Piangere, almeno
(da “Derelitti e delle pene”)

>Piangere, almeno
(da “Derelitti e delle pene”)

Continua la pubblicazione di una serie di monologhi che ho tratto alcuni anni fa da incontri con i detenuti di circa venti carceri italiani. Questa è la storia di un uomo che spiega cosa diventano la sessualità e il rimpianto del femminile quando si è in carcere. E perché si piange sempre per le cose sbagliate.

Per leggere questo monologo

Un libro in tre parti, diverse ma complementari. La prima, la pena pensata, risponde alla domanda “perché punire” e si confronta con le ipocrisie sottese all’attuale sistema. La pena applicata, traccia una minuziosa storia della prigione in Italia, con il supporto di materiali d’archivio, e oscilla spesso tra il drammatico e il grottesco. L’ultima parte, la pena vissuta, è una collezione di brevi monologhi, raccolti dall’autore sulla base di colloqui effettuati nei più importanti istituti di pena del paese: più che resoconto una narrazione, condotta sul filo di una tensione linguistica che mira a restituire nello stile la frammentazione e l’isolamento delle voci ascoltate.

Di | 22 Novembre 2016|Derelitti e delle pene|

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