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Come ripensare la proprietà e il concetto di bene comune

Di | 18 maggio 2018|5, Cosa resta della democrazia|

Uno dei testi sacri cui gli ultraliberisti si ispirano per teorizzare la necessità della privatizzazioni è il breve e denso saggio del biologo Garrett Hardin, intitolato “La tragedia dei beni comuni”: in esso si considerava l’utilizzo comune e libero a tutti di beni esistenti in numero finito come prodromico alla loro distruzione. Se il pascolo è aperto a chiunque, spiegava Hardin, colui che ci aggiunge una pecora riceve l’intero profitto della vendita e ci rimette solo una quota del danno provocato dal sovraccarico ovino, quindi tende allo sfruttamento intensivo della situazione.Se quelli che lo citano lo avessero anche letto saprebbero che, quali soluzioni, Hardin metteva sullo stesso piano la proprietà privata e quella statale, a condizione che quest’ultima introducesse una regolamentazione sull’accesso (poi se la prendeva con la previdenza sociale e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma questo è un altro discorso). (altro…)

Quattro falle del capitalismo moderno che conducono alla rovina (oppure…)

Di | 28 aprile 2017|5, Limite di velocità|

L’economia ci dà ottime ragioni di essere preoccupati per il futuro. Di alcuni nodi si può pensare che appartengano a un ciclo negativo al quale potrebbe seguire un ciclo favorevole, come è stato in passato. Alcuni sono il frutto di scelte, reversibili e ripensabili (comincia, per esempio, ad accadere con la delocalizzazione degli impianti). (altro…)