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Recensione del film “A quiet passion”

Di | 13 luglio 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

“Questa è la mia lettera al mondo che non ha mai  scritto a me”. Comincia con questi versi, forse i più conosciuti di Emily Dickinson, il gioco del continuo affaccio testuale fuori campo sulle scene del film “A Quiet Passion”. E nel giudicare l’opera, da subito si pone l’obbligo critico di non regalare al regista Terence Davies meriti ascrivibili esclusivamente alla grandissima poetessa americana e alla capacità della sua opera, solo apparentemente semplice, di suscitare brividi in chi l’ascolta recitata. Se infatti è vero che il biopic su un personaggio (altro…)

Recensione del film “Everybody knows”

Di | 18 maggio 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Film e buoi dei paesi tuoi. Il grande regista iraniano Asghar Fahradi aveva già diretto un film in territorio e lingua non iraniana, e precisamente “Il passato” in francese. Ma con “Todos lo sabes” (“Everybody knows” e poi vedremo quale sarà il titolo all’uscita in Italia), che ha inaugurato la scorsa settimana il Festival di Cannes, (altro…)

Recensione del film “Cosa dirà la gente”

Di | 11 maggio 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Non ci sono alternative per la comunità pakistana in Norvegia (e forse in Europa, e forse per i pakistani tutti): o intraprendono una class action verso la regista Iram Haq oppure le loro frange più sensibili prendono spunto da questo film per avviare un serio percorso di ripensamento sull’auto-integrazione. L’aspetto più disturbante di questo schiaffo in faccia che è “Cosa dirà la gente” è la sensazione di assistere a una messa in scena razzista verso un gruppo etnico.

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Recensione del film “Tonya”

Di | 4 maggio 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Nel 1994 si perpetrò la più flagrante violazione del precetto decoubertiniano, l’importante è partecipare, capovolto in un pragmatico l’importante è non far partecipare l’avversaria: la pattinatrice Kenny Corrigan, favorita per i campionati statunitensi di pattinaggio sul ghiaccio, venne azzoppata da una sprangata sulle ginocchia. La responsabilità fu fatta risalire alla rivale Tonya Harding: più precisamente venne acclarato che il mandante indiretto fosse il suo ex marito, Jeff Gillooly, con il quale lei intratteneva un patologico rapporto di prendi e molla, e il mandante diretto un obeso psicopatico mitomane, amico del marito (della serie: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei). (altro…)

Recensione del film “Il filo nascosto”

Di | 16 marzo 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

E’ un specie di matrioska del perfezionismo maniacale quella in cui P.T. Anderson, acclamato oggi con Malick quale regista di maggior rigore formale, (altro…)