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Ius soli, demagogie e diritto di voto. E se la cittadinanza fosse a punti?

Di | 23 giugno 2017|5, Il futuro della democrazia|

Metti che a tua moglie si rompono le acque durante una crociera, a dodici miglia dalla costa degli Stati Uniti. Beh, capace che il pargolo viene fuori dalla pancia e dice: “How are you?”. Perché di diritto è cittadino americano. Non dico che sia un buon modello, però è interessante da sapere. E’ tipico degli stati imperialistici largheggiare nella cittadinanza: Caracalla, nel 212, estese la cittadinanza romana a tutti gli abitanti delle popolazioni conquistate. Quando invece la cittadinanza diventa questione spinosa, significa che c’è una chiusura etnica oppure una situazione economica collassata. (altro…)

Quel fotografo che non fotografa ma rende visibile l’invisibile

Di | 9 giugno 2017|5, Ufficio visti|

La mostra imperdibile di Erik Kessels è un piccolo trattato di arte contemporanea

Stiamo fissando una foto, da qualche parte. Ne ammiriamo la perfezione, la luce, l’inquadratura. Questa è arte, ci viene voglia dire. Erik Kessels direbbe l’opposto: questo è il punto dove l’arte si dilegua.

Erik Kessels è un personaggio bizzarro, poliedrico, con una solida fama di pubblicitario e più genericamente di “creativo”. Da buon pubblicitario si è visto sfilare davanti migliaia di foto patinate, che la professionalità rendeva in qualche modo simili tra loro e fredde.

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Le ragioni di un romanzo che parte dal web

Di | 1 giugno 2017|5, Istruzioni per non morire|

Crowdreading e un esperimento letterario

Perché, dopo avere scritto libri per diversi e rilevanti editori, pubblico questo romanzo gratuitamente in rete, per di più con una formula a puntate, che mi piace definire e-feuilleton?

Qualsiasi intellettuale che voglia scommettere sul futuro della nostra civiltà deve avere in questo momento un obiettivo prioritario: spingere alla lettura gli internauti, andandoli a stanare nei loro spazi. Se poi si riesce a convogliare sugli stessi testi in rete gli abituali lettori cartacei, si compie il prodigio di mettere in contatto due mondi che rischiano ormai una grave incomunicabilità.Personalmente, e nel mio piccolo, ci sto provando con il wrog, e ora ci provo con un romanzo che un po’ mischia canoni e registri (con una prevalenza del grottesco) ma ha una struttura formale classica e lineare. (altro…)

Sarebbe giusto autorizzare il doping? Quale lezione lo sport offre alla vita

Di | 5 maggio 2017|5, Limite di velocità, Storia e storie dello sport in Italia|

“C’era Ruffoni. C’era Pirazzi”. Sembra di tornare indietro di 40 anni, alla trasmissione radiofonica “Alto Gradimento”, quando un personaggio ipocondriaco interpretato da Giorgio Bracardi diceva: “C’erano Ruttoni, Tarantolazzi, Gospedale… “. Ruffoni e Pirazzi invece esistono davvero, e sono due atleti che dimostrano quanto il ciclismo sia sempre uno sport di grandi imprese: la loro è consistita nel farsi buttare fuori dal Giro d’Italia per doping ancora prima della partenza.

Insomma la Russia e il ciclismo rimangono i malati incorreggibili della terribile pratica. Ma, per quanto  siano aumentati e scientificamente progrediti i controlli, tutti sappiamo che il fenomeno è tuttora assai più esteso di quanto emerga. E così, in casi come questo, diventa d’obbligo domandarsi: ma visto che insistono, avranno mica ragione loro? Non sarà il caso di riconsiderare la questione del divieto? Qualche mese fa persino sulle colonne di Le Monde si poteva leggere la proposta di istituire competizioni fra atleti liberi di iniettarsi l’inverosimile, purchè con trasparenza e in tornei separati. (altro…)