Limite di velocità

>Limite di velocità

Lo so, siete abituati che sul web si legge veloce, e che chi scrive tira subito alle conclusioni. Vivete nell’era del multitasking e fate sette cose contemporaneamente, e bisogna affrettarsi per passare alle sette successive. In questa sezione però, più ancora che in altre, vi chiedo di rallentare. Indugiare sul pensiero, il vostro oltre che il mio, come si sofferma lo sguardo su un paesaggio.

Cosa non funziona dentro Uber

Uno si aspetterebbe che un’azienda tecnologica sia adeguatamente attrezzata per far fronte all’hackeraggio. Invece Uber si è fatta sottrarre i dati di 50 milioni di clienti e 7 milioni di autisti. Dopo di che, ha pagato 100.000 dollari ai pirati per evitare che la notizia venisse divulgata, praticamente rendendosi complice dell’uso criminoso che costoro avrebbero potuto fare con i dati degli ignari clienti. Rischia per questo sanzioni pesanti negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Australia. In compenso, Uber ha esercitato le sue competenze hi-tech impiegando il software Greyball per tagliare fuori dalle chiamate utenti iscritti quando si trattava di investigatori degli enti che regolamentano il mercato o delle forze dell’ordine. (altro…)

Di | 1 dicembre 2017|Categorie: 8, Limite di velocità|Tags: , |

L’età della vigliaccheria

C’è una cosa che accomuna i terroristi della jihad e gli hater, gli odiatori del web, ed è la vigliaccheria. Un tratto psicologico che, peraltro, si è ormai diffuso a macchia d’olio.

In un libro della Princenton University di Chris Walsh, Cowardice, si trova un interessante grafico che rappresenta l’uso della parola codardia (cowardice) nei libri dal 1800 ad oggi. Dopo un costante declinare della curva sino a una diminuzione dell’80%, vi è stato un improvviso rialzo nel XXI secolo, a partire dall’attentato alle Torri Gemelle. Secondo l’autore, tuttavia, non è che sia aumentata la codardia: si è solo riscoperto il fascino di quest’offesa, che tende a screditare al massimo grado l’avversario e viene così utilizzata in modo indiscriminato. (altro…)

Di | 17 novembre 2017|Categorie: 11, 8, Limite di velocità|Tags: , , , , |

Trattato sulla mendicanza

Catalogo dei mendicanti del centro di Torino

Una è una zingara, di una certa età, non precisamente determinabile. Augura buona fortuna e insinua con discrezione il dubbio che però sia condizionata all’elemosina. Quando prende più confidenza saluta con “Belluzza” o “Belluzzo”.Più volte, del tutto incongruamente, è apparsa in foto su un giornale, mentre tocca una scultura in strada con scritto “Risparmio” (altro…)

Simboli religiosi nello spazio pubblico: è davvero giusto rimuoverli?

Due settimane or sono ha fatto scalpore la pubblicità sul poster di un supermercato Lidl che prendeva come sfondo una fotografia del paese ligure di Dolceacqua, orbata tuttavia delle croci sui campanili, come in un esperimento digitale di realtà diminuita, per non offendere la sensibilità dei diversamente credenti. Poco credibile è parsa la giustificazione addotta dalla Lidl sull’occorrenza di un casuale incidente causato da una foto pescata da un data base, visto che già in Grecia la marca di supermercati aveva ritenuto di espungere le croci dalla chiesa di Santorini, in modo che apparisse come un innocuo esempio di estrosa architettura urbana.

L’episodio, inevitabilmente, richiama alla mente quello ancora più eclatante di circa un anno fa, quando il governo Renzi (questi lamentò poi lo zelo ottuso di un funzionario) fece coprire le statue classiche dei Musei Capitolini (altro…)

Di | 28 ottobre 2017|Categorie: 12, Limite di velocità|Tags: |

Perchè emigrate?

Per spiegare il fenomeno dei migranti gli analisti politici spendono spesso fiumi di parole, a volte inutilmente complicate. Ogni tanto non guasta chiedere una risposta lapidaria ai diretti interessati, come ha fatto l’artista tunisina Helà Ammar, nell’opera Unwritten stories, esposta alla Biennale di Fotografia Araba in corso a Parigi. Le foto sono tre e mostrano null’altro che il mare: vicino, tentatore, minaccioso. Dei migranti si ascolta solo la voce, o si legge la risposta. (altro…)

I fattorini di Foodora, le tasse di Google e la cecità dei cittadini

Alle aziende-piattaforma cominciano a creare qualche problema di immagine, e forse giuridico, i salari miserabili con cui remunerano i lavoratori e la totale assenza di garanzie per costoro. Dopo le polemiche sugli autisti di Uber, nel mirino sono ultimamente i fattorini di Foodora. Inevitabilmente, quel che per le imprese è un problema aziendale per i consumatori è un problema morale. (altro…)

Di | 6 ottobre 2017|Categorie: Limite di velocità|Tags: , , |

Contro l’empatia

Il libro di uno psicologo canadese accende il dibattito: “sentire” quello che provano gli altri rende davvero il mondo migliore?

Accade da pochi anni a questa parte una cosa molto strana. Mentre il discorso pubblico è incentrato sulle pulsioni egoistiche sfrenate del capitalismo liberistico e sul narcisismo individualista sollecitato dall’onanismo digitale, una parola di segno opposto ha fatto irruzione nel nostro mercato editoriale: empatia. Vi sono attualmente oltre 1500 libri di recente uscita che la contengono nel titolo o nel sottotitolo, sottolineando quanto sia essenziale questa virtù, promettendo di risvegliarla in coloro che l’hanno sopita, dando conto delle evidenze scientifiche che ne farebbero una componente comportamentale di tipo evolutivo. (altro…)

Ricordate gli studi sull’inverno nucleare?

L’escalation missilistica e nucleare della Corea del Nord, e le conseguenti tensioni con i paesi dell’area e ancor più con gli Stati Uniti rimandano a un passato che pareva dimenticato: quello della Guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica e della corsa agli armamenti nucleari che teneva in ansia il mondo ma sembrava funzionale dal punto di vista della deterrenza. Si parlava di “equilibrio del terrore”, e Norberto Bobbio, molto opportunamente criticava la teoria della deterrenza osservando: bene, siamo certi del terrore ma chi ci garantisce che sarà conservato anche l’equilibrio? (altro…)

Cari ragazzi che andate in giro con le cuffie

Tutti gli adolescenti, da quando esiste l’adolescenza, hanno la giornata terribilmente piena, anche quando apparentemente non fanno nulla. (altro…)

Lui pensa che io creda che lei pensi… Frasi complesse che ci insegnano a vivere

Lo psicologo Robin Dunbar è noto specialmente per il numero 150. A lui si deve infatti (a partire dallo studio delle scimmie) la deduzione del numero massimo di relazioni che una persona è seriamente in grado di mantenere. Si possono avere anche 20.000 amici su Facebook (in verità no: con un profilo se ne possono avere 5000) ma quelli con cui si svolgerà l’interazione non supereranno i 150.

Meno noto è un altro filone di ricerca di Dunbar che porta anch’esso a dare “numeri” e che è stato rammentato di recente in un libro straordinariamente dotto di Michele Cometa (“Perché le storie ci aiutano a vivere”): i livelli di intenzionalità multipla. (altro…)

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