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Avete bisogno di soldi? Vediamo se l’algoritmo li scuce

Di | 7 Dicembre 2018|6, Web philosophy|

È vero che le banche preferiscono prestare soldi a chi già li ha, ma non si può negare che l’origine (anche se non la causa ultima) della crisi che ha cominciato a sprofondare l’economia è nata dalla spregiudicatezza e dall’avventatezza (altro…)

Scopri se sei un servo o una persona libera

Di | 16 Novembre 2018|10, Web philosophy|

La politica che riguarda tutti noi. Se avete la pazienza di leggere fino in fondo troverete un test da affrontare.

Da quando dicono che sono scomparse la destra e la sinistra c’è un dubbio che mi affligge (altro…)

Morti, vivi e spettri digitali

Di | 16 Novembre 2018|13, Web philosophy|

A margine del libro “La morte si fa social”

“La terra è dei vivi” proclamava diversi anni fa lo slogan pubblicitario di un ente della cremazione. Mi era impossibile reprimere il profondo malessere interiore che quella frase, volutamente a effetto, mi suscitava. Certo, intendeva sollevare il problema eminentemente pratico dell’intasamento dei cimiteri e, insomma, l’opportunità di togliersi dalle palle incenerendosi nel fuoco. Ma quel maramaldeggiare sul cadavere che permane debordava per forza in uno spregio più generale. (altro…)

Le parole crociate insegnano come resistere alla connessione

Di | 9 Novembre 2018|9, Web philosophy|

La rivoluzione digitale ha messo in crisi o mandato in soffitta una serie di strumenti analogici le cui funzioni sono divenute superflue oppure sono facilmente rese disponibili e concentrate su un unico dispositivo: mappe, agende, sveglie, macchine fotografiche, quotidiani, comuni telefoni e molto altro. (altro…)

Seminario di consapevolezza digitale

Di | 2 Novembre 2018|Web philosophy|

E’ come, per le generazioni precedenti, l’automobile. O la bistecca di manzo. Se ci sei nato tendi a darle per scontate e ti sfugge il senso critico su ciò che comportano. E se pure te lo spiegano, e ti convincono, dici: vabbè, la prossima volta.

 

Per i nativi digitali è lo stesso con lo smartphone e gli altri dispositivi. Ci sono nati, giustappunto. E vivono in una profonda inconsapevolezza di quel che comporta la loro fusione con quegli oggetti.

 

E’ analogo all’automobile e alla bistecca ma è più grave. Perché siamo al bivio di una trasformazione dell’umanità che, scegliendo una direzione piuttosto che un’altra, la renderebbe simile ai peggiori incubi delle distopie. Nelle mani dei ragazzi, sui quali i padroni del digitale contano per i propri progetti, è consegnata una responsabilità enorme. Ma quanto facciamo veramente per aiutarli ad assumerla?

 

Il seminario sulla consapevolezza digitale nasce per spiegare loro tre categorie di effetti che conseguono a un determinato uso del dispositivo: quelli legati all’economia, alla giustizia, all’eguaglianza, alla libertà; quelli che concernono le interazioni; quelli che si depositano in profondità nell’individuo.

 

Per spiegare, sì, ma per discuterne con loro, anche. Non è un indottrinamento. Al contrario vorrebbe essere una pur modestissima dose di vaccino contro le manipolazioni. Ed è un incontro. Un incontro vero, di quelli che certe forme di filtri digitali tendono a diradare.

 

C’è qualche dato, sì. Diverse informazioni. Ma soprattutto c’è l’indirizzo a forme di ragionamento critico non convenzionali.  

 

A pensarci bene mi piacerebbe, questo seminario, tenerlo anche per gli adulti. Però valeva la pena di cominciare dai ragazzi, dalla loro energia, dalla loro lealtà, non ancora compromesse dall’adultità.

 

Grazie al Liceo Gioberti di Torino che ha voluto accoglierlo per primo. Lì ho cominciato il 7 novembre. I ragazzi mi hanno dato una soddisfazione enorme. Spero un pochino anche io a loro.

Perché lo smartphone è un nostro antagonista

Di | 28 Settembre 2018|Articoli recenti 2, Web philosophy|

All’automobile potremmo imputare tanti difetti: mai però accusarla di averci condotto in una destinazione diversa da quella che volevamo, e nemmeno di avere insistito per imboccare l’uscita specifica di un cartello autostradale. (altro…)

La Igeneration: ritratto dei nati tra il 1995 e il 2012

Di | 13 Luglio 2018|Web philosophy|

Cosa distingue gli adolescenti nati tra il 1995 e il 2012 dalle generazioni che li hanno preceduti? Una cosa, specialmente: il modo in cui passano il tempo. Nella giornata, mediamente, due ore e un quarto a mandare messaggi con il cellulare, due ore su Internet, un’ora e mezza con qualche gioco elettronico e circa mezzora in video chat. L’idea di collocare l’impiego digitale del tempo al centro dell’identità più profonda di una generazione proviene dalla psicologa Jean M. Twenge (Iperconnessi, appena pubblicato da Einaudi), che ha (finalmente!) separato questi adolescenti dai Millennial, gratificandoli di un’etichetta differenziata (IGeneration), e ne ha catalogato otto presunti aspetti distintivi. (altro…)

Gli auguri di compleanno dopo le notifiche di Facebook

Di | 6 Luglio 2018|Web philosophy|

Oggi Facebook mi notifica che 14 amici compiono gli anni e si porta avanti segnalandomi quelli che festeggeranno nei giorni a venire. In pochi secondi posso mandare un messaggio a ciascuno e anche ingraziarmelo con l’emoticon di una torta. Con molti di questi amici non c’è stata occasione di far seguire messaggi al contatto iniziale. Qualcuno effettivamente lo conosco, qualcuno è un amico davvero. Ma ha senso rispondere allo “stimolo” della macchina e ubbidirle inoltrando le candeline o mandando un video appositamente creato dal social? (altro…)

Scriparlare

Di | 8 Giugno 2018|Web philosophy|

Dove va la lingua italiana con gli strumenti digitali? Una riflessione sociolinguistica (e social-linguistica)

Tra i linguisti, qualcuno lo chiama e-taliano, qualcuno italiano digitato, qualcuno italiano trasmesso. È l’italiano praticato sui social e negli sms, che personalmente ho in passato definito scriparlato. Il dato interessante, in effetti, è che più che una variante intermedia tra scritto e parlato si tratta di un parlare mediante lo scritto, accompagnato com’è da tutta una serie di prerogative tipiche dell’oralità. A partire, direi, dalla sua urgenza. (altro…)

Salute e tecnologia non a misura di donna

Di | 20 Aprile 2018|Web philosophy|

Per l’intera storia della medicina, a quanto pare, sono stati compiuti gli studi per i farmaci su cavie maschili per evitare che i cicli mestruali femminili confondessero i dati. (altro…)

Dal mondo all’infosfera: così è cambiato il nostro habitat

Di | 6 Aprile 2018|4, Web philosophy|

Siamo in auto ma non conosciamo la strada, così accendiamo il navigatore per raggiungere la meta. (altro…)

Occupy Silicon Valley

Di | 9 Febbraio 2018|Il futuro della democrazia, Web philosophy|

Nel maggio del 2017 la Bank of America aveva previsto che il prossimo grande sommovimento sociale, l’erede di “Occupy Wall Street” del 2011 sarebbe nato sotto le insegne di “Occupy Silicon Valley”, e anche abbastanza presto. (altro…)

Occupy Silicon Valley

Di | 9 Febbraio 2018|Il futuro della democrazia, Web philosophy|

  1. Nessuno può accumulare ricchezze pari al PIL di un continente.

  2. La mancanza di lealtà fiscale è del tutto inaccettabile quando i profitti sottratti, da soli, risolverebbero problemi vitali per la comunità.

  3. La tecnologia non può distruggere la dignità del lavoro né compromettere la futura struttura del mercato del lavoro senza che sia dimostrata una “copertura” del costo sociale.

  4. Vanno disincentivati e proibiti i monopoli, anche e specialmente nel campo delle nuove tecnologie.

  5. Non si possono rendere disponibili per gli adolescenti servizi e strumenti dei quali gli effetti non siano stati ancora testati scientificamente o siano stati determinati negativamente. (altro…)

Promuoviamo la realtà aumentata, purchè non conduca alla fake life

Di | 2 Febbraio 2018|Web philosophy|

Passa per la sorella sfigata della realtà virtuale e ha avuto il suo momento di gloria con la caccia ai Pokemon, che non ha risparmiato (e questo è un po’ meno glorioso) nemmeno la zona congiunta demilitarizzata tra le due Coree e neppure i forni crematori di Auschwitz. (altro…)

Perchè è bizzarro che Facebook chieda agli utenti se una notizia è falsa

Di | 26 Gennaio 2018|Web philosophy|

Supponiamo che, a causa delle fake news, tre o quattro persone si fossero buttate della finestra. Sarebbe a quel punto apparso del tutto ragionevole che Zuckenberg provasse a rimediare chiedendo l’aiuto degli utenti. Ragazzi, avrebbe detto, qui sul social ogni tanto girano notizie balorde, (altro…)

Diventeremo tutti incompetenti?

Di | 19 Gennaio 2018|Limite di velocità, Web philosophy|

L’angoscioso interrogativo sulla possibilità che l’intelligenza artificiale distrugga più posti di lavoro di quelli che si possono creare può essere espresso in varie forme. Una di queste è: le macchine diventeranno più competenti di noi? E’ un’ipotesi che appare plausibile già oggi, viste la superiori capacità di calcolo e di gestione informativa delle nuove tecnologie. Ma per rispondere seriamente è necessario domandarci cosa precisamente intendiamo per competenza. Partiamo dalla più semplice delle definizioni: la competenza è una specializzazione. (altro…)

Per predire il futuro basta predire il presente. I dilemmi morali di Black Mirror

Di | 12 Gennaio 2018|Limite di velocità, Web philosophy|

Gli scienziati che lavorano all’intelligenza artificiale si dichiarano ottimisti sul fatto che i robot saranno, un giorno, anche in grado di produrre empatia. Ma se davvero proveranno, o quanto meno, replicheranno emozioni, dovremo nei loro confronti comportarci secondo la stessa etica propria delle relazioni intraumane?Ad oggi la filosofia morale si pone in rapporto con le macchine considerandole esclusivamente come oggetti, per lo più interrogandosi su quanto sia lecito fare a noi, attraverso questi strumenti, e su quali codici debbano essere introdotti dentro robot messi in condizione di operare scelte dai riflessi morali: si comincia a dibattere di dove debba sterzare e come debba frenare l’automobile quando siano in gioco, alternativamente, la vita del conduttore e quella dei pedoni che attraversano la strada.

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Perchè non giova ai quotidiani imparentarsi con Facebook

Di | 8 Settembre 2017|Web philosophy|

Tu organizza la festa che io ci metto la casa. Può funzionare anche tra Facebook e i quotidiani? Zuckenberg si è convertito alla tesi della complementarità tra social e testate giornalistiche. Accusato, al pari di Google, di parassitismo per l’utilizzo di contenuti creati dai media tradizionali e alla corde per la difficoltosa gestione delle fake, FB ha già dal 2016 coniato i cosiddetti Instant Articles, cioè la pubblicazione degli articoli direttamente su FB, senza rimandare al sito di origine: veloci da caricare, ottimizzati nelle metriche di lettura, standardizzati nella visualizzazione, retribuiti da FB con una parte degli introiti pubblicitari. (altro…)

Facciamolo strano? Le bambole robot frigide e lo stupro virtuale

Di | 21 Luglio 2017|Web philosophy|

Quando approveranno il testamento biologico mi piacerebbe lasciare la seguente indicazione di volontà: “Abbattetemi immediatamente qualora sia entrato in uno stadio di morte cerebrale o anche nel caso che chieda di portarmi a letto una bambola-robot”. Però è una prospettiva personale, (altro…)

Perchè i robot non hanno il senso del ridicolo

Di | 7 Luglio 2017|Web philosophy|

Ci eravamo spersi io e mia moglie qualche settimana fa passeggiando in una campagna provenzale quando lei ha deciso di attivare il navigatore sullo smartphone, che in effetti ha rintracciato la strada del ritorno. Durante il tragitto intrapreso abbiamo commentato la presenza di un vitigno al nostro fianco.

Il navigatore, avendo intercettato quella frase, ha immediatamente suggerito come arrivare a un posto chiamato “Il Vitigno”, suggerendo il percorso e precisando che sarebbero occorsi sei giorni e qualche ora di cammino.Un consiglio evidentemente ridicolo, ad onta della sua precisione e concretezza. (altro…)