Web philosophy

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Le parole crociate insegnano come resistere alla connessione

La rivoluzione digitale ha messo in crisi o mandato in soffitta una serie di strumenti analogici le cui funzioni sono divenute superflue oppure sono facilmente rese disponibili e concentrate su un unico dispositivo: mappe, agende, sveglie, macchine fotografiche, quotidiani, comuni telefoni e molto altro. C’è qualcosa che tenacemente resiste: i cruciverba. L’editoria di settore è florida come e più di prima. (altro…)

Di | 9 novembre 2018|Categorie: 5, Web philosophy|Tags: , , |

Seminario di consapevolezza digitale

E’ come, per le generazioni precedenti, l’automobile. O la bistecca di manzo. Se ci sei nato tendi a darle per scontate e ti sfugge il senso critico su ciò che comportano. E se pure te lo spiegano, e ti convincono, dici: vabbè, la prossima volta.

 

Per i nativi digitali è lo stesso con lo smartphone e gli altri dispositivi. Ci sono nati, giustappunto. E vivono in una profonda inconsapevolezza di quel che comporta la loro fusione con quegli oggetti.

 

E’ analogo all’automobile e alla bistecca ma è più grave. Perché siamo al bivio di una trasformazione dell’umanità che, scegliendo una direzione piuttosto che un’altra, la renderebbe simile ai peggiori incubi delle distopie. Nelle mani dei ragazzi, sui quali i padroni del digitale contano per i propri progetti, è consegnata una responsabilità enorme. Ma quanto facciamo veramente per aiutarli ad assumerla?

 

Il seminario sulla consapevolezza digitale nasce per spiegare loro tre categorie di effetti che conseguono a un determinato uso del dispositivo: quelli legati all’economia, alla giustizia, all’eguaglianza, alla libertà; quelli che concernono le interazioni; quelli che si depositano in profondità nell’individuo.

 

Per spiegare, sì, ma per discuterne con loro, anche. Non è un indottrinamento. Al contrario vorrebbe essere una pur modestissima dose di vaccino contro le manipolazioni. Ed è un incontro. Un incontro vero, di quelli che certe forme di filtri digitali tendono a diradare.

 

C’è qualche dato, sì. Diverse informazioni. Ma soprattutto c’è l’indirizzo a forme di ragionamento critico non convenzionali.  

 

A pensarci bene mi piacerebbe, questo seminario, tenerlo anche per gli adulti. Però valeva la pena di cominciare dai ragazzi, dalla loro energia, dalla loro lealtà, non ancora compromesse dall’adultità.

 

Grazie al Liceo Gioberti di Torino che ha voluto accoglierlo per primo. Ho cominciato lì, il 7 novembre. I ragazzi mi hanno dato una soddisfazione enorme. Spero un pochino anche io a loro.

Perché lo smartphone è un nostro antagonista

All’automobile potremmo imputare tanti difetti: mai però accusarla di averci condotto in una destinazione diversa da quella che volevamo, e nemmeno di avere insistito per imboccare l’uscita specifica di un cartello autostradale. (altro…)

Di | 28 settembre 2018|Categorie: 12, Web philosophy|Tags: , , , |

La Igeneration: ritratto dei nati tra il 1995 e il 2012

Cosa distingue gli adolescenti nati tra il 1995 e il 2012 dalle generazioni che li hanno preceduti? Una cosa, specialmente: il modo in cui passano il tempo. Nella giornata, mediamente, due ore e un quarto a mandare messaggi con il cellulare, due ore su Internet, un’ora e mezza con qualche gioco elettronico e circa mezzora in video chat. L’idea di collocare l’impiego digitale del tempo al centro dell’identità più profonda di una generazione proviene dalla psicologa Jean M. Twenge (Iperconnessi, appena pubblicato da Einaudi), che ha (finalmente!) separato questi adolescenti dai Millennial, gratificandoli di un’etichetta differenziata (IGeneration), e ne ha catalogato otto presunti aspetti distintivi. (altro…)

Di | 13 luglio 2018|Categorie: Web philosophy|Tags: , , , , |

Gli auguri di compleanno dopo le notifiche di Facebook

Oggi Facebook mi notifica che 14 amici compiono gli anni e si porta avanti segnalandomi quelli che festeggeranno nei giorni a venire. In pochi secondi posso mandare un messaggio a ciascuno e anche ingraziarmelo con l’emoticon di una torta. Con molti di questi amici non c’è stata occasione di far seguire messaggi al contatto iniziale. Qualcuno effettivamente lo conosco, qualcuno è un amico davvero. Ma ha senso rispondere allo “stimolo” della macchina e ubbidirle inoltrando le candeline o mandando un video appositamente creato dal social? (altro…)

Di | 6 luglio 2018|Categorie: Web philosophy|Tags: , , |

Scriparlare

Dove va la lingua italiana con gli strumenti digitali? Una riflessione sociolinguistica (e social-linguistica)

Tra i linguisti, qualcuno lo chiama e-taliano, qualcuno italiano digitato, qualcuno italiano trasmesso. È l’italiano praticato sui social e negli sms, che personalmente ho in passato definito scriparlato. Il dato interessante, in effetti, è che più che una variante intermedia tra scritto e parlato si tratta di un parlare mediante lo scritto, accompagnato com’è da tutta una serie di prerogative tipiche dell’oralità. A partire, direi, dalla sua urgenza. (altro…)

Di | 8 giugno 2018|Categorie: Web philosophy|Tags: , , , , , |

Salute e tecnologia non a misura di donna

Per l’intera storia della medicina, a quanto pare, sono stati compiuti gli studi per i farmaci su cavie maschili per evitare che i cicli mestruali femminili confondessero i dati. (altro…)

Dal mondo all’infosfera: così è cambiato il nostro habitat

Siamo in auto ma non conosciamo la strada, così accendiamo il navigatore per raggiungere la meta. (altro…)

Occupy Silicon Valley

Nel maggio del 2017 la Bank of America aveva previsto che il prossimo grande sommovimento sociale, l’erede di “Occupy Wall Street” del 2011 sarebbe nato sotto le insegne di “Occupy Silicon Valley”, e anche abbastanza presto. (altro…)

Occupy Silicon Valley

  1. Nessuno può accumulare ricchezze pari al PIL di un continente.

  2. La mancanza di lealtà fiscale è del tutto inaccettabile quando i profitti sottratti, da soli, risolverebbero problemi vitali per la comunità.

  3. La tecnologia non può distruggere la dignità del lavoro né compromettere la futura struttura del mercato del lavoro senza che sia dimostrata una “copertura” del costo sociale.

  4. Vanno disincentivati e proibiti i monopoli, anche e specialmente nel campo delle nuove tecnologie.

  5. Non si possono rendere disponibili per gli adolescenti servizi e strumenti dei quali gli effetti non siano stati ancora testati scientificamente o siano stati determinati negativamente. (altro…)