Il Nuovo Giudizio Universale

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Non ho intenzione di rifare la rivista. Un’energia di quel tipo si ha una volta nella vita. Più modestamente riprenderò il genere “recensione”, di nuovo destinandolo indiscriminatamente a una mostra come a un oggetto o a una tendenza. Ma fatemi compagnia! Pubblicherò le vostre recensioni purché contenute in tremila battute, non oltraggiose, di interesse generale e non sospette di personalismo (insomma, se il cameriere è stato scortese al ristorante non è questo lo spazio per vendicarsi). Quelle che mi piacciono di più le farò passare per l’homepage. È d’obbligo il giudizio finale in soli/ombrelli (vedere sotto). Ogni recensore ha a disposizione uno spazio al mese.

I giudizi

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Perfetto


Alla grande


Merita


Niente male


Né infamia né lode


Anche no


Da dimenticare


Terrificante

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Si salvi chi può

Recensione del film Il ritratto negato

Evidentemente bisogna arrivare a novant’anni, quelli che aveva il regista polacco Andrzej Wajda quando nel 2016 ha girato questo film, per concepire un intarsio tanto perfetto tra la rappresentazione cruda e tragicomica di un fatto e la sua diramazione metaforica, come avviene nella seconda scena. Polonia comunista del 1948: un pittore è nella sua casa-atelier e si accinge a dipingere sulla tela bianca. (altro…)

Recensione del film Il traditore

Un regista fa i conti con se stesso mettendo in scena un personaggio che fa i conti con se stesso. In realtà nessuno dei due (il regista e il personaggio) questi conti li fa sino in fondo, nonostante ne venga fuori un ottimo film, “Il traditore” sulla figura di Tommaso Buscetta, lo storico primo pentito della mafia.

 

Ma vediamo prima la questione dei conti con se stessi. Marco Bellocchio, alla veneranda e per lui vitalissima età di ottant’anni, decide di fare un passo verso il grande pubblico (un secondo, dopo quello un po’ più facile e non tanto riuscito di Fai bei sogni). Prende un soggetto che lo tira per la manica verso il filone commercialmente consolidato del mafia-movie. (altro…)

Recensione del film Dolor y Gloria

Se vi trovate casualmente a una cena cui partecipa un ex grand’uomo incappato nel declino fisico e nella depressione o in entrambe, guardatevi dal sedergli vicino, perché alto è il rischio di incappare in un trombone che scolpisce per tutto il tempo la scultura di se stesso. (altro…)

Recensione del film I figli del fiume giallo

In Cina i registi e gli altri artisti visivi si sono assegnati un compito dominante, perseguito con ossessiva diligenza: descrivere l’impatto della modernità sulla Cina, specialmente provinciale e rurale, e la relativa trasformazione dell’ambiente e del tessuto sociale. La loro intenzione è radicalmente critica (potrebbe essere titolata “La modernizzazione come trauma”), e però devono muoversi dentro un equilibrio sottile per non cadere nel peccato che ai tempi di Mao si sarebbe definito “deviazionismo” (altro…)

Recensione del film I fratelli sisters

Probabilmente quando finirà il western finirà il cinema. A di là del fatto che le sue tracce rimangono in diversi film d’azione, il rischio che il genere venga confinato in una riserva indiana (altissimo negli anni ottanta per il rigetto dell’ideologia colonialista) sembra scongiurato; e aumentano i registi affermati che provano a cimentarvisi. Il problema di partenza per tutti costoro è come decostruirne i topoi (che si debbano decostruire è fuori discussione).

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Recensione del film L’uomo fedele

Quando in un film arriva la scena in cui una ragazza, che ha desiderato un certo uomo da quando era in fasce e finalmente sembrerebbe averla spuntata, esclama qualcosa come: (altro…)

Recensione del film in viaggio con Yao

Tra i sottogeneri cinematografici che fanno furore attualmente ce ne sono due (altro…)

Recensione del film Border

I nuovi mostri, se vogliamo dirla (altro…)

Recensione del film Il colpevole

Sono parecchie le festicciole di compleanno costate più di questo film. Che, messo in piedi con un’economia di mezzi quasi surreale,  si fonda su una di quelle idee formali di solito più riuscite a dirsi che a farsi. Un attore, uno, e pochi volti sfuocati di corredi; due stanze, due, nelle quali si svolge tutto il film. Prima che qualcuno si tagli le vene a titolo precauzionale, è necessario dar conto della trama e della circostanza che si tratta, a modo suo (tra poco diremo quale) di un film d’azione.

 

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Cat Person ovvero quando Obama dice: Toh! Che bel racconto!

“Mi ha ritwittato Obama”. Questa giustificazione del successo letterario risulterebbe ostica alla comprensione se enunciata (altro…)

Di | 22 Marzo 2019|Categorie: Il Nuovo Giudizio Universale, Sulla scrittura|Tags: |

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