2

Le cose che verranno

Di | 28 aprile 2017|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Recensione del film

“Quale scopo volevi ottenere?” è una domanda che mi piacerebbe porre a Mia Hansen-Love, trenataseienne regista di “Le cose che verranno”. Rispondesse: : “Vincere l’Orso d’Oro per la regia” mi zittirebbe, visto che l’ha effettivamente vinto. Ma distaccandosi da questi aspetti materiali secondo me si sarebbe trovata in difficoltà, e non solo perché è sua abitudine nelle interviste, come nei film, restituire un’immagine rarefatta dei suoi obiettivi (cose tipo: cogliere l’invisibile, l’impalpabile, l’inessenziale). (altro…)

La vendetta di un uomo tranquillo

Di | 5 aprile 2017|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Recensione

La vendetta rappresenta un elemento essenziale della storia cinematografica e i film di vendetta un vero e proprio genere con una costruzione piuttosto costante, che parte dalla situazione in cui un personaggio è vittima (lui, o persone a lui care) e che si evolve verso la resa dei conti.Lo spettatore è invitato all’immedesimazione e il suo peso emotivo principale si risolve nel tifare per l’eroe.

La vendetta di un uomo tranquillo altera notevolmente questi canoni perché manca la prima fase. Di cosa ci sia da vendicarsi lo apprendiamo gradualmente, e non abbiamo il tempo di identificarci con la vittima (altro…)

Video-recensione del libro Scherzetto di Domenico Starnone

Di | 2 marzo 2017|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Il nuovo Giudizio Universale

Nonno, nipote, storie di fantasmi. (altro…)

Un re allo sbando

Di | 15 febbraio 2017|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Recensione del film

Una prima avvertenza: se avete la possibilità di vedere questo film in lingua originale (con relativi sottotitoli in italiano) non esitate un attimo. Si tratterebbe più precisamente di un film in lingue originali, e l’apprezzamento di questo dettaglio è il degno coronamento- ideologico,estetico, funzionale- di quanto Un re allo sbando vuole trasmettere. Vediamo perché.

Il re del Belgio, un immaginario Nicolas III (altro…)

Rochelle Goldberg

Di | 15 dicembre 2016|2, Ufficio visti|

Ufficio visti

In attesa di sapere se davvero la specie è indirizzata verso la metamorfosi del post-umano (segnalo sul tema il recente libro della filosofa Rosi Braidotti, uscito per Derive e Approdi) l’artista canadese Rochelle Goldbergpropone un assaggio di quel che potrebbe essere il post-vivente.

La sua prima mostra italiana consiste in un’unica installazione composta da una soffice moquette marrone su duecento metri di superficie popolata da creature animali ibride, tuttora in mutamento, in un habitat arido, poroso, desertico e imploso. (altro…)