizzando. Come è dove contattarla per capire come proporlo ad un liceo scientifico di Roma?

    • Remo Bassetti 05/11/2018 at 11:13 - Reply

      Grazie, avverto tutti che raccolgo volentieri le sollecitazioni di questo tipo. Rispondo in privato alla lettrice ma comunque potete scrivere all’indirizzo del wrog (zonafreestyle@remobassetti.it)

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