Capitolo due: Lilith

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Il trailer del capitolo

Musica consigliata per la lettura del secondo capitolo: Gold Prisms Incorporated (The Bad Plus) 

Il pranzo con Lilith ridondava, e Roberto non vedeva l’ora che si concludesse, irritandosi per la lentezza con cui la moglie scomponeva quelli che aveva definito trenta grammi di salmone, quasi che il suo interesse fosse lo scrupolo scientifico dell’ittiologo invece che la peristalsi gastrica che nell’era del mesozoico spingeva a cacciare i bisonti e i rinoceronti lanosi e in tempi più recenti accettava di essere sedata dal guacamole delle tapas messicane.

La conversazione fu minima, ma Lilith non pareva accorgersene. Benchè consapevole che la vera intimità consiste nella possibilità di rimanere in silenzio per ore quando si è insieme, Roberto non finiva mai di stupirsi dell’incapacità che lei aveva di percepire i suoi stati d’animo, e della sua tendenza a lasciare libero spazio al mutismo di lui quando era evidente che proveniva da angoscia o irritazione. D’altronde Lilith girava al largo da ciò che poteva creare conflitto o tensione: Roberto paragonava il suo modo di stare al mondo a quello del bagnante sulla spiaggia che sposta continuamente la sdraio a ogni movimento del sole per conservare la frescura dell’ombrellone ed evitare accuratamente le scottature.

 

“Non abbiamo ancora il risultato completo degli esami del sangue. Dicevamo all’inizio che per il cuore si può fare ancora l’Ecodoppler per misurare sotto sforzo…”

“Ma Roberto, tranquillizzati adesso! Ti ho voluto assecondare, e l’ho fatto anche se non sei riuscito a indicarmi uno straccio di sintomo…”

 

Nel pomeriggio fecero stampare le foto e Lilith le affisse con lo scotch trasparente sopra la testiera del letto matrimoniale che riempiva un terzo della camera in stile Art Noveau. Fu la notte di sesso più rovente degli ultimi due anni. Roberto lo prese come un gioco intrigante e una parodia garbata della sua proposta, ma Lilith lo reiterò, con un nuovo abbordaggio, nel successivo loro viaggio a Londra e poi intraprese quelle scorrerie anche a Parigi.

Se la prima volta, e in misura ridotta anche quelle immediatamente successive, Roberto aveva provato un certo fremito, collegando quel rito alla sua fantasia originaria, arrivato alla quinta si sentì irritato da quel surrogato e disse di brutto a Lilith che poteva anche smetterla con quella manfrina. Lei scoppiò a piangere e si chiuse in bagno per tre ore buone, sorda alla preghiera di Roberto di calmarsi e venire fuori.

Era passato, e ormai saltato, l’orario della cena quando Lilith si venne a sedere al suo fianco sul divano per sorprenderlo con una rivelazione intima e drammatica, come nella loro vita di coppia sarebbe capitato solo in un’altra occasione

 

 

Vedi qui la trama e le ragioni di questo progetto

Di | 14 giugno 2017|Istruzioni per non morire|

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