Limite di velocità

>Limite di velocità

Lo so, siete abituati che sul web si legge veloce, e che chi scrive tira subito alle conclusioni. Vivete nell’era del multitasking e fate sette cose contemporaneamente, e bisogna affrettarsi per passare alle sette successive. In questa sezione però, più ancora che in altre, vi chiedo di rallentare. Indugiare sul pensiero, il vostro oltre che il mio, come si sofferma lo sguardo su un paesaggio.

I fattorini di Foodora, le tasse di Google e la cecità dei cittadini

Alle aziende-piattaforma cominciano a creare qualche problema di immagine, e forse giuridico, i salari miserabili con cui remunerano i lavoratori e la totale assenza di garanzie per costoro. Dopo le polemiche sugli autisti di Uber, nel mirino sono ultimamente i fattorini di Foodora. Inevitabilmente, quel che per le imprese è un problema aziendale per i consumatori è un problema morale. (altro…)

Di | 6 ottobre 2017|Categorie: 8, Limite di velocità|Tags: , , |

Contro l’empatia

Il libro di uno psicologo canadese accende il dibattito:”sentire” quello che provano gli altri rende davvero il mondo migliore?

Accade da pochi anni a questa parte una cosa molto strana. Mentre il discorso pubblico è incentrato sulle pulsioni egoistiche sfrenate del capitalismo liberistico e sul narcisismo individualista sollecitato dall’onanismo digitale, una parola di segno opposto ha fatto irruzione nel nostro mercato editoriale: empatia. Vi sono attualmente oltre 1500 libri di recente uscita che la contengono nel titolo (altro…)

Ricordate gli studi sull’inverno nucleare?

L’escalation missilistica e nucleare della Corea del Nord, e le conseguenti tensioni con i paesi dell’area e ancor più con gli Stati Uniti rimandano a un passato che pareva dimenticato: quello della Guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica e della corsa agli armamenti nucleari che teneva in ansia il mondo ma sembrava funzionale dal punto di vista della deterrenza. Si parlava di “equilibrio del terrore”, e Norberto Bobbio, molto opportunamente criticava la teoria della deterrenza osservando: bene, siamo certi del terrore ma chi ci garantisce che sarà conservato anche l’equilibrio? (altro…)

Cari ragazzi che andate in giro con le cuffie

Tutti gli adolescenti, da quando esiste l’adolescenza, hanno la giornata terribilmente piena, anche quando apparentemente non fanno nulla. (altro…)

Lui pensa che io creda che lei pensi… Frasi complesse che ci insegnano a vivere

Lo psicologo Robin Dunbar è noto specialmente per il numero 150. A lui si deve infatti (a partire dallo studio delle scimmie) la deduzione del numero massimo di relazioni che una persona è seriamente in grado di mantenere. (altro…)

Sarebbe giusto autorizzare il doping? Quale lezione lo sport offre alla vita

“C’era Ruffoni. C’era Pirazzi”. Sembra di tornare indietro di 40 anni, alla trasmissione radiofonica “Alto Gradimento”, quando un personaggio ipocondriaco interpretato da Giorgio Bracardi diceva: “C’erano Ruttoni, Tarantolazzi, Gospedale… “. Ruffoni e Pirazzi invece esistono davvero, e sono due atleti che dimostrano quanto il ciclismo sia sempre uno sport di grandi imprese: la loro è consistita nel farsi buttare fuori dal Giro d’Italia per doping ancora prima della partenza.

Insomma la Russia e il ciclismo rimangono i malati incorreggibili della terribile pratica. Ma, per quanto  siano aumentati e scientificamente progrediti i controlli, tutti sappiamo che il fenomeno è tuttora assai più esteso di quanto emerga. E così, in casi come questo, diventa d’obbligo domandarsi: ma visto che insistono, avranno mica ragione loro? Non sarà il caso di riconsiderare la questione del divieto? Qualche mese fa persino sulle colonne di Le Monde si poteva leggere la proposta di istituire competizioni fra atleti liberi di iniettarsi l’inverosimile, purchè con trasparenza e in tornei separati. (altro…)

Quattro falle del capitalismo moderno che conducono alla rovina (oppure…)

L’economia ci dà ottime ragioni di essere preoccupati per il futuro. Di alcuni nodi si può pensare che appartengano a un ciclo negativo al quale potrebbe seguire un ciclo favorevole, come è stato in passato. Alcuni sono il frutto di scelte, reversibili e ripensabili (comincia, per esempio, ad accadere con la delocalizzazione degli impianti). (altro…)

Spose bambine, crack dei mercati e demagogia. Così ci fa danno la velocità

I matrimoni combinati presentano la caratteristica di abbassare l’età dei coniugi poichè i genitori, che operano come imprenditori in un mercato, temono che i “pezzi più pregiati” vengano accaparrati da altri: o peggio, soprattutto nelle società poligamiche, che l’offerta di donne venga improvvisamente a coincidere con una carenza di domanda da parte degli sposi. (altro…)

Di | 17 marzo 2017|Categorie: Limite di velocità|Tags: , , , , |

La mendicanza dei colletti bianchi. Quando l’elemosina la chiediamo noi.

Trattato sulla mendicanza/2

Nel 1949 il sociologo Donald Sutherland pubblicò un libro rivoluzionario, “I crimini dei colletti bianchi”, estendendo gli studi sulla delinquenza ai delitti degli uomini d’affari e dell’alta borghesia. Oggi, rimanendo fermo che il termine criminalità dei colletti bianchi si riferisce a reati di natura economica (l’assenteismo collettivo all’ospedale Loreto Mare sarebbe al più un caso di criminalità di camici bianchi), con “colletto bianco” ci riferiamo genericamente a persone rispettabili che svolgono un lavoro diverso da quello manuale (così del resto li aveva intesi lo scrittore Upton Sinclair quando aveva coniato il neologismo, nel 1911). (altro…)

Di | 3 marzo 2017|Categorie: Limite di velocità|Tags: , , , |

 Piacere o essere: il sistema dei crediti sociali cinese. Lo vorreste anche in italia?

“Niente da fare signore, lei non può acquistare alcun biglietto aereo. Si è dimostrato già troppo scostumato in passato”. “Buongiorno signore, ho una notizia per lei. Il suo credito sociale è alto, e quindi suo figlio potrà essere ammesso all’università più esclusiva”. Apprezzereste un sistema sociale che prevedesse sanzioni e ricompense di questo tipo?In Cina esiste già, e il governo è al lavoro per perfezionarlo, con la collaborazione di Alibaba, il gigante dell’e-commerce e la sua mole gigantesca di dati ricavati dalle transazioni commerciali degli utenti. Possiamo scuotere la testa, commentare: “Ecco, Orwell, aveva ragione” e cavarcela così? E’ davvero una mostruosità di cui siamo agli antipodi? E’ effettivamente un risultato indesiderabile? (altro…)

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