Capitolo otto: Rose

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Il trailer del capitolo

Musica consigliata per la lettura del ottavo capitolo: I run (Årabrot)

Rose, che pure non era solita alla franchezza quando si trattava di definire un suo stato interiore, si disse troppo inquieta per rinchiudersi tra le mura di un locale parigino. Una lieve brezza palleggiava le nuvole e il sole velato chiamava alla passeggiata lungo le Tuileries. Scesero a Concorde con la metropolitana, più misurandosi che parlando, e guadagnarono due sedie affiancate, quelle più comode con lo schienale arquato, lungo la fontana solcata dai gorghi circolari delle anatre.

Roberto si ricordò di colpo che doveva verificare l’andamento dei dati su Death Line e mandare un sms a Machaut. L’esordio di Rose, “Chi comincia?” andò a vuoto. “Mi puoi scusare ancora un secondo?” le rispose Roberto compulsando il display “Due minuti per una questione di lavoro”.

“Ti porti il lavoro al parco?”

“E’ una situazione eccezionale. Stiamo sperimentando una app che dovrebbe partire a brevissimo”.

“Vuoi dirmi di che si tratta?”

“Ma no…cioè sì…vedi queste linee, si ricollegano alla salute di certe persone malate…non è facile da spiegare”.

“Non ha importanza. Te lo proponevo se ti faceva piacere. Hai detto tante volte che non ti chiedo mai nulla approfonditamente di te e non ti dico di me. Era un tentativo di introdurre una giornata diversa”.

“Oh, certo, non volevo apparire evasivo. Mi fa molto piacere parlartene perché è una questione che mi opprime abbastanza benchè non sia la principale in questo momento…ecco…”

“Anche io ho una questione che mi opprime molto”.

Roberto si rese conto che Rose era già in rampa di lancio per raccontargli ciò che le premeva.

“Capisco, si…vuoi dirmi qualcosa tu? E’ una questione sentimentale?”.

Rose scoppiò a ridere.

“Sarebbe tanto strano?”

“Mi diverte il modo in cui l’hai detto. Una questione sentimentale. Fa un po’ vecchio stile”.

 

Roberto era sconcertato, oltre che dalla storia, dalla fluidità con cui Rose, messe da parte le barriere con cui aveva protetto da lui la sua vita per anni, ne sciorinava adesso qualunque dettaglio. All’inizio del racconto aveva pensato a quanto fosse stato un cattivo genitore nel non avere insistito a ingerirsi di più nella vita di Rose, ora gli veniva da pensare che il piacere di condividerle con lui nel racconto avrebbe persino potuto spingerla a moltiplicare la sue canagliate.

 

Rose si era improvvisamente irrigidita.

“Cosa ho detto che non va? Era solo un’ipotesi…”

“Sono arrivati, maledizione. Guarda quel tizio con la maglia a righe che sta passeggiando dal lato opposto”

“Quale? Oh, ma…è quello che mi sta seguendo da giorni! Adesso vado…”

“Fermo, non ti muovere! Maledizione! Ti segue da giorni? Sono stati più veloci di quanto credessi. Hanno immaginato che potessi tornare da mio padre e hanno messo quello a presidiare la zona. E’ un killer, una iena. E’ americano ma partecipava alle riunioni del cartello. Briggs si chiama”.

  

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Di | 26 Giugno 2017|Istruzioni per non morire|

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