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Perchè non giova ai quotidiani imparentarsi con Facebook

Tu organizza la festa che io ci metto la casa. Può funzionare anche tra Facebook e i quotidiani? Zuckenberg si è convertito alla tesi della complementarità tra social e testate giornalistiche. Accusato, al pari di Google, di parassitismo per l’utilizzo di contenuti creati dai media tradizionali e alla corde per la difficoltosa gestione delle fake, FB ha già dal 2016 coniato i cosiddetti Instant Articles, cioè la pubblicazione degli articoli direttamente su FB, senza rimandare al sito di origine: veloci da caricare, ottimizzati nelle metriche di lettura, standardizzati nella visualizzazione, retribuiti da FB con una parte degli introiti pubblicitari. (altro…)

Facciamolo strano? Le bambole robot frigide e lo stupro virtuale

Quando approveranno il testamento biologico mi piacerebbe lasciare la seguente indicazione di volontà: “Abbattetemi immediatamente qualora sia entrato in uno stadio di morte cerebrale o anche nel caso che chieda di portarmi a letto una bambola-robot”. Però è una prospettiva personale, (altro…)

Di | 21 luglio 2017|Categorie: Web philosophy|Tags: , , , |

Perchè i robot non hanno il senso del ridicolo

Ci eravamo spersi io e mia moglie qualche settimana fa passeggiando in una campagna provenzale quando lei ha deciso di attivare il navigatore sullo smartphone, che in effetti ha rintracciato la strada del ritorno. Durante il tragitto intrapreso abbiamo commentato la presenza di un vitigno al nostro fianco.

Il navigatore, avendo intercettato quella frase, ha immediatamente suggerito come arrivare a un posto chiamato “Il Vitigno”, suggerendo il percorso e precisando che sarebbero occorsi sei giorni e qualche ora di cammino.Un consiglio evidentemente ridicolo, ad onta della sua precisione e concretezza. (altro…)

Di | 7 luglio 2017|Categorie: Web philosophy|Tags: , , |

Scopri perchè il dispositivo digitale fa di te un problema

Il grande successo dell’automobile trova una delle sue principali giustificazioni nel fatto che noi guardiamo le cose dal punto di vista della vettura. La posizione di guida nell’abitacolo, la dotazione di una serie di strumenti che rappresentano ognuno una protesi estensiva dei sensi e delle attitudini, la mediazione fisica dell’auto nella ricezione di alcuni  stimoli (altro…)

Di | 26 maggio 2017|Categorie: Web philosophy|Tags: , |

Frammenti di un discorso amoroso. La conversazione sentimentale 2.0

La conversazione è un genere di intimità. Non serve solo ad avere più informazioni ma ad avere informazioni diverse.

Sherry Turkle.

 

Quello amoroso è un genere conversazionale a se stante. Intanto suddiviso in numerose sottocategorie: quello fra corteggiatori, innamorati, amanti in crisi, coppie abbandonate al piacere dell’abitudine. Inoltre, se le conversazioni in generale vedono di solito prevalere in alternativa l’elemento dell’informazione oppure quello del contatto (quando parliamo di cose inutili solo per mostrarci reciprocamente che stiamo parlando,e quindi creando o mantenendo una relazione), quasi tutte le conversazioni sentimentali viaggiano sulla lunghezza d’onda di un’informazione-contatto:

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Dall’intimità all’estimità? Gioie e patologie delle condivisioni in rete

A cosa risponde l’impulso di postare contenuti personalissimi sui social media? Sarebbe opportuno controllarlo? Quale valore assume per se stessi?

Lo psichiatra francese Serge Tisseron ha coniato nel 2001 il termine “extimitè” che possiamo letteralmente tradurre in italiano come estimità. Il neologismo in realtà si deve a Lacan (con un significato diverso), è stato ripetutamente utilizzato da Bauman, (altro…)

 Piacere o essere: il sistema dei crediti sociali cinese. Lo vorreste anche in italia?

“Niente da fare signore, lei non può acquistare alcun biglietto aereo. Si è dimostrato già troppo scostumato in passato”. “Buongiorno signore, ho una notizia per lei. Il suo credito sociale è alto, e quindi suo figlio potrà essere ammesso all’università più esclusiva”. Apprezzereste un sistema sociale che prevedesse sanzioni e ricompense di questo tipo?In Cina esiste già, e il governo è al lavoro per perfezionarlo, con la collaborazione di Alibaba, il gigante dell’e-commerce e la sua mole gigantesca di dati ricavati dalle transazioni commerciali degli utenti. Possiamo scuotere la testa, commentare: “Ecco, Orwell, aveva ragione” e cavarcela così? E’ davvero una mostruosità di cui siamo agli antipodi? E’ effettivamente un risultato indesiderabile? (altro…)

Siri e gli assistenti vocali: come insegnare agli uomini a essere delle macchine efficienti

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Sembra che una parte degli utilizzatori di Siri, l’assistente vocale di Apple, (altro…)

Di | 3 febbraio 2017|Categorie: 4, Web philosophy|Tags: , , , |

Airbnb, Uber e il razzismo: perché le piattaforme, per loro natura, discriminano

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Facciamo che vivi a Washington e ti chiami Washington. Chiedi che Uber ti mandi una macchina. E’ possibile che aspetti un bel po’ di tempo, il 35% in più di quello che si chiama White.Facciamo che ti chiami sempre Washington, e la tua è proprio una faccia da Washington, cioè maledettamente nera (come il 90% di quelli che si chiamano Washington).La esibisci sulla scheda cliente di Airbnb, da prassi, e vai incontro al 16% delle possibilità in più che la casa la danno a quello che si chiama White. (altro…)

Di | 20 gennaio 2017|Categorie: Il futuro della democrazia, Web philosophy|Tags: , , , |

Intervista al guru della rete Geert Lovink:
Socializzare Google e Facebook

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Geert Lovink è uno dei più importanti studiosi delle culture di rete. Olandese, è direttore dell’Institute of Network Cultures

Remo Bassetti:  Lo studio di Internet e dei social media sin qui non sembra decollare. Un vuoto sorprendente, se si pensa allo stadio che aveva raggiunto la teoria critica dei media. E’ anche lei di questa opinione?Forse è richiesta una interdisciplinarietà maggiore?
Geert Lovink: Mi vergogno per la mia incapacità di estendere l’argomento e gestirlo a livello, diciamo, di Naomi Klein.  Ciò che manca nel nostro contesto è un movimento sociale in cui la critica tecnologica possa prosperare (altro…)

Di | 29 dicembre 2016|Categorie: Web philosophy|Tags: , |

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