Remo Bassetti

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Recensione del film “In guerra”

Di | 29 Novembre 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

A chi già vent’anni fa era convinto che la classe operaia non esistesse più il film “In guerra”, più che preistoria, parrà fantascienza. (altro…)

Di | 28 Novembre 2018|Twitoli|

Funicolare di Napoli

Di | 16 Novembre 2018|Ufficio visti|

Di solito in questa sezione mi occupo di opere d’arte, ma come escludere che questo cartello sia un’installazione di Cattelan nella funicolare di Napoli, luogo in cui l’ho scattata? (altro…)

Recensione del film “La donna dello scrittore”

Di | 16 Novembre 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Inquadratura: al tavolo di un bistrot un uomo è seduto da solo davanti a un bicchiere di vino rosso. Parte la voce narrante: “Era seduto al tavolo da solo davanti a un bicchiere di vino. Rosso”. (altro…)

Scopri se sei un servo o una persona libera

Di | 16 Novembre 2018|10, Web philosophy|

La politica che riguarda tutti noi. Se avete la pazienza di leggere fino in fondo troverete un test da affrontare.

Da quando dicono che sono scomparse la destra e la sinistra c’è un dubbio che mi affligge (altro…)

Morti, vivi e spettri digitali

Di | 16 Novembre 2018|13, Web philosophy|

A margine del libro “La morte si fa social”

“La terra è dei vivi” proclamava diversi anni fa lo slogan pubblicitario di un ente della cremazione. Mi era impossibile reprimere il profondo malessere interiore che quella frase, volutamente a effetto, mi suscitava. Certo, intendeva sollevare il problema eminentemente pratico dell’intasamento dei cimiteri e, insomma, l’opportunità di togliersi dalle palle incenerendosi nel fuoco. Ma quel maramaldeggiare sul cadavere che permane debordava per forza in uno spregio più generale. (altro…)

A cosa serve la filosofia

Di | 16 Novembre 2018|Open space|

Formatosi parallelamente in musica e filosofia, Pietro Gori ha intrapreso un percorso di ricerca dedicato allo studio del pensiero europeo moderno e contemporaneo, concentrandosi in particolare su figure cardine della cultura tardo-ottocentesca quali Friedrich Nietzsche, Ernst Mach e William James. Le sue peregrinazioni accademiche lo hanno portato da Padova a Napoli, per poi condurlo, dopo un breve ma significativo passaggio per Konstanz, fino alle sponde atlantiche del continente europeo. Attualmente vive e svolge la propria attività di ricerca e didattica a Lisbona, presso l’Istituto di Filosofia dell’Universidade Nova.

Stretti e contraddetti

Di | 16 Novembre 2018|1, Stretti e contraddetti|

In quest’anno di suscettibilità sessista mi sembra si sia lasciata passare con troppa levità l’infelice etichetta di “madamin”, affibbiata inizialmente alla sette promotrici del comitato che ha organizzato la manifestazione SI TAV a Torino. (altro…)

Lo spirito del dono di Jacques Godbout

Di | 9 Novembre 2018|Libri consigliati|

Il regalo socialmente più importante dei giorni nostri è quello che le grandi aziende tecnologiche (altro…)

Le parole crociate insegnano come resistere alla connessione

Di | 9 Novembre 2018|9, Web philosophy|

La rivoluzione digitale ha messo in crisi o mandato in soffitta una serie di strumenti analogici le cui funzioni sono divenute superflue oppure sono facilmente rese disponibili e concentrate su un unico dispositivo: mappe, agende, sveglie, macchine fotografiche, quotidiani, comuni telefoni e molto altro. (altro…)

Quattro poesie di Husayn Bin Hazmah

Di | 9 Novembre 2018|11, Sulla scrittura|

(mia traduzione)

Pioggia

Non ho potuto

vederti oggi

ma non sono triste… (altro…)

Zao Wou Ki

Di | 9 Novembre 2018|4, Ufficio visti|

Chi ama la pittura astratta avrà probabilmente vissuto uno dei momenti di emozione più viva abbandonandosi alla contemplazione trasognata dei dipinti rossi di Mark Rothko nella sala dedicatagli nella Tate Modern. Una rara occasione di ricadere in quella trascendenza estatica è la mostra che il Museo di Arte Moderna di Parigi dedica a Zao-Wou-Ki, (altro…)

Stretti e contraddetti

Di | 9 Novembre 2018|1, Stretti e contraddetti|

Il capovolgimento politico del Brasile, passato in pochi anni dal leader più di sinistra nel mondo a quello più selvaggiamente reazionario, ricorda la campagna emiliana degli anni venti, (altro…)

A cosa serve la filosofia

Di | 9 Novembre 2018|Open space|

Paolo Stellino già in tenera età ha iniziato ad assillare i proprio genitori con questioni sul senso dell’esistenza, rivelando così una vocazione precoce per la filosofia. Dopo essersi laureato a Bologna, ha iniziato a specializzarsi all’estero. Ha vissuto in Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e Portogallo. Si auto-definisce, dunque, a giusto titolo, come un “buon europeo”, secondo un’espressione coniata da Nietzsche. È attualmente ricercatore presso l’Istituto di Filosofia IFILNOVA (Universidade Nova de Lisboa) e si occupa in particolare di Filosofia del cinema. Continua a cercare il senso dell’esistenza, non avendolo – da buon filosofo – ancora trovato.

Recensione del film “Il verdetto”

Di | 9 Novembre 2018|2, Il Nuovo Giudizio Universale|

Quale garanzia migliore, teoricamente, potrebbe esserci per assicurare che un film tenga rispetto al libro dal quale è tratto? Lo scrittore assume egli stesso la sceneggiatura, e per giunta è uno dei massimi narratori viventi, Ian McEwan. Le alchimie di un’opera artistica però non sono così nitide e cartesiane. (altro…)

Di | 9 Novembre 2018|Twitoli|

Seminario di consapevolezza digitale

Di | 2 Novembre 2018|Web philosophy|

E’ come, per le generazioni precedenti, l’automobile. O la bistecca di manzo. Se ci sei nato tendi a darle per scontate e ti sfugge il senso critico su ciò che comportano. E se pure te lo spiegano, e ti convincono, dici: vabbè, la prossima volta.

 

Per i nativi digitali è lo stesso con lo smartphone e gli altri dispositivi. Ci sono nati, giustappunto. E vivono in una profonda inconsapevolezza di quel che comporta la loro fusione con quegli oggetti.

 

E’ analogo all’automobile e alla bistecca ma è più grave. Perché siamo al bivio di una trasformazione dell’umanità che, scegliendo una direzione piuttosto che un’altra, la renderebbe simile ai peggiori incubi delle distopie. Nelle mani dei ragazzi, sui quali i padroni del digitale contano per i propri progetti, è consegnata una responsabilità enorme. Ma quanto facciamo veramente per aiutarli ad assumerla?

 

Il seminario sulla consapevolezza digitale nasce per spiegare loro tre categorie di effetti che conseguono a un determinato uso del dispositivo: quelli legati all’economia, alla giustizia, all’eguaglianza, alla libertà; quelli che concernono le interazioni; quelli che si depositano in profondità nell’individuo.

 

Per spiegare, sì, ma per discuterne con loro, anche. Non è un indottrinamento. Al contrario vorrebbe essere una pur modestissima dose di vaccino contro le manipolazioni. Ed è un incontro. Un incontro vero, di quelli che certe forme di filtri digitali tendono a diradare.

 

C’è qualche dato, sì. Diverse informazioni. Ma soprattutto c’è l’indirizzo a forme di ragionamento critico non convenzionali.  

 

A pensarci bene mi piacerebbe, questo seminario, tenerlo anche per gli adulti. Però valeva la pena di cominciare dai ragazzi, dalla loro energia, dalla loro lealtà, non ancora compromesse dall’adultità.

 

Grazie al Liceo Gioberti di Torino che ha voluto accoglierlo per primo. Lì ho cominciato il 7 novembre. I ragazzi mi hanno dato una soddisfazione enorme. Spero un pochino anche io a loro.

Di | 2 Novembre 2018|Twitoli|

Di | 28 Ottobre 2018|Twitoli|

Stretti e contraddetti

Di | 26 Ottobre 2018|1, Stretti e contraddetti|

Quanti ce ne sono che si comportano verso la propria esistenza come se fossero seduti al cinema ad assistere a una proiezione. E che avresti voglia di scuoterli bruscamente per le spalle: (altro…)