Ufficio visti

>Ufficio visti

Sol Lewitt

Di | 8 giugno 2018|13, Ufficio visti|

Capirci un cubo

Parafrasando la frase più famosa del Gattopardo (pronunciata non dal Principe di Salina ma da suo nipote Tancredi) ovvero “Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi” potremmo mettere in bocca a Sol LeWitt un aforisma come: se vogliamo che tutto cambi bisogna che quasi tutto rimanga com’è.Più esattamente LeWitt, il grande artista americano nato nel 1928 e morto nel 2007, affermò che “Più le cose cambiano più rimangono uguali, più rimangono uguali più significativo è il cambiamento”. È una delle più radicali e intriganti giustificazioni della ripetizione seriale propria del minimalismo (nel quale, pure, LeWitt non si riconobbe del tutto): la ricerca della piccola variazione rende compiutamente il significato dell’insieme. (altro…)

Mary Cassatt

Di | 18 maggio 2018|8, Ufficio visti|

I bambini in braccio alla madre sono, come soggetto, il lascito più significativo della pittrice americana Mary Cassatt, che il Musée Jacquemart André celebra a Parigi fino al 23 luglio. Perdurano su quelle raffigurazioni due discutibili stereotipi interpretativi: che scaturiscano dalle Madonne con bambino rinascimentali e che esprimano felicemente la psicologia dell’infanzia. (altro…)

Zhang Dali

Di | 13 aprile 2018|Ufficio visti|

E’ noto che i quadri degli impressionisti dischiudono le forme figurative da una certa distanza, mentre da vicino rivelano tutto il vigoroso illusionismo della pennellata e del colore. La serie “AK47” di Zhang Dali coinvolge lo spettatore in un’epifania assai più sconvolgente. (altro…)

Frank Horvat

Di | 6 aprile 2018|Ufficio visti|

Quante volte malediciamo le didascalie museali perché rendono inutilmente astruse le opere di una mostra? (altro…)

Lafayette Anticipation

Di | 16 marzo 2018|Ufficio visti|

I grandi ritardi nel lavori di ristrutturazione non riguardano solo le opere pubbliche o le angherie di un’impresa di costruzioni verso i piccoli committenti. Era prevista diversi mesi prima l’apertura del grande spazio che le Galleries Lafayette hanno allestito per la loro fondazione culturale a Parigi, Lafayette Anticipation, (altro…)

Cosa ha da dire l’arte della biennale sulla vita

Di | 26 ottobre 2017|Ufficio visti|

Qualunque sia il giudizio che si voglia dare sulla Biennale 2017, credo le si debba riconoscere il pregio di avere costruito un discorso organico e riconoscibile. Il titolo della ricca esposizione all’Arsenale (Viva Arte Viva) appariva potenzialmente risucchiato in un’enfasi totalizzante ad alto rischio di vacuità. Ma se lo riconduciamo a un basico: “Cosa ci dice l’arte oggi a proposito della vita?” troviamo una risposta che funziona. Beninteso, è la risposta della curatrice Christine Macel (o almeno è quella che io ho ritenuto di ricavare tra le possibili letture), attraverso le opere selezionate, e non per forza la risposta dell’arte contemporanea tutta: ma è una risposta affascinante.

Due premesse di contestualizzazione storica vanno probabilmente fatte: una è che la tradizionale concorrenza tra scienza e arte nel rendere visibile l’invisibile volge in questo momento nettamente a favore della scienza, che si spinge anzi non all’emersione ma alla soppressione dell’invisibile (il culmine di ciò è nella negazione della coscienza e nella riduzione dei processi mentali alle localizzazioni dinamiche che emergono dal neuroimaging). (altro…)

Liu Bolin

Di | 20 ottobre 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Le vie dell’arte sono infinite. Uno esprime onestamente la sua vocazione di scultore in Cina quando per ordine dell’autorità buttano giù tutto il quartiere, inclusa la bottega dello scultore. Nell’urbanizzazione selvaggia della Cina capita anche questo e allora che idea balzana viene allo scultore? Si fa dipingere del colore delle macerie, si mimetizza in mezzo a quelle e si fa fotografare come testimone di una simbolica protesta. (altro…)

I diari di Keith Haring

Di | 16 giugno 2017|Ufficio visti|

Dal diario di Keith Haring , 18 dicembre 1978: “Nei primi minuti in cui mi dedico a un lavoro  insisto a disegnare un bordo intorno all’area che sto per dipingere perché mi serve per familiarizzare con la scala del dipinto che mi accingo a fare.

Sto sperimentando fisicamente il perimetro di un certo spazio. Dopo che ho segnato un certo spazio, o creato un certo bordo, sono fisicamente consapevole dei miei limiti . Ho creato i miei confini e il mio spazio”. (altro…)

Quel fotografo che non fotografa ma rende visibile l’invisibile

Di | 9 giugno 2017|Ufficio visti|

La mostra imperdibile di Erik Kessels è un piccolo trattato di arte contemporanea

Stiamo fissando una foto, da qualche parte. Ne ammiriamo la perfezione, la luce, l’inquadratura. Questa è arte, ci viene voglia dire. Erik Kessels direbbe l’opposto: questo è il punto dove l’arte si dilegua.

Erik Kessels è un personaggio bizzarro, poliedrico, con una solida fama di pubblicitario e più genericamente di “creativo”. Da buon pubblicitario si è visto sfilare davanti migliaia di foto patinate, che la professionalità rendeva in qualche modo simili tra loro e fredde.

(altro…)

Cento anni dalla morte di Rodin: i disegni erotici

Di | 26 maggio 2017|Ufficio visti|

Si dice che nello studio di Rodin, ai primi del Novecento, ci fosse un via vai pazzesco e che le donne, vezzose aristocratiche come prosperose lavandaie, facessero praticamente la fila per posare nude al cospetto dell’artista. (altro…)

L’Institut du Monde Arabe

Di | 26 maggio 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Più aumentano gli episodi come quello di Manchester più quelli che ci aspetteremmo da miliardi di musulmani pacifici, ed in particolare da quelli che sono in Europa, è una scelta di campo quasi militante. E’ quel che fa da anni a Parigi l’Institut du Monde Arabe dimostrando che si può lavorare per l’integrazione e mobilitare contro la jihad senza che questo minimamente significhi svendere la propria anime e identità, che anzi l’Institut si attiva per valorizzare e far conoscere.Nella mostra “Tesori dell’Islam in Africa. Da Timbuctu a Zanzibar” è un sollievo persino osservare gli ipnotici video che mostrano un fervore canoro nelle cerimonie religiose privo di rancore, gioioso, quasi da gospel. (altro…)

Bruno Munari

Di | 5 maggio 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Ci sono diverse ragioni per considerare Bruno Munari una delle figure più eccentriche del Novecento italiano. Forse la migliore è quella improbabile coincidenza tra una scatenata fantasia visionaria e una rigorosa pedanteria progettistica. Una delle sue citazioni, affissa nella bellissimo mostra che gli dedica il Museo Ettore Fico a Torino, recita: “Creatività non vuol dire improvvisazione senza metodo: in questo modo si fa solo della confusione”. (altro…)

Museo Kampa

Di | 21 aprile 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Praga è impagabile. In quante città potete godere di un’architettura così splendidamente conservata? In quante vi fottono ancora sul cambio senza che venga la polizia a chiudere l’ufficio? (altro…)

Gao Bo

Di | 24 marzo 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Quando aveva 30 anni la madre si suicidò davanti a lui. Le sue ultime parole furono: “Figlio, sentiti libero di amare l’umanità, perché dell’odio mi sono fatta carico io”. Gao Bo ama l’umanità e, forse per questo ne vede soprattutto la fatica nel raggiungere le mete e la necessità di raggiungerle per sottrazione, come per i monaci buddisti o gli emigranti. (altro…)

Marina Abramovic

Di | 10 marzo 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Nelle varie occasioni in cui mi sono trovato di fronte dinanzi ai video sul dolore, fisico ed emotivo, di Marina Abramovic, ho sempre avvertito un fastidio da inautenticità, probabilmente perché mi sono perso le più significative performance dal vivo. E perché lo sforzo di spingere l’estremo sempre più in là provoca nello spettatore una crisi di rigetto: se lo scopo della Abramovic si arresti qui, sulla soglia del sensazionalismo, o aspiri a renderci più consapevoli non lo sapremo mai. (altro…)

Jannis Kounellis

Di | 20 febbraio 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Amava Masaccio e Caravaggio. “Mi danno idea di cosa sia il peso dell’arte. Il peso, sì. Il contrario del virtuale. Il virtuale è la novità che non porta a nessuna novità. Il peso polarizza lo spazio. E’ una qualità. Un’indicazione per voler riscoprire qualcosa di concreto”. Così rispondeva pochi mesi fa Janis Kounellis (scomparso il 16 febbraio) a un’intervista di Antonio Gnoli. L’artista, scomparso il 16 febbraio, ha offerto mille diverse fantasie materiche, pur secondo una certa linea di continuità. (altro…)

Mitoraj a Pompei

Di | 10 febbraio 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Qualsiasi cultore del rock nella mia generazione considera una pietra miliare il concerto “Pink Floyd a Pompei”. La sua onda lunga permane: nel 2016 l’Anfiteatro è tornato ad ospitare un concerto di David Gilmour, (altro…)

Jeong Mee Yon

Di | 3 febbraio 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

La rivista National Geographic ha dedicato il suo numero di gennaio al gender e lo ha fatto cin un piglio avvincente sotto il profilo delle immagini.

Una delle parti che mi ha colpito è il progetto “Pink and Blue Project” del’artista coreana Jeong Mee Yon, una singolare denuncia dell’influenza che la cultura popolare determina su bambini e genitori utilizzando come parametro l’uso del colore (blu o rosa per la distinzione di genere). (altro…)

Richar

Di | 27 gennaio 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Qualche mese fa a Santa Clara a Cuba mi sono capitate davanti le opere di questo disegnatore, tutte molto divertenti. La serie che ho fotografato concettualmente è perfida quanto candida. Semplicissima. Archetipica. Nulla più dei doppi e dell’Ombra che fanno il contrario di quanto accade nell’apparenza del reale. Eppure disorienta. Quale dei due è il vero? Ricardo Gerardo Reyes. In arte Richar. O forse: in ombra Richar. (altro…)

Roberta Basile

Di | 20 gennaio 2017|Ufficio visti|

Ufficio visti

Quando si fotografa Napoli (o la si racconta) è difficile allontanarsi dagli stereotipi. Si tende a cadere nell’oleografia oppure nello scandalismo, come se ci fosse un’irresistibile attrazione gravitazionale verso gli opposti.Poche cose zavorrano la città quanto l’eterna semplificazione del reale, nella quale finiscono per crogiolarsi i suoi personaggi, persino quelli negativi. (altro…)