Focus

I selfie culturali degli scrittori

 

 

Questa settimana  il video di Roberto Alajmo

Il dizionario del Wrog

Il selfie è il nuovo simbolo del narcisismo; ci si fa fotografare su uno sfondo o durante un evento ma il senso, più che ritrarre lo sfondo e l’evento, o spiegarlo, è dire: “io sono qui”. Nel selfie “Io” è il centro, e lo sfondo serve ad arricchirlo.

Nel “selfie culturale”, uno scrittore si fa un video-selfie dove parla soprattutto dello sfondo, che rappresenta qualcosa di significativo nel suo percorso intellettuale. Il selfie culturale non dice “sono qui” ma dice “perché sono qui”. Non è le celebrazione dell’Io ma dello sfondo. Perciò ideologicamente è un contro-selfie.

Anagrafe letteraria

Roberto Alajmo vive a Palermo dove è nato nel 1959. Tra le sue opere Cuore di madre, secondo classificato al Premio Strega ed E stato il figlio, trasposto in film con Toni Servillo. E’ direttore del Teatro Biondo Stabile di Palermo. Il suo ultimo libro è Carne mia (Sellerio).

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La prima sentenza che riconosce un legame tra il tumore al cervello e le onde elettromagnetiche del cellulare è giustamente stata definita storica. Ovviamente ignoro se essa poggi su un serio fondamento scientifico.Guardando alla cerchia delle conoscenze ho, e non sono il solo, (altro…)

21 aprile 2017|1, Stretti e contraddetti|

Brevi storie di antichi campioni

Molti fortissimi atleti vengono ricordati come «eterni secondi»; ciononostante la loro capacità di porsi da protagonisti, di elevarsi quasi alla pari di qualche grande avversario, conserva loro lo status di campioni e li tramanda alla memoria come dei vincitori, personaggi che hanno saputo attraversare brillantemente, come minimo, una fase della loro vita.Tra le poche eccezioni a tale regola va sicuramente citato Tiberio Mitri, il pugile triestino che pure, oltre a riscaldare cuori femminili ammaliati dalla sua bionda bellezza, (altro…)

21 aprile 2017|3, Storia e storie dello sport in Italia|

Decalogo della conversazione

“Il più fecondo e naturale esercizio del nostro spirito è secondo me la conversazione. Ne trovo la pratica più dolce di qualsiasi altra azione della nostra vita; ed è la ragione per cui, se fossi forzato a scegliere, consentirei piuttosto di perdere la vista che l’udito o la parola

(Michel De Montaigne)

Capiterà, fra qualche millennio, (altro…)

14 aprile 2017|2, Motori di ricerca interiore|

Come stanno cambiando i dialoghi nella letteratura

“Bada a come parlano” è il monito che assilla sempre il narratore, a proposito dei suoi personaggi. Si può essere abilissimi nel cogliere le sfumature del linguaggio, ma quelle virgolette (oppure le caporali, o i trattini lunghi: non ha importanza) introducono costantemente un rischio di rottura dell’unità stilistica. (altro…)

14 aprile 2017|4, Sulla scrittura|

Agorete. Alcune illusioni digitali sulla democrazia.

Il recente dibattito sulle fake news sta incrinando la tesi che la carica informativa del web sia un propellente della democrazia.

Ma, in ogni caso, basterebbe davvero essere informati per rimuovere i conflitti? Forse che gli eserciti nemici, le organizzazioni dei lavoratori  o i movimenti di contestazione e quelli che mandavano la polizia a manganellarli, le etnie che si sono scannate nelle guerre civili scontavano essenzialmente un problema di informazione? “Ma bastava saperlo! Adesso ci siamo chiariti!” (altro…)

21 aprile 2017|5, Cosa resta della democrazia|

Che vi venga un occidente/1

Antologia di Giudizio Universale

Comincia la ripubblicazione di 7 intellettuali islamici che recensiscono i nostri costumi. Questo è il primo articolo, quello di Khaled Fouad Allam sull’ateismo. Fouad Allam è morto nel 2015 (altro…)

21 aprile 2017|6, Giudizio Universale antologia|

Frammenti di un discorso amoroso. La conversazione sentimentale 2.0

La conversazione è un genere di intimità. Non serve solo ad avere più informazioni ma ad avere informazioni diverse.

Sherry Turkle.

 

Quello amoroso è un genere conversazionale a se stante. Intanto suddiviso in numerose sottocategorie: quello fra corteggiatori, innamorati, amanti in crisi, coppie abbandonate al piacere dell’abitudine.Inoltre, se le conversazioni in generale vedono di solito prevalere in alternativa l’elemento dell’informazione oppure quello del contatto (quando parliamo di cose inutili solo per mostrarci reciprocamente che stiamo parlando, (altro…)

7 aprile 2017|8, Web philosophy|

Di cosa parliamo stasera? Chiediamolo alle carte

Recensione di un gioco

Ci sarebbero più o meno divorzi se le le persone potessero leggersi nel pensiero?

Siete stremati dalle serate conviviali che non si elevano colloquialmente oltre la maestra dei figli, la cronaca delle vacanze (oh,  e le prossime, le prossime…) e quella stronza che? Incupiti dai tete-a-tete imbronciati, seriali, sonnolenti? C’è un gioco che dovete assolutamente procurarvi. Un gioco…non so se tecnicamente sia un gioco. (altro…)

13 aprile 2017|10, Il Nuovo Giudizio Universale|

Democrazia secondo voi

31 marzo 2017|12, Democrazia secondo voi, Open space|

Mi spiaggerò

21 aprile 2017|7, Versi, versi pure|

Le invasioni barbariche

Recensione del film in dvd

Posta nella scia dell’attacco alle torri gemelle è una domanda trabocchetto: chi sono i barbari invasori della nostra epoca? Al limite i nostri figli, se il divario generazionale diventa un fossato. Finchè si leggono libri diversi o si lotta per idee differenti siamo dentro i normali cicli della storia: diverso se il passaggio delle consegne avviene a favore di chi non legge libri e non lotta più per delle idee. Presentato nel 2003 come film di critica sociale, rivolta specialmente al modello liberista e tecnocratico, il film di Denys Arcand, del 2003, (altro…)

13 aprile 2017|9, Il Nuovo Giudizio Universale|

Museo Kampa

Ufficio visti

Praga è impagabile. In quante città potete godere di un’architettura così splendidamente conservata? In quante vi fottono ancora sul cambio senza che venga la polizia a chiudere l’ufficio? (altro…)

21 aprile 2017|11, Ufficio visti|

Intervista all’ex feto dell’ultimo romanzo di McEwan

Recensione nel guscio

E’ appena planato alla fine di pagina 172, penultima pagina del romanzo. In quella successiva fa finalmente conoscenza con il volto materno, che tante volte ha immaginato dall’utero e che  un certo punto aveva pensato di non incontrare mai: quando il prurito dell’azione aveva colto perfino lui, personaggio di pensiero, spingendolo a farsi percorrere circolarmente dal cordone ombelicale sino a stritolarsi. (altro…)

31 marzo 2017|13, Sulla scrittura|

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