Questo articolo non pone domande ma offre solo risposte

>Questo articolo non pone domande ma offre solo risposte

Non sto dicendo questo.

Alle otto e mezza.

Grazie, volentieri.

Scusami, ma davvero non riesco.

(risposte che probabilmente abbiamo dato almeno una volta negli ultimi 15 giorni)

 

Io non ti dirò perché. Non farmi domande del genere. Non ti seguo. Rifiuto la tua domanda.

Io non sono il tuo schiavo e tu non sei il mio padrone. Non puoi farmi rispondere. Non sono una scimmia. Non voglio. Sono qui per vendere il mio film. Questa è pubblicità per il mio film e vedi di non sbagliare.

(Quentin Tarantino alla domanda di un intervistatore sul perché fa film violenti, e se non ci possa essere un collegamento tra la violenza nella fantasia e la violenza reale).

 

Col linguaggio del corpo: fremiti, brividi, silenzi.

(Maria Josè Siri alla domanda su come renderà il suo personaggio in scena)

 

La convinzione che ognuno di noi è amato per i suoi merito o piuttosto nonostante i suoi meriti (Victor Hugo)

Non fare quello che ti piace, ma ama quello che fai (J.M. Barrie)

E’ un dono, e il trucco non è aspettarla ma capire quando arriva (Charles Dickens)

Nell’antichità una ricompensa per pochi eletti. In un momento successivo venne concepita come un diritto universale che spettava a ogni membro della specie umana. Infine si è trasformata in un dovere (Zygmunt Bauman)

La somma di tutte le infelicità che non si hanno (Marcel Achard)

E’ amore, nient’altro (Herman Hesse)

L’ignoranza del vero (Giacomo Leopardi)

Il profumo dell’anima (Romain Rolland)

Non esiste. Di conseguenza non ci rimane che provare a essere felici senza (Jerry Lewis)

Desiderare quello che si ha (Sant’Agostino)

E’ un niente che al momento in cui lo viviamo ci sembra tutto (Jim Morrison)

Non avere quello che si desidera ma desiderare ciò che si ha (Oscar Wilde)

(alla domanda: cos’è la felicità)

 

No dai scherzo, piacciono anche a me in genere gli western. Ma devi capire che lo straniero invade un terreno non suo, respira aria non sua, complica la competizione ai boss di turno, andando da un bronx all’altro.

 

Ti sei mai chiesto come mai le donne SBAVINO sempre per il FORESTIERO… è presente anche nelle canzoni

“disse che era un bel uomo e veniva veniva dal mare, non parlava la lingua però..sapeva amare”
ed anche nella letteratura “erano 100 eran giovani e forti etc”
poi dicono che c’è competizione solo tra donne :))
ecco….vogliono evitare un “ratto” delle “topè” ahahah

 

Perchè lo straniero che irrompe in una comunità chiusa fa sempre paura….

 

Mi hai fatto ricordare un aneddoto.
Quando andavo al liceo, avevamo un compagno di classe un po’ strano…. Non nel senso che avesse qualcosa, no. Solo… aveva strane abitudini, strani atteggiamenti. Quando parlava, piegava in avanti la testa e ti guardava praticamente con gli occhi alzati (immagina di dover guardare un tuo interlocutore con la testa piegata in avanti). Era una cosa inquietante.
Poi era sempre piuttosto rissoso, ce l’aveva con tutti…
Vabe insomma fatto sta che una volta a lezione questo qui stava prendendo a litigare col professore (che tra l’altro era il Preside)..
Il Preside termina la discussione dicendo:
[Nome] , in ogni film western, c’è un vecchio che entra nel Saloon e sputa per terra. Tu sei quel vecchio

 

mi ricorda per un pugno di dollari al cuore ramon!! lo straniero può portare via la pace in quel paesino

Gli puzzeranno i piedi, Boh!

 

(risposte su Answer Yahoo alla domanda Perché nei film western quando arriva uno straniero è subito antipatico a tutti)

 

 

  • In Dio, signor colonnello, direi di sì, anche se non lo confesserà mai apertamente e in ogni modo si è rifiutato di rispondere alla domanda, nonostante gliel’avessi posta con una certa delicatezza. E’ una questione troppo intima, ha sostenuto.
  • No, signor colonnello, l’Ebreo non è obbligato a credere in Dio, ma è sperabile che ci creda perché non ha una gran scelta di cose in cui credere.
  • Se lei davvero lo desidera, signor colonnello, che entro nella questione di questa identità, ebbene è una vischiosa palude, in cui gli ebrei entrano sicuri e alla fine si dibattono confusi, ed io sono già così tanto dispiaciuto di doverla annoiare tanto.
  • Molto, ma molto volentieri, signor colonnello.
  • Con immenso piacere, signor colonnello, ma intanto vorrei proseguire il filo del racconto, volevo dire qualcosa di quella setta, che da quando Mani è stato arrestato seguono di nascosto lui e chiunque si occupi di lui, come uno stormo di uccellacci, diciamo di corvi che volteggiano sopra l’arena di un circo, perché fra di loro si assomigliano tutti, e già dalla prima notte che sono andato a vedere Mani nella fortezza ho visto una prima rondine svolazzare sui gradini, e dall’aspetto ho capito che era uno di loro inviato in missione, e da quella notte c’è sempre qualcuno di loro che mi accompagna, nel vicolo in cui cammino, nel negozio in cui entro, sule scale che salgo, ma quando mi avvicino a loro mi sfuggono, e tutto ciò che vogliono è leggermi in viso se il prigioniero ha detto qualcosa che li possa portare in giudizio.
  • Sì signor colonnello, è stata eseguita un’indagine accurata, con l’aiuto di un interprete che parla la loro lingua.
  • Lo yddish, signor colonnello, e a quanto sembra nessuno di loro aveva idea della trame di Mani, il loro pensiero era lontano dalle macchinazioni, l’Inghilterra, la Turchia, tutto ciò sono quisquilie per loro, ma hanno paura che l’accusa diretta a Mani si rifletta su di loro, e d’altra parte non possono negargli la loro solidarietà, forse è la cantilena del bar-mitzvah che li tiene uniti.

 

(dal “Signor Mani”, di Abraham Yehoshua romanzo in cui viene riportata sempre la parte di uno solo di due personaggi di un dialogo)

 

 

1948

1964

1979

(in sequenza, alla domanda di Carlo Conti, formata di quattro opzioni, quelle sopra e 1933, sulla data in cui Hitler era diventato cancelliere)

 

 

Io non sono messia né profeta, messia e profeti sono pazzi, sono un semplice essere umano. Ho milioni di amici e milioni di nemici e li amo entrambi perché entrambi fanno parte del mio universo in un modo che aiuta entrambi.

Non sono un insegnante nel senso che non offro nessuna filosofia di vita, nessuna disciplina, nessun programma. Ho un approccio di vita che comincia con la deprogrammazione, quindi invito ciascuno a liberasi dai condizionamenti. Io restituisco a ciascuno la sua innocenza, la sua purezza la sua individualità. Il mio compito consiste nel distruggere il condizionamento. Tutte le religioni si basano sulla più grande menzogna del mondo: Dio.

Io non faccio i nomi perché io non faccio il poliziotto, non sono tenuto a fare i nomi di nessuno.

Io non ho mai detto di essere un santo. Se un altro tenta di pestarmi i piedi non mi piace, gli dico di smetterla, gli pesto il suo. Dove sarei se dovrei dare la guancia a tutti come Gesù Cristo,

Quante guance dovrei avere per questi molluschi che si accaniscono su di me? Molluschi, l’ultimo anello fangoso della società, chi è pederasta, chi è licenziato dalla moglie, credono di diventare uomini scagliandosi contro di me.

Mi sono dato ai colori, Volentieri cerco di fare qualcosa e mi beo al pensiero che con i miei quadri possa dare un momento di felicità a qualcuno come lei con i miei quadri.

Come natura l’attore ideale, che per fortuna non è mai esistito, è un misto tra una puttana e un sacerdote perché il suo materiale è proprio la ganga brutta dell’esistenza però le sue radici affondano in un terreni di natura rituale, addirittura religioso.

Credo tra i miei meriti di poter ascrivere una certa volontà, una volontà discontinua, rabbiosa, non la vera volontà morale, però una vitalità, forse più che volontà direi la tigna, e poi la fortuna di appartenere alla mia generazione che è stata ricca di quelle sollecitazioni che sono necessarie per imboccare più di una strada.

 

(risposte di Osho, del capo mafioso Luciano Liggio e di Vittorio Gassman alle interviste di Enzo Biagi).

 

Non è stato difficile (sorridente)

Si sbaglia signora, è lei che è rimpicciolita

Son lo spirito che nega/sempre tutto; l’astro, il fior/Il mio ghigno e la mia bega/turban gli ozi al creator (citando il Mefistofele di Arrigo Boito)

Se non le spiace è un argomento che preferirei non toccare

Ah, lo dica, lo dica lei a quegli stronzi dei miei genitori!

(Ventaglio di risposte possibili di un bambino alla domanda: Ma sei davvero tu? Ma come hai fatto a crescere così tanto?)

Gentilissimo, il libro mi sembra molto lontano dall’impostazione che stiamo dando alla nuova collana di narrativa. Un libro costruito sul divertissement, arguto, brillante non lo vedo bene insieme a romanzi che toccano argomenti sempre molto impegnativi e decisamente pesanti. Ho timore che i nostri lettori non capirebbero. Meglio che lei si rivolga a editori che nel loro catalogo hanno una maggiore varietà  di stili.

Salve. Ho letto il suo libro. Non mi è dispiaciuto, l’ho trovato strano, originale, spiritoso. Forse, se posso dire, dice troppe cose e con troppe parole. Non lo “sento” molto per la collana che curo. Forse è per via della troppa ironia (di cui la mia collana, purtroppo, lo riconosco, è carente), o per lo stile sovrabbondante.

La ringrazio per la proposta. Abbiamo esaminato il suo testo, ricco di spunti interessanti, intriso di un’argomentazione avvolgente, e legato, inoltre, all’attualità. Siamo però di fronte a una programmazione piuttosto vasta e dettagliata, già per buona parte del prossimo anno; inoltre, siamo in una fase di ripensamento della linea editoriale, dirigendoci verso una saggistica a tratti ibrida, o narrativa.

 

Gentilissimo, ha scritto un romanzo parecchio originale. C’è avventura, ci sono passaggi rocamboleschi e divertenti, i personaggi sono curiosi e ben caratterizzati. Apprezzo che abbia deciso di confrontarsi con una storia così piena di eventi. La scrittura è evidentemente di buon livello, percorsa con leggerezza da una vena di ironia e disincanto, ma la quantità di colpi di scena, intrighi, pericoli, finisce a mio avviso per soffocare gli interessanti spunti di base. E’stato un piacere leggerlo, sinceramente fatico però a vederlo nelle nostre collane.

(Alcune risposte a proposte editoriali)

  • Quando non sono io ad accompagnare mia figlia a scuola arrivano in orario
  • Almeno una volta ho accompagnato mia figlia a scuola e non siamo arrivati in ritardo
  • Tutte le volte che ho accompagnato mia figlia a scuola siamo arrivati puntuali
  • Tutte le volte che accompagno mia figlia a scuola siamo arrivati in anticipo
  • Almeno una volta ho accompagnato mia figlia a scuola e siamo arrivati in ritardo

(risposte chiuse alla domanda “Tutte le volte che accompagno mia figlia a scuola arriviamo in ritardo: se l’affermazione è falsa quale di queste è certamente vera” per il test di ammissione alla facoltà di medicina)

Perché il suo segreto è nell’indistruttibilità. Si può disfare un castello, non si può distruggere la materia che lo compone. Inoltre simbolizza il rapporto tra mare e terra. Infine stabilisce una linea dal bambino all’adulto.

(Paolo Aite alla domanda perché proprio la sabbia possa essere come l’inconscio in azione)

 

“Ha battuto Dick Stockton 6-3 6-4, Ramesh Krishnan 6-4 6-2, Gilles Moretton 6-4 7-5, ha usufruito del ritiro di Gene Mayer, Poi ha superato Jimmy Connors 6-1 6-1 in semifinale e Steve Denton in finale con il punteggio di 6-2 7-6” .

(Piero Montecchio a Telemike alla domanda su quali giocatori avesse battuto Ivan Lendl per vincere il torneo WCT di Dallas)

 

Io sono un veterinario, chiama un mio collega il più vicino a te e vedrai che varrà senza chiederti soldi per il disturbo.
magari non è neanche veramente morto! potresti salvarlo e farlo adottare da una famiglia amorevole!

 

Se il gatto c’è ancora dovresti chiamare il comune della tua citta o il comando dei vigili urbani e dire che davanti casa tua c’è una carcassa di animale. Loro ti chiederanno che tipo di animale e poi ti diranno che manderanno qualcuno a rimuoverlo. Sembra una cosa brutta. Anche io come gli altri ti direi di seppellirlo da qualche parte. Ma se qualcuno ti vede che butti il gatto morto da qualche parte potrebbe denunciarti per violazione della legge 189 concernente il maltrattamento animale. Quindi onde evitare qualsiasi spiacevole episodio, chiama gli enti di cui sopra.

 

sinceramente io lo lascerei lì ancora un pò (non scherzo)
…perchè così per lo meno i suoi padroni, sì saranno dispiaciuti perchè il loro micio è morto, ma almeno vedranno che “se ne è andato”, e non staranno magari ad aspettare invano che un giorno o l’altro torni a casa….

 

mi dispiace troppo ma non c è nulla che riesca a farti stare meglio . é orribile a me viene da piangere già solo quando vedo un gattino morto sulla strada quindi posso capirti . una volta stavo in step with a techniques fare un incidente al mio ragazzo in macchina perchè stava attraversando un gattino e avevo paura che lo schiacciassimo . é terribile

 

seppelliscilo da qualche parte…

 

liberatene e compratene uno vivo

(risposte su Answers Yahoo alla domanda: Ho trovato un gatto morto che fare)

Viviamo nell’eterno. Per cui no, non crediamo

(risposta al test di Touring da parte di un robot alla domanda: Se ci diamo la mano, la mano di chi sto stringendo?)

 

“Da che tu vuò saper cotanto a dentro

Dirotti brevemente” mi rispose

“perch’io non temo di venir qua dentro.

Temer si dee di quelle sole cose

C’hanno potenzia di fare altrui male;

dell’altre no, ché non son paurose.

Io son fatta da Dio, sua mercè, tale

Che la vostra miseria non mi tange

Né fiamma d’esto incendio non m’assale…”

(Beatrice rispondendo a Dante)

 

(al prete che domanda vuoi tu prendere in sposa?)

(al referendum del 1997 davanti alla domanda: “Volete voi che sia abrogato il d.l. 31 maggio 1994, n. 332, recante “Norme per l’accelerazione delle procedure di dismissione di partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni”, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, limitatamente all’articolo 2?”

(alla domanda: è il momento. Sei pronto?)

(alla domanda: piove fuori?)

(alla domanda: mi ricorderai per sempre?)

(alla domanda: una volta per tutte, l’hai fatto oppure no?)

(all’insistenza: si? Si cosa? Stai dicendo che l’hai fatto?)

(alla domanda: è occupato?)

 

No, a questa domanda non credo di essere in grado di rispondere.

Di | 13 aprile 2018|11, Lo Storiopata|

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