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Stretti e contraddetti

Di | 14 dicembre 2017|3, Stretti e contraddetti|

Geoff Dyer è un autore versatile che, come si può leggere, ha scritto fra l’altro di fotografia senza essere fotografo e di essere musica senza essere musicista. In particolare si è cimentato con i grandi personaggi della musica jazz. Qualche giorno fa intervistato da Le Monde, (altro…)

Cosa ha da dire l’arte della biennale sulla vita

Di | 26 ottobre 2017|3, Ufficio visti|

Qualunque sia il giudizio che si voglia dare sulla Biennale 2017, credo le si debba riconoscere il pregio di avere costruito un discorso organico e riconoscibile. Il titolo della ricca esposizione all’Arsenale (Viva Arte Viva) appariva potenzialmente risucchiato in un’enfasi totalizzante ad alto rischio di vacuità. Ma se lo riconduciamo a un basico: “Cosa ci dice l’arte oggi a proposito della vita?” troviamo una risposta che funziona. Beninteso, è la risposta della curatrice Christine Macel (o almeno è quella che io ho ritenuto di ricavare tra le possibili letture), attraverso le opere selezionate, e non per forza la risposta dell’arte contemporanea tutta: ma è una risposta affascinante.

Due premesse di contestualizzazione storica vanno probabilmente fatte: una è che la tradizionale concorrenza tra scienza e arte nel rendere visibile l’invisibile volge in questo momento nettamente a favore della scienza, che si spinge anzi non all’emersione ma alla soppressione dell’invisibile (il culmine di ciò è nella negazione della coscienza e nella riduzione dei processi mentali alle localizzazioni dinamiche che emergono dal neuroimaging). (altro…)

Kevin Spacey e gli impresentabili

Di | 16 settembre 2017|12, 3, Fuori strada|

Capita da sempre che una compagnia teatrale debba sostituire un attore durante una tournée o un regista interrompere il rapporto con un interprete a film iniziato, ma sono circostanze che non si presentano agli spettatori. Diverso il caso in cui una serie a puntate debba affrontare in corso d’opera (letteralmente) un cambiamento di questo tipo. E’ un problema in cui sono incappate le soap opera e le telenovele: quel loro tirare in lungo, idealmente per l’eternità, rendeva inevitabile che circostanze critiche degli attori si riflettessero sui protagonisti. Si trattava di questioni legate alla morte, alla salute, al limite a divergenze sulla revisione del contratto. Sulla fiction gravava dunque l’onere di comprendere tra le variabili della trama non solo l’estro dello sceneggiatore o le richieste dell’audience ma anche gli aggiustamenti necessari per dare conto della scomparsa di un volto, risolta con partenze impreviste o più agevolmente con decessi. (altro…)

Mussolini «primo sportivo d’Italia»

Di | 31 marzo 2017|3, Storia e storie dello sport in Italia|

Che Mussolini dovesse sostenere la campagna di valorizzazione dello sport è più che comprensibile, e pertanto appare normale che egli comparisse, pur talvolta annoiandosi, in occasione delle grandi manifestazioni sportive e delle partite di calcio,alle quali aveva anche l’encomiabile abitudine di pagare il biglietto. Diventava semmai grottesco fare di lui il deus ex machina che consentiva, con il solo aleggiare del suo spirito, (altro…)