“Zingari o del razzismo contro i rom” di Mimmo Calopresti

>“Zingari o del razzismo contro i rom” di Mimmo Calopresti

Antologia di Giudizio Universale, dalla “Guida per difendersi dal razzismo”

Remsia è una donna bosniaca che ha vissuto per molti anni a Torino in un campo rom. Ora, dopo molte battaglie, ha abbandonato la sua baracca pulita accogliente e colorata che aveva sul lungo fiume in mezzo ad alti cumuli di immondizia e pozzanghere, per andare a vivere alla Falchera, insieme alla sua numerosissima e chiassosa famiglia, in una casa in muratura.

 

Un giorno che ero stato da lei per farmi leggere il futuro, operazione che lei pratica con alcuni fagioli, le chiesi: “Remsia, sei contenta di vivere in una casa?”. Mi rispose che era contenta per le sue figlie e i suoi numerosissimi nipoti, ma che aveva nostalgia della vita all’aria aperta, aveva persino nostalgia dell’immondizia. Remsia pratica la magia rigorosamente bianca e nel futuro cerca di prevedere cose positive, ha un piglio da capotribù ma soprattutto è attenta alla vita di figli e nipoti, sogna per loro una normalità che per lei è amore per la vita, ovviamente della sua vita da gitana e da figlia del vento.

 

“Remsia, ma voi rubate per vivere?”. “Sì, è vero, noi rubiamo, ma siamo ladri di polli. Siamo ladri di sopravvivenza, gli altri rubano per avere tutto il possibile immaginabile e anche di più, a noi ci basta di avere il poco che abbiamo”.

 

Un giorno che ero andato a trovarla quando ancora viveva al campo, vedendo una giovane rom con una fascia al collo con dentro il suo piccolissimo bambino che si stava preparando ad andare in centro per chiedere l’elemosina, preso da uno scrupolo di attenzione ai diritti dell’infanzia mi venne normale chiederne il motivo: “Che bisogno c’è di portarti con te la tua bambina?”. Secca e decisa la risposta: “Porto sempre con me mia figlia perché i gagé (cioè noi, gli altri) vengono a rubarci i bambini”. Davanti al mio sguardo perplesso: “I gagé hanno fame di figli, non sono capaci di farne tanti come gli zingari e così ce li rubano”. Andò via senza tanti convenevoli, lasciandomi lì solo ad osservare un vero e proprio nugolo di bambini mezzi ignudi al freddo che giocavano senza problemi. Che spreco di vite, mi venne da pensare. Ed è a quei bambini così eccessivamente vitali e così numerosi che va il mio pensiero quando sento ripetere quella falsa e inutile nenia: “Gli zingari rubano i bambini”.

Votazione finale

I giudizi

soli_4
Perfetto


Alla grande


Merita


Niente male


Né infamia né lode


Anche no


Da dimenticare


Terrificante

ombrelli_4
Si salvi chi può

Di | 22 giugno 2018|6, Giudizio Universale antologia|

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