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Salute e tecnologia non a misura di donna

Di | 20 aprile 2018|Articoli recenti 3, Web philosophy|

Per l’intera storia della medicina, a quanto pare, sono stati compiuti gli studi per i farmaci su cavie maschili per evitare che i cicli mestruali femminili confondessero i dati. (altro…)

Dal mondo all’infosfera: così è cambiato il nostro habitat

Di | 6 aprile 2018|12, Web philosophy|

Siamo in auto ma non conosciamo la strada, così accendiamo il navigatore per raggiungere la meta. E’ uno degli infiniti esempi che dimostrano quanto la distinzione tra online e offline possa già intendersi superata (è ovvio in effetti che nell’esempio appena fatto stiamo sperimentando congiuntamente entrambe le modalità), sostituita da un’infinita connessione e dalla costante interazione con sistemi di informazione digitale. (altro…)

Occupy Silicon Valley

Di | 9 febbraio 2018|Il futuro della democrazia, Web philosophy|

Nel maggio del 2017 la Bank of America aveva previsto che il prossimo grande sommovimento sociale, l’erede di “Occupy Wall Street” del 2011 sarebbe nato sotto le insegne di “Occupy Silicon Valley”, e anche abbastanza presto. (altro…)

Occupy Silicon Valley

Di | 9 febbraio 2018|13, Il futuro della democrazia, Web philosophy|

  1. Nessuno può accumulare ricchezze pari al PIL di un continente.

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Promuoviamo la realtà aumentata, purchè non conduca alla fake life

Di | 2 febbraio 2018|Web philosophy|

Passa per la sorella sfigata della realtà virtuale e ha avuto il suo momento di gloria con la caccia ai Pokemon, che non ha risparmiato (e questo è un po’ meno glorioso) nemmeno la zona congiunta demilitarizzata tra le due Coree e neppure i forni crematori di Auschwitz. (altro…)

Perchè è bizzarro che Facebook chieda agli utenti se una notizia è falsa

Di | 26 gennaio 2018|Articoli recenti 3, Web philosophy|

Supponiamo che, a causa delle fake news, tre o quattro persone si fossero buttate della finestra. Sarebbe a quel punto apparso del tutto ragionevole che Zuckenberg provasse a rimediare chiedendo l’aiuto degli utenti. Ragazzi, avrebbe detto, qui sul social ogni tanto girano notizie balorde, (altro…)

Diventeremo tutti incompetenti?

Di | 19 gennaio 2018|Limite di velocità, Web philosophy|

L’angoscioso interrogativo sulla possibilità che l’intelligenza artificiale distrugga più posti di lavoro di quelli che si possono creare può essere espresso in varie forme. Una di queste è: le macchine diventeranno più competenti di noi? E’ un’ipotesi che appare plausibile già oggi, viste la superiori capacità di calcolo e di gestione informativa delle nuove tecnologie. Ma per rispondere seriamente è necessario domandarci cosa precisamente intendiamo per competenza. Partiamo dalla più semplice delle definizioni: la competenza è una specializzazione. (altro…)

Per predire il futuro basta predire il presente. I dilemmi morali di Black Mirror

Di | 12 gennaio 2018|Limite di velocità, Web philosophy|

Gli scienziati che lavorano all’intelligenza artificiale si dichiarano ottimisti sul fatto che i robot saranno, un giorno, anche in grado di produrre empatia. Ma se davvero proveranno, o quanto meno, replicheranno emozioni, dovremo nei loro confronti comportarci secondo la stessa etica propria delle relazioni intraumane?Ad oggi la filosofia morale si pone in rapporto con le macchine considerandole esclusivamente come oggetti, per lo più interrogandosi su quanto sia lecito fare a noi, attraverso questi strumenti, e su quali codici debbano essere introdotti dentro robot messi in condizione di operare scelte dai riflessi morali: si comincia a dibattere di dove debba sterzare e come debba frenare l’automobile quando siano in gioco, alternativamente, la vita del conduttore e quella dei pedoni che attraversano la strada.

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Perchè non giova ai quotidiani imparentarsi con Facebook

Di | 8 settembre 2017|Web philosophy|

Tu organizza la festa che io ci metto la casa. Può funzionare anche tra Facebook e i quotidiani? Zuckenberg si è convertito alla tesi della complementarità tra social e testate giornalistiche. Accusato, al pari di Google, di parassitismo per l’utilizzo di contenuti creati dai media tradizionali e alla corde per la difficoltosa gestione delle fake, FB ha già dal 2016 coniato i cosiddetti Instant Articles, cioè la pubblicazione degli articoli direttamente su FB, senza rimandare al sito di origine: veloci da caricare, ottimizzati nelle metriche di lettura, standardizzati nella visualizzazione, retribuiti da FB con una parte degli introiti pubblicitari. (altro…)

Facciamolo strano? Le bambole robot frigide e lo stupro virtuale

Di | 21 luglio 2017|Web philosophy|

Quando approveranno il testamento biologico mi piacerebbe lasciare la seguente indicazione di volontà: “Abbattetemi immediatamente qualora sia entrato in uno stadio di morte cerebrale o anche nel caso che chieda di portarmi a letto una bambola-robot”. Però è una prospettiva personale, (altro…)

Perchè i robot non hanno il senso del ridicolo

Di | 7 luglio 2017|Web philosophy|

Ci eravamo spersi io e mia moglie qualche settimana fa passeggiando in una campagna provenzale quando lei ha deciso di attivare il navigatore sullo smartphone, che in effetti ha rintracciato la strada del ritorno. Durante il tragitto intrapreso abbiamo commentato la presenza di un vitigno al nostro fianco.

Il navigatore, avendo intercettato quella frase, ha immediatamente suggerito come arrivare a un posto chiamato “Il Vitigno”, suggerendo il percorso e precisando che sarebbero occorsi sei giorni e qualche ora di cammino.Un consiglio evidentemente ridicolo, ad onta della sua precisione e concretezza. (altro…)

Scopri perchè il dispositivo digitale fa di te un problema

Di | 26 maggio 2017|Web philosophy|

Il grande successo dell’automobile trova una delle sue principali giustificazioni nel fatto che noi guardiamo le cose dal punto di vista della vettura. La posizione di guida nell’abitacolo, la dotazione di una serie di strumenti che rappresentano ognuno una protesi estensiva dei sensi e delle attitudini, la mediazione fisica dell’auto nella ricezione di alcuni  stimoli (altro…)

Frammenti di un discorso amoroso. La conversazione sentimentale 2.0

Di | 7 aprile 2017|Web philosophy|

La conversazione è un genere di intimità. Non serve solo ad avere più informazioni ma ad avere informazioni diverse.

Sherry Turkle.

 

Quello amoroso è un genere conversazionale a se stante. Intanto suddiviso in numerose sottocategorie: quello fra corteggiatori, innamorati, amanti in crisi, coppie abbandonate al piacere dell’abitudine. Inoltre, se le conversazioni in generale vedono di solito prevalere in alternativa l’elemento dell’informazione oppure quello del contatto (quando parliamo di cose inutili solo per mostrarci reciprocamente che stiamo parlando,e quindi creando o mantenendo una relazione), quasi tutte le conversazioni sentimentali viaggiano sulla lunghezza d’onda di un’informazione-contatto:

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Dall’intimità all’estimità? Gioie e patologie delle condivisioni in rete

Di | 24 marzo 2017|Web philosophy|

A cosa risponde l’impulso di postare contenuti personalissimi sui social media? Sarebbe opportuno controllarlo? Quale valore assume per se stessi?

Lo psichiatra francese Serge Tisseron ha coniato nel 2001 il termine “extimitè” che possiamo letteralmente tradurre in italiano come estimità. Il neologismo in realtà si deve a Lacan (con un significato diverso), è stato ripetutamente utilizzato da Bauman, (altro…)

 Piacere o essere: il sistema dei crediti sociali cinese. Lo vorreste anche in Italia?

Di | 24 febbraio 2017|Il futuro della democrazia, Limite di velocità, Web philosophy|

“Niente da fare signore, lei non può acquistare alcun biglietto aereo. Si è dimostrato già troppo scostumato in passato”. “Buongiorno signore, ho una notizia per lei. Il suo credito sociale è alto, e quindi suo figlio potrà essere ammesso all’università più esclusiva”. Apprezzereste un sistema sociale che prevedesse sanzioni e ricompense di questo tipo?In Cina esiste già, e il governo è al lavoro per perfezionarlo, con la collaborazione di Alibaba, il gigante dell’e-commerce e la sua mole gigantesca di dati ricavati dalle transazioni commerciali degli utenti. Possiamo scuotere la testa, commentare: “Ecco, Orwell, aveva ragione” e cavarcela così? E’ davvero una mostruosità di cui siamo agli antipodi? E’ effettivamente un risultato indesiderabile? (altro…)

Siri e gli assistenti vocali: come insegnare agli uomini a essere delle macchine efficienti

Di | 3 febbraio 2017|Web philosophy|

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Sembra che una parte degli utilizzatori di Siri, l’assistente vocale di Apple, (altro…)

Airbnb, Uber e il razzismo: perché le piattaforme, per loro natura, discriminano

Di | 20 gennaio 2017|10, Il futuro della democrazia, Web philosophy|

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Facciamo che vivi a Washington e ti chiami Washington. Chiedi che Uber ti mandi una macchina. E’ possibile che aspetti un bel po’ di tempo, il 35% in più di quello che si chiama White.Facciamo che ti chiami sempre Washington, e la tua è proprio una faccia da Washington, cioè maledettamente nera (come il 90% di quelli che si chiamano Washington).La esibisci sulla scheda cliente di Airbnb, da prassi, e vai incontro al 16% delle possibilità in più che la casa la danno a quello che si chiama White. (altro…)

Intervista al guru della rete Geert Lovink:
Socializzare Google e Facebook

Di | 29 dicembre 2016|Web philosophy|

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Geert Lovink è uno dei più importanti studiosi delle culture di rete. Olandese, è direttore dell’Institute of Network Cultures

Remo Bassetti:  Lo studio di Internet e dei social media sin qui non sembra decollare. Un vuoto sorprendente, se si pensa allo stadio che aveva raggiunto la teoria critica dei media. E’ anche lei di questa opinione?Forse è richiesta una interdisciplinarietà maggiore?
Geert Lovink: Mi vergogno per la mia incapacità di estendere l’argomento e gestirlo a livello, diciamo, di Naomi Klein.  Ciò che manca nel nostro contesto è un movimento sociale in cui la critica tecnologica possa prosperare (altro…)

Perché è nato il cyberspazio e perché governa le nostre vite

Di | 2 dicembre 2016|Web philosophy|

La tripla rivoluzione tecnologica, ovvero la combinazione di Internet, social network e smartphone, stravolge le abitudini sociali e le percezioni interiori con la stessa radicalità con cui l’avvento dell’automobile ridisegnò il paesaggio urbano. (altro…)