Remo Bassetti

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La libertà è una relazione

Di | 2 Luglio 2020|Open space|

Recensione del film “L’ospite”

Di | 2 Luglio 2020|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

In streaming su Sky

Un garbato e amaro ritratto generazionale sui 35-40enni (altro…)

Il confine di Don Winslow

Di | 2 Luglio 2020|Libri consigliati|

Si tratta del terzo e ultimo volume della ventennale saga sul narcotraffico messicano scritta da Don Winslow. (altro…)

Di | 2 Luglio 2020|Twitoli|

Di | 2 Luglio 2020|1, Stretti e contraddetti|

La storia torna sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come ondata. Non ricordo se l’abbia detto Marx o L’OMS.

Quattro alternative per il mondo Post-Covid

Di | 1 Luglio 2020|13, Limite di velocità|

Sin da quando la pandemia ha rivelato tutta la sua gravità il mondo si è diviso in due categorie: il riparazionismo, ovvero la schiera di sostenitori della necessità di misure eccezionali che mettano il mondo in condizione di ripristinare le sue dinamiche precedenti; e il palingenetismo, ossia il partito di coloro che tali dinamiche vedono sepolte  e ne ricavano una chance di rigenerazione per l’individuo e la società. (altro…)

Volontariato per salvare la scuola

Di | 1 Luglio 2020|8, Articoli recenti 2, Limite di velocità|

Sotto certi profili è ripugnante che, nella crisi generata dal Covid, le scuole riaprano dopo tutto il resto: ci sono mille ragioni per cui ci dovrebbero premere più di ogni altra cosa. (altro…)

Da “Avere o essere” di Erich Fromm

Di | 19 Giugno 2020|Open space|

Libri usati

O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

La modalità dell’essere ha, come prerequisiti, l’indipendenza, la libertà e la presenza della ragione critica. La sua caratteristica fondamentale consiste nell’essere attivo, che non va inteso nel senso di un’attività esterna, nell’essere indaffarati, ma di attività interna, di uso produttivo dei nostri poteri umani. Essere attivi significa dare espressione alle proprie facoltà e talenti, alla molteplicità di doti che ogni essere umano possiede, sia pure in vario grado. Significa rinnovarsi, crescere, espandersi, amare, trascendere il carcere del proprio io isolato, essere interessato, prestare attenzione, dare. Nessuna di queste esperienze, però, può essere compiutamente espressa in parole, essendo queste recipienti colmi di un’esperienza che ne trabocca. Le parole designano un’esperienza, ma non sono l’esperienza. Nel momento in cui mi trovo a esprimere ciò che ho esperimentato esclusivamente in pensieri e parole, l’esperienza stessa va in fumo: si prosciuga, è morta e divenuta mera idea. Ne consegue che l’essere è indescrivibile in parole ed è comunicabile soltanto a patto che la mia esperienza venga condivisa. Nella struttura dell’avere, la morta parola regna sovrana; nella struttura dell’essere, il dominio spetta all’esperienza viva e inesprimibile.

Solo nella misura in cui noi limitiamo la modalità dell’avere, vale a dire nel non essere (cioè quella che consiste nel cercare sicurezza e identità aggrappandoci a quanto abbiamo, standogli seduti sopra, avvinghiandosi al nostro io, ai nostri possessi), la modalità dell’essere può emergere. Essere significa rinunziare al proprio egocentrismo ed egoismo, rendersi vuoti e poveri. Per la maggior parte di noi tuttavia, rinunziare all’atteggiamento dell’avere risulta troppo difficile, e ogni tentativo in questo senso ha per effetto di determinare l’insorgere di uno stato di intensa ansia, la sensazione di far gettito della sicurezza, di essere scagliati nell’oceano senza saper nuotare. Chi si trova in questa condizione ignora che, una volta gettata via la stampella della proprietà, può finalmente cominciare a servirsi delle sue proprie forze, a camminare con le sue gambe. A trattenerlo è l’illusione che non è in grado di camminare da solo, la paura di crollare qualora non sia più sostenuto dalle cose che possiede.

Recensione del film “I miserabili”

Di | 19 Giugno 2020|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Nei pochi cinema riaperti e su tutte le piattaforme digitali

Un titolo così impegnativo, che richiama il grande romanzo di Hugo (altro…)

Di | 19 Giugno 2020|1, Stretti e contraddetti|

I presidenti degli Stati Uniti hanno avuto, ciascuno, molti difetti, ma è sempre venuto un momento della storia in cui, anche se ne erano a corto, hanno dovuto farsi venire la qualità dell’empatia. Questo impressiona di Trump, (altro…)

Ufficio visti: Vietnam

Di | 19 Giugno 2020|12, Ufficio visti|

Tra poco buona parte del mondo riaprirà la sue frontiere. Intanto… (altro…)

Quichotte di Salman Rushdie

Di | 17 Giugno 2020|Libri consigliati|

Se ci fosse una morale da riassumere (altro…)

I misurabili (ovvero: la pandemia dei dati)

Di | 17 Giugno 2020|Limite di velocità, Web philosophy|

Il Covid e i limiti del data-driven (altro…)

Le statue unite

Di | 17 Giugno 2020|11, Limite di velocità|

“Ci vediamo dove c’è la statua”. “Quale statua?”. Un simile scambio potrebbe certo avvenire in una di quelle città nel mondo dove la statua non è più al suo posto, abbattuta dai dimostranti che, in questi giorni, hanno deciso di far scontare all’effige le malefatte ascrivibili al soggetto raffigurato. (altro…)

Da “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman

Di | 5 Giugno 2020|Open space|

Libri usati

O che si dovrebbero usare. Brevi passi da sottolineare, a volte da percorrere.

Un esperimento condotto ad Harvard è il classico esempio di framing emozionale. Ai medici che parteciparono all’esperimento furono forniti dati statistici relativi agli effetti di due terapie – chirurgica e radioterapica – sul carcinoma del polmone. I tassi di sopravvivenza a cinque anni favorivano chiaramente la chirurgia, ma a breve termine la chirurgia era più rischiosa della radioterapia. Metà dei soggetti lessero i dati sui tassi di sopravvivenza, mentre gli altri ricevettero le stesse informazioni sotto forma di tasso di mortalità. Le due descrizioni dei risultati a breve termine della chirurgia erano:

Il tasso di sopravvivenza a un mese è del 90%.

Nel primo mese di registra un tasso di mortalità del 10%.

Immaginerai già i risultati: la chirurgia era molto più popolare nella prima formulazione (l’84% dei medici la scelse) che nella seconda (dove il 50 % preferiva la radioterapia). L’equivalenza logica delle due descrizioni è evidentissima e un decisore legato alla realtà farebbe la stessa scelta indipendentemente dallo loro formulazione. Ma sappiamo che il sistema 1 (nota mia: Kahneman chiama sistema 1 il processo di decisione intuitivo, impulsivo, associativo, automatico, inconscio, veloce ed economico, contrapposto al sistema 2, consapevole, deliberativo, lento, riflessivo) non è quasi mai indifferente alle parole emozionali: “mortalità” è un termine negativo, “sopravvivenza” è un termine positivo; “90% di sopravvivenza” suona incoraggiante, mentre “10% di mortalità” fa paura. Un altro importante dato portato alla luce dalle indagine è che i medici erano altrettanto soggetti all’effetto framing delle persone profane in campo medico. Evidentemente avere alle spalle studi di medicina non difende dal potere del framing.

In un’altra esperienza fu tenuto un discorso a un gruppo di funzionari della sanità pubblica, le persone che prendono decisioni in merito ai vaccini e ad altri programmi. Venne sottoposto loro il problema della malattia asiatica: metà dei funzionari videro la versione “vite salvate”, l’altra metà la versione “vite perse”. Come gli altri, quei dirigenti risultarono soggetti a effetto framing. Preoccupa che funzionari incaricati di prendere decisioni capaci di incidere sulla salute di tutti si facciano sviare da simili, banali manipolazioni, ma dobbiamo abituarci all’idea che anche le decisioni importanti siano influenzate, se non addirittura governate, dal sistema 1.

Di | 5 Giugno 2020|Twitoli|

Contante saluti? Una petizione per abolire il denaro sporco.

Di | 5 Giugno 2020|Articoli recenti 3, Limite di velocità|

Quante scene spiacevoli ci sarebbero state risparmiate. Alfredo non avrebbe tirato i soldi in faccia a Violetta, ne La Traviata. (altro…)

La strada in salita dell’app immuni e del contact tracing

Di | 5 Giugno 2020|Limite di velocità|

Per molte persone una nuova app gratuita da scaricare è una tentazione irresistibile: astenersi sarebbe come non servirsi al tavolo del buffet dell’albergo, o rifiutare i campioncini in profumeria. Roba da rigirarsi nel letto intere notti per il pentimento. (altro…)

Di | 5 Giugno 2020|1, Stretti e contraddetti|

In Italia tutto accenna a tornare alla normalità, ad eccezione delle biblioteche, quasi compattamente ancora chiuse, specialmente quelle civiche e universitarie. (altro…)

Il bambino scomparso di Roberto Andò

Di | 5 Giugno 2020|Libri consigliati|

Qui bisogna per forza cominciare dalla trama. A Napoli due bambini camorristi scippano per errore la mamma di un boss che, per la caduta, finisce in coma all’ospedale. (altro…)