Il Nuovo Giudizio Universale

>Il Nuovo Giudizio Universale

Non ho intenzione di rifare la rivista. Un’energia di quel tipo si ha una volta nella vita. Più modestamente riprenderò il genere “recensione”, di nuovo destinandolo indiscriminatamente a una mostra come a un oggetto o a una tendenza. Ma fatemi compagnia! Pubblicherò le vostre recensioni purché contenute in tremila battute, non oltraggiose, di interesse generale e non sospette di personalismo (insomma, se il cameriere è stato scortese al ristorante non è questo lo spazio per vendicarsi). Quelle che mi piacciono di più le farò passare per l’homepage. È d’obbligo il giudizio finale in soli/ombrelli (vedere sotto). Ogni recensore ha a disposizione uno spazio al mese.

I giudizi

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Perfetto


Alla grande


Merita


Niente male


Né infamia né lode


Anche no


Da dimenticare


Terrificante

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Si salvi chi può

Lady Macbeth

Recensione del film

Umberto Eco soleva indicare “La metamorfosi di Kafka” come esempio perfetto di verosimiglianza letteraria. Una volta accettato il primo rigo, e cioè che Gregor Samsa potesse svegliarsi un mattino nel corpo di uno scarafaggio, tutto il resto del racconto scorre con assoluta coerenza. (altro…)

Cuori puri

Recensione del film

Nella parte finale di Cuori puri c’è una lunga scena di sesso tardo-adolescenziale che comprende tutto, fino al punto da passare, quasi protettiva, sopra quei due corpi nudi: (altro…)

Teresa Ciabatti, la resa dei conti
e il fallimento

Recensione del libro “La più amata”

Il romanzo “La più amata” di Teresa Ciabatti funge splendidamente da spiegazione della differenza tra un libro normale e un caso letterario.Teresa Ciabatti, secondo quel che lei stessa racconta, ha al suo attivo quattro libri di cui non si è accorto nessuno, e quelli che se ne sono accorti li hanno stroncati. In “La più amata” l’autrice mette in gioco la sua biografia, la ricerca  della verità su chi era il padre e l’abiura morale di quel massone, fascista, bugiardo e poco di buono. Il libro sta riscuotendo grande consenso e viene dato per favoritissimo al Premio Strega. Il dubbio è: se il personaggio fosse stato una pura invenzione sarebbe accaduto lo stesso? (altro…)

Ritratto di famiglia con tempesta

Recensione del film

Non si è mai vista una tempesta così poco tempestosa, almeno rispetto alle attese. Che sia un arrivo una tempesta lo dice il titolo del film, e cominciano a parlarne all’inizio della pellicola. Una tempesta familiare dovrebbe essere in corso, data la fresca morte del capofamiglia ma nessuno dei suoi cari sembra rimpiangerlo oltre misura.

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Cento anni dalla morte di Rodin: i disegni erotici

Si dice che nello studio di Rodin, ai primi del Novecento, ci fosse un via vai pazzesco e che le donne, vezzose aristocratiche come prosperose lavandaie, facessero praticamente la fila per posare nude al cospetto dell’artista.Il quale, per osservarle con criterio, ometteva anche di guardare il foglio su cui disegnava,lasciando che la matita vibrasse secondo impulsi emotivi. (altro…)

La tenerezza

Recensione del film

“La felicità non è una meta da raggiungere ma una casa a cui tornare”. Questa poesia araba, citata nel finale del film “La tenerezza” è una felice scelta per riassumerlo. Il film è la descrizione di burrascosi viaggi interiori, alcuni dei quali frantumati sugli scogli del disagio e dell’insicurezza, e l’approdo desiderato è la “tenerezza” che la casa degli affetti può offrire. La tenerezza è parente della cura, è anche più folgorante, ma è un’istantanea. (altro…)

Le cose che verranno

Recensione del film

“Quale scopo volevi ottenere?” è una domanda che mi piacerebbe porre a Mia Hansen-Love, trenataseienne regista di “Le cose che verranno”. Rispondesse: : “Vincere l’Orso d’Oro per la regia” mi zittirebbe, visto che l’ha effettivamente vinto. Ma distaccandosi da questi aspetti materiali secondo me si sarebbe trovata in difficoltà, e non solo perché è sua abitudine nelle interviste, come nei film, restituire un’immagine rarefatta dei suoi obiettivi (cose tipo: cogliere l’invisibile, l’impalpabile, l’inessenziale). (altro…)

Di cosa parliamo stasera? Chiediamolo alle carte

Recensione di un gioco

Ci sarebbero più o meno divorzi se le le persone potessero leggersi nel pensiero?

Siete stremati dalle serate conviviali che non si elevano colloquialmente oltre la maestra dei figli, la cronaca delle vacanze (oh,  e le prossime, le prossime…) e quella stronza che? Incupiti dai tete-a-tete imbronciati, seriali, sonnolenti? C’è un gioco che dovete assolutamente procurarvi. Un gioco…non so se tecnicamente sia un gioco. (altro…)

Le invasioni barbariche

Recensione del film in dvd

Posta nella scia dell’attacco alle torri gemelle è una domanda trabocchetto: chi sono i barbari invasori della nostra epoca? Al limite i nostri figli, se il divario generazionale diventa un fossato. Finchè si leggono libri diversi o si lotta per idee differenti siamo dentro i normali cicli della storia: diverso se il passaggio delle consegne avviene a favore di chi non legge libri e non lotta più per delle idee. Presentato nel 2003 come film di critica sociale, rivolta specialmente al modello liberista e tecnocratico, il film di Denys Arcand, del 2003, (altro…)

La vendetta di un uomo tranquillo

Recensione

La vendetta rappresenta un elemento essenziale della storia cinematografica e i film di vendetta un vero e proprio genere con una costruzione piuttosto costante, che parte dalla situazione in cui un personaggio è vittima (lui, o persone a lui care) e che si evolve verso la resa dei conti.Lo spettatore è invitato all’immedesimazione e il suo peso emotivo principale si risolve nel tifare per l’eroe.

La vendetta di un uomo tranquillo altera notevolmente questi canoni perché manca la prima fase. Di cosa ci sia da vendicarsi lo apprendiamo gradualmente, e non abbiamo il tempo di identificarci con la vittima (altro…)

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