Capitolo uno: Dovalski

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Il trailer del capitolo

Musica consigliata per la lettura del primo capitolo: Quartetto d’archi n.14 in re minore di Franz Schubert

 

E infine Roberto si rassegnò. Il problema non era la coscia d’anatra che si vendicava durante il transito digestivo nè un incubo né gli scricchioli di riassestamento del parquet né i rantoli finali della lavastoviglie, da tempo immemore in attesa che la casa madre si movesse a pietà inviando il manutentore. I rumori di sotto erano un cammino felpato, un oggetto urtato nel percorso, un corpo acquattato, un corpo in torsione. Neppure per un attimo Roberto pensò di svegliare Lilith che gli dormiva al fianco.

 

A parte la gamba troppo larga, le scarpe stonavano, erano bianche e di un modello bombato che le rendeva simili a una calzatura ortopedica. In effetti quando l’uomo mosse un passo laterale, scostandosi dal camino, sembrò trascinare una delle due gambe. Il suo sguardo penetrate era privo di ostilità. Lo fissò per qualche secondo su Roberto, prima di parlare nuovamente.

“E’ venuto il momento, Roberto. Fra quattro giorni devi morire”.

Il cuore di Roberto diede uno strattone. Lo stava minacciando? Provò ad afferrarlo per il braccio ma la sensazione che ricevette dal contatto lo terrorizzò.

“A tutti. Capita a tutti. Da sempre non c’è una sola persona che quattro giorni prima di morire non abbia ricevuto la nostra visita e l’avvertimento”

“Nostra? E chi sareste “noi”?

“Quelli che vengono ad avvertire”

“Sì, d’accordo…intendo…cosa siete, cosa è lei? Un angelo?”

L’altro si schernì con un gesto e abbozzò un sorriso.

“Lasciamo perdere gli angeli, Roberto. Comincia a entrare in quest’ordine di idee. Non ci sono angeli, non ci sono diavoli. Non sono venuto a prenotarti né per il paradiso né per l’inferno.

 

“Ricorro? E’ come se fosse un tribunale…”

“Chiamalo come ti pare”

 

“…Se tu lo conoscessi sino in fondo avresti di sicuro un sacco di critiche da fare al sistema. Ma non potresti dire che è scorretto. Nossignore. Qui sulla terra vi date tante arie ma siete scorretti, di continuo. A volte vi abbandonate ai sentimenti, e vi sembra di dominare l’universo per questo: ma se vi guardaste da fuori vi rendereste conto di quanto, proprio nel pieno del vostro sentimentalismo, diventate terribilmente scorretti. Ecco. Ti sembrerà formale, risibile. Ma per noi la correttezza è il valore supremo”

“E in cosa si sostanzierebbe questa correttezza?”

“In tante cose ma, per quel che ci riguarda, nell’esattezza della procedura, nel suo rigore, nell’assenza di eccezioni. Solo se tutto si svolge correttamente significa che era ineluttabile. Tu devi morire tra quattro giorni. Però la procedura dice che puoi ricorrere, che tu sia un santo o l’assassino più infame”.

 

Vedi qui la trama e le ragioni di questo progetto

Di | 7 giugno 2017|Istruzioni per non morire|

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