Derelitti e delle pene

>Derelitti e delle pene

La sofferenza dell’uccello

Di | 7 dicembre 2017|10, Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Ho avuto in Venezuela abbastanza educazione per distinguere il bene dal male, mi sono fatto prendere dal bisogno, sono arrivato per la prima volta in Italia due anni fa come corriere della droga e sono finito subito in carcere, (altro…)

Sulla soglia

Di | 24 novembre 2017|Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

All’ingresso c’è scritto che è un carcere ma quest’istituto non saprei neppure se chiamarlo cosí. Magari sí, per esclusione. Le porte delle celle aperte tutto il giorno, e siamo sempre impegnati. Io poi adesso torno solo a dormire, ho cominciato a lavorare fuori.

 

C’è un tale via vai di educatori che noi siamo quasi la minoranza. Del resto siamo una cinquantina in tutto. Per chiedere di venirci devi essere già in galera, essere tossico e avere voglia di smettere. Sia la droga che la galera. (altro…)

Un volta ho minacciato sette coltellate e una pizza

Di | 27 ottobre 2017|9, Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Abbiamo passato un’estate infernale per il caldo, noi facciamo tre docce alla settimana, sono stato a parlare con l’ispettore per averne una in piú, lui ha detto no, non mi ha fatto andare dalla direttrice ma non mi sono potuto mettere contro l’ispettore, il resto ce lo facciamo noi in stanza, usiamo il bidone della spazzatura, (altro…)

Ho incontrato mio figlio in carcere

Di | 13 ottobre 2017|Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Stavolta aspetto pure io la fine del mese, come quelli che devono prendere lo stipendio, ma a me è meglio che lo stipendio, (altro…)

Il poeta che andò in permesso il giorno dei morti

Di | 6 ottobre 2017|Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Sei malato e ti accorgi di quanto sei impotente quando non sei padrone di andare in farmacia o ti misurano la febbre nel corridoio, la sieropositività l’ho scoperta addosso a San Vittore, era in atto un linciaggio sul sieropositivismo, una caccia alle streghe, li vedevi crepare in tv in modo orrendo, (altro…)

Su ciò che è relativo

Di | 22 settembre 2017|Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Mio padre è stato un vero comunista, ha lavorato tutta la vita, ora abiteremo tutti nella casa costruita con i soldi sporchi, se lo sapesse mi ammazzerebbe come metto piede in Albania, ma io qui dentro sto pagando il mio debito con la giustizia e mi sento a posto, mi piace guardare come sta venendo, mi spediscono le fotografie, mi contemplo ogni piastrella nuova, (altro…)

Sventolare le parole

Di | 28 luglio 2017|9, Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Bianco ti penso, rosso ti amo, nero sono incazzato, sventolo il fazzoletto, spero che mi guardi, se mi guardi mi rispondi, sventoli, non ci siamo visti, ma questo è l’unico modo per avere contatti con le donne, è una fortuna che il femminile sia di fronte, in sezione mi dicono sei fissato, ma intanto c’è gente che si è sposata dopo il panneggio, si chiama panneggio (altro…)

Le barche

Di | 21 luglio 2017|Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Ai divertimenti e all’adolescenza che mi sono perso in questi sei anni riesco a non pensare quando faccio le barche. Prima mi faccio una forma con i bloc-notes e le matite per i pali e gli alberi, ci metto tutti gli stecchini, poi faccio i nodi facendo entrare il lenzuolo, lo rompo e tiro tutti i fili, ho imparato qui da ragazzo, ero in cella con uno, mi ha detto la vuoi fare una barca, io non ero capace neanche di fare un disegno, lui diceva guardami che impari, e ora faccio barche di due metri, i compagni di cella non si lamentano, (altro…)

L’abbraccio

Di | 14 luglio 2017|9, Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Non avevo mai dormito con mio figlio, non lo avevo mai provato quel contatto, mi sembra strano, è come abbracciare un altro uomo e allora avevo riserbo ad abbracciarlo, dopo mezzora facevo finta di dormire ma pensavo ma scusa ma non me lo devo abbracciare a mio figlio, ho messo una mano attorno al collo e lui si è stretto, e ho pensato mi viene un altro infarto (altro…)

Il mondo non è piú come prima

Di | 30 giugno 2017|Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

La sofferenza in carcere, mah, forse è che se uno vede un film si emoziona, e se vede un cartone animato si commuove, che altro c’è, non ci sono carte, ping pong, svago, il massimo è il dadariello, che è la mollica di pane usata come un dado, perché i dadi veri non ci danno il permesso di tenerli, però c’è anche chi non lo tiene il dadariello, ogni giorno che passa è piú sofferenza e la cella è piú stretta, se vado in un altro carcere la sofferenza è finita, quattro ore di passeggio e la socialità, meglio pigliare la condanna e trasferirsi. (altro…)

Femmina

Di | 23 giugno 2017|Derelitti e delle pene|

Monologhi dal carcere

Se non ti dedichi a te stessa sei una larva, l’abitudine in carcere è di abbandonarsi, donne che non hanno denti, scendono in cortile in ciabatte, passano per i corridoi in pigiama, io entro dal lavoro all’una, faccio due ore e mezza di ginnastica, anche se qui se sei sensuale è un problema, non dico un vestito di Armani, essere femmina oltre che donna, non è permesso, ci sono problemi con le scarpe, niente tacchi, ma anche niente bidet, scaldiamo l’acqua con la bottiglia Uliveto, la sensualità disturba le detenute, gelosie, disturba gli agenti, vogliono la detenuta classica, con i tatuaggi, tagliuzzata, (altro…)

Il carcere della Camorra

Di | 16 giugno 2017|Derelitti e delle pene|

Da tempo nelle carceri meridionali si studiava il modo per evitare che i boss mafiosi potessero continuare a impartire ordini dalla cella. Con la camorra si andò oltre: i camorristi non si limitavano a conservare il potere che avevano fuori ma lo ampliavano e si servivano della prigione come luogo di reclutamento, in un certo senso ritornando alle origini, visto che le prime tracce dell’associazione risalgono alle prigioni borboniche.

(altro…)

In carcere la legge non aiuta a leggere

Di | 1 giugno 2017|Derelitti e delle pene|

Ci sono dibattiti molto seri che sembrano seguire l’onda delle mode, e ogni tanto spariscono dalle cronache, come i capi d’abbigliamento che hanno consumato la stagione. In questo spazio web che mette al centro dei suoi interessi la perorazione della causa della lettura, vale la pena di tornare a spendere due parole su una questione che da qualche mese è tornata nell’ombra. I detenuti sottoposti al regime differenziato dell’articolo 41 bis,

(altro…)

Monologo di un ufficiale di polizia penitenziaria

Di | 19 maggio 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Apri quella porta, cominciavo a sbatterci i pugni, e pensavo che se durava altri cinque minuti avrei potuto sfondare il muro,eppure alla claustrofobia dovevo essere vaccinato sin da piccolo, a quattordici anni scendevo con i miei fratelli dentro le cave di tufo, (altro…)

Il carcere e il salone-off

Di | 12 maggio 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Il negozio “Freedhome” in via Milano, a Torino, vende articoli fabbricati dai detenuti. Nei giorni del Salone del Libro è stato inserito nei circuiti del Salone-Off. Alle 18 dei giorni 18, 20 e 23 ci saranno sei incontri che prenderanno spunto da altrettanti libri e dialoghi con l’autore. (altro…)

Il carcere dopo la guerra. Terza puntata. I detenuti, gli scacchi e le carte napoletane

Di | 7 aprile 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Per raccontare venti anni di carcere in Italia basterebbe forse un’unica circolare, emanata nel 1950. Con essa si disciplinavano l’ascolto dei programmi radiofonici e í giochi cui i condannati possono combattere l’ozio.

La diffusione nelle celle del giornale radio delle 14 era consentita a condizione che i direttori «o i funzionari da essi delegati, al fine di conoscere preventivamente le notizie radio, ascoltino la trasmissione delle ore 13, (altro…)

Il carcere dopo la guerra. Seconda puntata

Di | 31 marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Nel caos che travolge le carceri nell’immediato dopoguerra, la prima preoccupazione del governo diventa quella di riprendere in mano la situazione. Così, le circolari tra il 1945 e il 1948, si soffermano sulla necessità di un ritorno alla disciplina e alla normalità e indugiano esclusivamente su indennità, vestiario e appalti. (altro…)

Il carcere dopo la guerra. Prima puntata

Di | 23 marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Le prigioni repubblicane. Il carcere della vergogna

 

Per fronteggiare l’emergenza degli italiani prigionieri di guerra in Italia, nel 1945 si allestirono, a fianco delle carceri ordinarie, delle prigioni supplementari, di solito consistenti in campi all’aperto. (altro…)

I detenuti politici durante il fascismo

Di | 17 marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

Per i «politici» la fase più angosciante era quella dell’arresto, l’unica nella quale la polizia talvolta ricorreva ai pestaggi e alle torture. Una volta presa la condanna, i «politici» erano guardati con una certa deferenza da quei custodi normalmente assai meno eruditi di loro e, per tacita convenzione, (altro…)

Niente baffi, parmigiano e foto di parenti. Cosi’ vivevano i detenuti alla fine dell’ottocento.

Di | 3 marzo 2017|Derelitti e delle pene|

Estratto (da “Derelitti e delle pene”)

La vita dei detenuti restava orba di gratificazioni oltre ogni ragionevolezza. I condannati potevano scrivere una lettera ogni tre mesi, quattro se ergastolani; non potevano leggere giornali politici e per i libri necessitava il permesso; non potevano recitare le preghiere ad alta voce; non potevano giacere vestiti sul letto ma neppure rimanere spogliati durante il giorno; non potevano comunicare tra loro; dovevano obbedienza assoluta ai superiori. (altro…)